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I peggiori manifesti elettorali del 2015

I peggiori manifesti elettorali del 2015

Di Francesco Menichella
La propaganda politica per le elezioni comunali e regionali del 2015 non rinuncia, volontariamente o inconsciamente, a divertire. La chiamata alle urne in 1063 comuni d’Italia ha generato uno straordinario sforzo di fantasia nella creazione dei manifesti elettorali che li ha resi degni della più scalcinata compagnia comica.
Il modello di riferimento sembra essere Cetto La Qualunqueanche se nessuno è riuscito a raggiungere il maestro. La parodia di Antonio Albanese supera nettamente la realtà.
È difficile stabilire chi è il peggiore e in alcuni casi sembra che la funzione di certe foto, slogan, errori ortografici e pastrocchi grafici sia di allontanare gli elettori invece di invitarli a scegliere i futuri consiglieri, assessori e sindaci.
L’uso del dialetto, la voglia di attirare l’interesse su se stessi e la ricerca a tutti i costi di originalità rende alcuni manifesti irresistibilmente brutti consegnandoli di diritto ai lazzi della Rete.

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