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I misteri di Glastonbury



Glastonbury è una piccola città nel Somerset, in Inghilterra, situata a circa 30 miglia a sud di Bristol. La città è celebre per la sua antica storia, per i resti dell’abbazia, per la Glastonbury Tor e per le numerose leggende e i tanti miti associati ad essa.

Secondo le antiche cronache, Glastenbury è il luogo di nascita della cristianità nelle isole britanniche e sede della prima chiesa cristiana, costruita per custodire il Graal più di 30 anni dopo la morte di Cristo.




Un tempo Glastonbury era pressochè un’isola circondata da paludi e acque alluvionali, per questo la leggenda narra che Giuseppe d’Arimatea era  già venuto in precedenza in questo luogo con una nave accompagnato da Gesù, ancora fanciullo.
Nello sbarcare piantò a terra il suo bastone, che fiorì miracolosamente nel Biancospino di Glastonbury; Questa è la spiegazione mitica dell’esistenza di questo ibrido, che cresce soltanto alcune miglia attorno a Glastonbury. Fiorisce due volte l’anno, una in primavera e un’altra nel periodo di Natale. Ogni anno viene tagliata una spina e inviata alla regina per ornare la sua tavola di Natale.





Non si conosce con certezza la data del primo insediamento cristiano a Glastonbury. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce tracce di insediamenti risalenti a un periodo intercorrente tra l’VIII e il X secolo, ma ciò che oggi è possibile ammirare sono i resti di un’abbazia costruita nel XIII  e XIV secolo. 

 



 



Glastonbury Tor è una collina nei pressi della omonima cittadina. Al culmine della collina sorge un edificio privo di tetto, la torre di San Michele. L’intero sito, recentemente restaurato, è controllato dal National Trust.








Tor è un termine di origine celtica  che significa collinaQuesta elevazione ha una posizione dominante all’interno di una pianura chiamata Summerland Meadows, circondata su tre lati dal fiume Brue. Nel 1892 vi si ritrovarono i resti di un antico insediamento risalente all’età del ferro, ma ci sono anche prove di un’occupazione di epoca romana.
I britanni la conoscevano con il nome di Ynys yr Afalon, l’isola di Avalon, circostanza che spinge alcuni a identificarla con la leggendaria Avalon del ciclo di Re Artù.

Ed eccoci alla prese con un’altra leggenda secondo cui re Artù, alla sua morte, fu trasportato nell’isola di Avalon su una barca guidata dalla sorella, la Fata Morgana, e lì riposa, in attesa di tornare nel mondo quando questi ne sentirà nuovamente il bisogno.






Durante il regno di Enrico II, secondo il cronista Giraldo Cambrense e altri, l’abate Enrico di Blois commissionò una ricerca che , a una profondità di 5 metri, avrebbe portato alla luce un enorme tronco di quercia o una bara con un’iscrizione:” Qui giace sepolto l’inclito re Artù nell’isola di Avalon.”

I resti furono sotterrati di nuovo davanti all’altare maggiore, nell’abbazia di Glastonbury con una grande cerimonia a cui parteciparono anche re Edoardo I e la sua regina.Il luogo divenne meta di pellegrinaggio fino al periodo della Riforma Protestante.

Secondo molti studiosi questa ricostruzione è da considerarsi falsa; solo un efficace espediente per dar credito all’origine antica di Glastonbury ,accrescerne la fama e favorire il pellegrinaggio che procurava il denaro necessario per la ricostruzione del monastero.




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