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I misteri della macumba, dell’umbanda e della quimbanda



http://brasile-italia-brasile.blogspot.it/2011/05/alla-scoperta-della-macumba-tra-tanti.html

La macumba è un rito pagano tipico del Brasile. Essa venne importata nel Nuovo Mondo dagli schiavi neri provenienti dalla Guinea e dalla Costa d’Avorio che conservarono in parte le loro tradizioni. Il rituale della macumba, legato ai miti della nascita, della morte e della fertilità, prevede che un medium raggiunga, grazie ad una danza frenetica, uno stato di trance, durante il quale entra in contatto con gli spiriti dell’aldilà. Quando le popolazioni di colore si convertirono alla religione cristiana, le divinità pagane furono sostituite dai santi e dalla Madonna. Le autorità religiose finirono col tollerare tali riti, ancor oggi praticati, interpretando le altre forme di macumba come semplici manifestazioni orgiastiche.

La macumba, il cui termine può significare “assemblea religiosa”, è riferita a 2 pratiche magiche complementari della magia brasiliana: Orixà’s (Orescias) e Exù’s (Escius) La Macuba ha origini africane: Nigeria meridionale e del bacino del Congo Dalle popolazioni Yoruba e da altre tribù di lingua Bantù, dette popolazioni furono deportate in modo barbaro come schiavi nelle Americhe per soddisfare esigenze lavorative dei coloni.Dalle terre d’Africa di dove venivano detti schiavi portarono con se la loro Fede e per ragioni di salvezza e sopravvivenza cambiarono alcuni nomi delle Divinità in nomi di Santi Cristiani, questi avevano delle somiglianze nei loro poteri simili ai loro Orexà’s o Exù’s e per questo potevano essere identificati come tali.
Ci sono essenzialmente tre modi in cui si manifesta la macumba brasiliana, tre differenti tipi di culto: il candomblé, l’umbanda e la quimbanda. Il candomblé è un culto estremamente legato alla madre Africa che ha subito, nel corso dei secoli, po-chissime modifiche. L’iter iniziatico del candomblé è piuttosto lungo ed i rituali, per lo più celati ad occhi indiscreti, si basano essenzialmente su quel fenomeno, antico come l’uomo, chiamato pos-sessione. E’ un momento di grande gioia questo, perché il tempo è come se si fermasse: l’uomo ristabilisce la propria unità col divino. Nella possessione i seguaci del candomblé vedono una sorta di Rivelazione: possono parlare con i loro dei, comunicare con loro e confidargli i loro problemi nella speranza di essere attesi nelle proprie aspettative.
L’umbanda è un culto decisamente più recente, risale ai primi decenni di questo secolo. Proponendosi come religione universale, su una base africana che tende ogni giorno di più ad essere soppiantata da elementi esterni, si sono inseriti lo spiritismo kardecista e moltissimi spunti dalle filosofie indiane. I protagonisti del culto non sono più gli Orixàs (spiriti africani di antichi re), assimilati in tutto e per tutto con i santi cattolici, ma vengono soprattutto in-vocati spiriti di trapassati, schiavi neri ed indios, che prestano il loro concorso nelle guarigioni e dispensando ai fedeli consigli e passi magnetici. Non si tratta di una religione unificata: come nel caso del candomblé ogni tempio, generalmente chiamato tenda, è autonomo dagli altri ed i rituali sono suscettibili di variazioni e novità in base anche alle direttive delle entità celebrate nel tempio stesso. La più grande schematizzazione umbandista è quella delle cosidette Sette Linee. Il numero sette, in tutte le tradizioni esoteriche, ha sempre avuto un significato di completezza e di sin-tesi. Le Sette Linee rappresentano le sette vibrazioni primarie, i sette angeli, la cui unione dà origine al tutto. Questa squadra è composta dai sette spiriti più importanti della tradizione afri-cana che vengono associati ad altri sistemi esoterici: Linea di Oxalà, legata al sole, domenica, angelo Mikael, Gesù Cristo Linea di Iemanjà, legata alla luna, lunedì, angelo Gabriel, Vergine Maria Linea di Ogùm, legata al pianeta marte, martedì, angelo Samael, san Giorgio Linea di Oxossi, legata al pianeta mercurio, mercoledì, angelo Raphael, san Sebastiano Linea di Xangò, legata al pianeta giove, giovedì, angelo Sachiel, san Gerolamo Linea di Oxùm, legata al pianeta venere, venerdì, angelo Anael, Immacolata Concezione Linea di Omulù, legata al pianeta saturno, sabato, angelo Cassiel, san Lazzaro.
Diametralmente opposto all’umbanda è invece il culto quimbanda. Presso le popolazioni di lingua bantu il kimbanda era il medicine man, il saggio del villaggio, depositario di conoscenze ancestrali a livello medico, magico ed etico.

 La quimbanda, comunemente intesa come la magia nera, deriva direttamente dall’umbanda e ne rappresenta la metà oscura, tutto ciò che l’umbanda non è o comunque non può e non desidera essere. I protagonisti di questo culto sono Exù e Pomba Gira, divenuti il diavolo e la sua perversa consorte in un fiorire anche qui di manifestazioni e schematizzazioni complicatissime e rigorosamente sincretizzati con i demoni della tradizione occidentale: Lucifero, Belzebuth ed Astarotte in testa. Alle Sette Linee umbandiste corrispon-dono le Sette Linee di Tenebra così schematizzate: Linea Malé, governata da Exù Re, Lucifero, vizi, perversione, discordia Linea dei Cimiteri, governata da Exù Caveira, malattie a lungo decorso Linea Mossorubì, governata da Exù Kaminaloà, malattie mentali Linea delle Anime, governata da Exù Omulù, morte, malattie veneree e sofferenza Linea Nagò, governata da Exù Gereré, il male Linea Caboclos Quimbandeiros, governata da Exù Pantera Negra, violenza Linea Mista, governata da Exù das Campinhas, malattie incurabili Anche in questo caso ogni linea è suddivisa in sette falangi, a loro volta suddivise in altre sotto-falangi.

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