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I Maestri Comacini, la corporazione di costruttori medievale considerata come anticipatrice della Massoneria moderna



Di Marisa Uberti

CHI erano e che conoscenze possedevano questi Specialisti dell’Arte Edile,i Maestri Comacini?
La loro presenza è attestata fin dal tempo dei 
Longobardi (vengono menzionati in due Editti:di re ROTARI del 22/11/643 e in quello di re LIUTPRANDO del 713), per non dire che già al tempo dell’Imperatore Traiano, ne troviamo menzione. In una lettera di Plinio Cecilio indirizzata all’imperatore stesso, troviamo che viene lodato un ‘maestro comacino’ per la costruzione di una “Amenissima villa suburbana sul Lago di Como“. Potrebbero, quindi, originare addirittura dai Collegia Romani, avere un’eredità millenaria.

E’ importante capire se queste ‘maestranze’possano aver “legato”insieme i culti precedenti al Cristianesimo, ne abbiano ereditato alcuni ‘modelli’spirituali oltre che iconografici(quello è abbastanza evidente!) la flora, la fauna, le spirali, le figure geometriche, e abbiano continuato nei secoli, adeguandosi ai nuovi committenti. Consideriamo che, che tra i Romani, vi doveva essere un miscuglio di genti proveniente da vari distretti, oltre che italiani anche orientali e nordici, popoli che avevano una particolare venerazione per il serpente e per gli intrecci.

Roma aveva “Corporazioni”(i “Collegia Romani”) proprie, in cui l’arte antica si insegnava a porte chiuse, si propagava nella ‘schola’ e nel ‘Laborerium’. L’uso dei Collegia si estese a molti territori conquistati da Roma, tra cui c’è la zona di origine dei Maestri Comacini, che furono i depositari di quell’antica Arte, uniti da quel senso di solidarietà e fraternità che li farà giustamente appellare Maestri e Fratelli Comacini.Furono chiamati anche ‘Fabbri Muratori’ e sembra che questa associazione muratoria possa essere stata il prototipo e l’inizio dei cantieri degli scalpellini nel Medioevo e gli antenati dei Liberi Muratori della Loggia Massonica“.Naturalmente non vi sono documenti certi che lo attestino ma questa supposizione può essere da stimolo per ulteriori ricerche.Il fatto che si spostassero dove venissero richiesti,e per il fatto che siamo di fronte ad una corporazione che si tramandava di generazione in generazione l’Arte edificatoria nei secoli, aumenta la probabilità che fossero venuti a contatto con svariati stili e culti… Sotto la protezione dei Re Longobardi i Maestri Comacini divennero i custodi dell’arte edilizia romana.

Del resto,sappiamo che la corporazione dei Magistri Comacini fu attestata in Italia –dalle Alpi al centro-e Oltralpe in paesi come la Svezia,Dalmazia,Siria,Spagna,Russia…

Essi operarono in Europa seguendo costantemente o adeguandosi ai nuovi stili emergenti,sempre però portando con loro il proprio estro professionale che li rendeva inconfondibili.E sicuramente assistettero alla fusione delle forme Romaniche con quelle Gotiche, che contribuirono ad abbellire al passo coi tempi che mutavano, di generazione in generazione.

I Longobardi, proveniendo dalla Pannonia, portavano con sé culti pagani orientaleggianti,e anche quando si convertirono , restarono sempre ‘barbari cristianizzati’legati al culto ancestrale del serpente. E’noto, infatti, come nella loro arte favorirono intrecciamenti ed annodamenti,il ‘nodo longobardo‘ ed i Comacini dovettero sempre occuparsene,sia in senso pagano che in senso cristiano(il serpente tentatore nella “Genesi”,per esempio). Le cattedrali Romaniche e gotiche pullulano di colonne ritorte,spinate e di decorazioni a spirale, forme vegetali intrecciate,figure geometriche e simbolismi paganeggianti.

Colonne serpentiformi di vario tipo,atrio Basilica di S.Maria Maggiore (BG)opera di Maestranze Campionesi

Quando i loro committenti divennero i funzionari del clero cristiano,l’Arte Comacina continuò a produrre in senso ‘cristiano’ o ‘pagano’? Non è dato sapere dalle fonti ufficiali. Liberamente essi percorrevano quella cristianità senza confini in cui fiorirono monasteri,basiliche,cattedrali…Nel XII-XIII secolo, continuarono ad essere ‘liberi muratori’ in ‘liberi mestieri’,anche quando i re feudali avevano assunto gli aderenti alle “professioni “in pianta stabile. In tale contesto, essi si posero sotto la tutela protettiva della Chiesa e degli Ordini Monastico-Cavallereschi che specialmente  dopo il Mille dilagavano in Europa e oltre,attivissimi sulle vie dei pellegrinaggi.  Inoltre godevano di permessi speciali per circolare liberamente in Europa, erano esentati dalle tasse e non avevano vincoli. Anche quando erano forse mal tollerati per questioni di fede, erano altamente apprezzati e- si può ritenere – insostituibili.

Essi si riunivano in umili ‘baracche’attigue al cantiere(chiamate ‘logge’ e che sono spesso raffigurate nelle miniature medievali, appoggiate al muro del cantiere) e qui tagliapietre, scultori, scalpellini, si riunivano per ascoltare le parole del Maestro e le sue direttive, raccogliendo soprattutto quello che lasciava ‘trasparire’ ed è probabilmente qui che l’apprendista( il nuovo ‘operaio’) giurava di rispettare i segreti del mestiere, i suoi obblighi e le regole, apprendeva le parole e i segni per riconoscersi tra muratori, segni convenzionali e parole segrete che gli permettevano di farsi ‘riconoscere’ da una loggia all’altra durante i suoi viaggi di lavoratore ‘migrante’.Tutto questo, e il fatto che avessero degli Statuti divisi in Articoli (destinati ai Maestri) e in Punti (destinati agli allievi) ha fatto pensare che essi costituissero il ponte di passaggio tra la massoneria operativa e quella speculativa,che ne avrebbe ereditato la Tradizione spirituale e simbolica,portandola fino ai giorni nostri.

Il 24 giugno 1717,con un’Assemblea,veniva proclamata la Gran Loggia di Londra che segnava il declino dei costruttori,dei Maestri nomadi e il trionfo dei borghesi sedentari,dei nobili oziosi. La Massoneria, quella vecchia fratellanza di mestiere,diveniva ‘speculativa’:non sarebbero più stati necessari gli strumenti autentici usati nelle polveri dei cantieri delle cattedrali ma piani astratti,strumenti simbolici e “con il solo cemento del pensiero,la squadra dell’anima,il compasso della mente, non intendevano più innalzare edifici,ma ‘costruire’un uomo nuovo, l’uomo ‘perfetto’.L’origine della Massoneria è un campo di indagine pluridirezionale. Dal punto di vista storico, è campo di ricerca, laddove per l’adepto,invece, è un terreno pieno di simbologie che per i profani sono poco comprensibili, addirittura bizzarre e confuse.

 Comprensorio del lago di Como

E’interessante notare che quando siamo in presenza di costruttori che portano la denominazione della città di provenienza(da Campione,da Bissone,da Arogno,ecc) siamo in presenza di Maestranze Comacine e di persone le quali non provenivano esclusivamente dalla sola città di Como o dall’Isola Comacina, oppure lavoranti ‘
cum machinis’(con macchine,forse particolari,che non è escluso possedessero veramente),come molti vogliono genericamente definirli.Mi trovo concorde con quanto afferma il MERZARIO, nella sua opera sui Maestri Comacini del 1893 e cioè che queste abili famiglie di costruttori, scalpellini, lapicidi e cavapietre provenissero da un ampio territorio che si estende a Nord oltre Bellinzona, a sud fin quasi a Milano, a est fino al lago di Idro e ad ovest fino al lago d’Orta.Ciò non esclude affatto che lavorassero con ‘macchine’ o strumentazioni particolari,per l’epoca. Per ignoranza o superficialità, li ritroviamo frequentemente quali anonimi ‘artisti lombardi’(ove questo,a suo tempo, non sottacesse ad un significato spregiativo, tra l’altro).A volte furono denominati anche ‘casari’ o ‘tedeschi’.La confusione è stata per secoli trionfante…
Il Merzario aggiunge che l’applicazione dei precetti di Vitruvio,sebbene con talune caratteristiche innovazioni,fu sempre imitata dalla scuola Lombarda; i libri di Vitruvio erano andati perduti e furono ritrovati molto tardi a Montecassino; i precetti venivano tramandati e insegnati oralmente e tradizionalmente da que’ Maestri.
Le Maestranze Comacine portarono la loro Arte superiore ovunque in Europa,e anche oltre.Ad Assisi c’è un edificio definito “Casa dei Maestri Comacini”(pertanto immaginiamo come fosse numerosa e importante la loro ‘colonia’qui).
1Loggia_Comacini_6.jpg (83790 byte) 2Loggia_Comacini_1.jpg (112884 byte) 3 Loggia_Comacini_2.jpg (154357 byte) Sulla facciata,una lapide recita “Loggia dei Maestri Comacini“.Si notano frammenti di antiche sculture(un cavallo in alto a sinistra,in un riquadro,ma è ‘tagliato’),abrasioni sparse qua e là,tuttavia è pure apprezzabile l’opera di restauro conservativo che si ebbe cura di prestare a questo fondamentale Edificio medievale.
4Loggia_Comacini_3.jpg (89719 byte)Particolare del loro ‘emblema’:un compasso aperto all’interno del quale è posta una rosa, presente sull’architrave orizzontale(porta sinistra foto precedente);è abbastanza consunto ma per fortuna ancora leggibile.E’ inserito in una sorta di scudo a nove lati, ed è unito ad altri elementi, di cui a sinistra si può solo supporre che fossero analoghi a quelli di destra, più visibili.Dalla sommità dello ‘scudo’ dipartono infatti due ‘corde’saldate ad un ‘casco vegetale’ che si interrompe davanti a (cinque?) dischi di incerta interpretazione.Più avanti il ‘fogliame’ prosegue, si innalza a ‘sipario’ (ma qui c’è una abrasione) e termina con una corda (la stessa che usciva dallo scudo, verosimilmente) e una nappa.Il tutto mi pare molto ben lavorato e curato nei dettagli.Questo emblema- situato sulla facciata(se è originaria la sua collocazione) – doveva rappresentare un ‘biglietto da visita’ assai speciale per i nostri Magistri.
   5Loggia_Comacini_4.jpg (111561 byte) Ancora il medesimo emblema,stavolta non abraso e chiaramente distinguibile, situato sulla chiave di volta dell’arco d’ingresso (seconda porta nella foto 3).Cambia totalmente la foggia dell’elemento che lo contiene(che ricorda un copricapo papale!),nè vi sono altri motivi aggiunti,apparentemente.Il compasso e la rosa paiono comunque essere identici al precedente, nello stile e nella simbolica effigiata.Al di sopra, un piatto in ceramica dipinta, alloggiato in una nicchia quadrata in cui sicuramente doveva esservi originariamente qualcos’altro, a cui si deve tenere particolarmente, dato che è stato protetto da una rete.Non sappiamo quale possa essere la sua attinenza con questo edificio nè con i Magistri.Speriamo che attraverso queste pagine,qualcuno ce lo possa dire.

Bibliografia essenziale:

Titolo originale: Die Meister von Como”, apparso sul quaderno nr. 4, Aprile 1967,della R.: L.: QUATUOR CORONATI nr. 808 Or.: di Bayreuth (R.F.T.)
Giuseppe Merzario:”I Maestri Comacini-Storia Artistica di Mille Duecento Anni(600-1800)-Milano 1893-Riediz.Amiedi (MI)
Si ringrazia Giulio Coluzzi per le foto della Loggia dei Comacini ad Assisi.

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