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Hitler visto da un punto di vista leggermente diverso dal solito

Di Salvatore Santoru

Adolf Hitler è giustamente ricordato negativamente nei libri di scuola e di storia per via degli innumerevoli crimini commessi dal suo regime, ma il giudizio abbastanza comune che vede solamente nella sua, vera o presunta, “megalomania” la causa della Seconda Guerra Mondiale storicamente non è più accettabile, così come non lo è più l’identificazione “religiosa” con il “Male Assoluto”, tenendo conto del fatto che tremendi dittatori sanguinari, pari o anche molto più cinici e spietati dello stesso Hitler, si sono presentati nella storia, anche in quella più recente.


Oggi, sarebbe finalmente ora che anche sulla figura di Hitler ci fosse una seria analisi che si discosti dalle tradizionali descrizioni a cui siamo abituati, descrizioni che a volte sono sfociate più volte nel gossip e nelle leggende metropolitane, visto che per diventare lo spauracchio del XX secolo, Adolf Hitler è stato accusato di tutto e dell’incontrario di tutto, in modo assai poco scientifico e storico.Ciò ovviamente non vuol dire certo rivalutare tale personaggio, magari negandone i crimini commessi dal suo regime, ma offrire una visione il più possibile oggettiva e sopratutto “laica”, ovvero non del tutto condizionata da pregiudizi ideologici a cui tutti siamo stati abituati, in tal modo offrendo anche una “prevenzione” a ipotetiche idealizzazioni dello stesso.



Per ciò, si possono iniziare a sfatare alcuni “dogmi storici”, ancora in parte creduti in modo acritico, come quello della presunta unica colpevolezza del dittatore tedesco per lo scoppio della guerra mondiale, una guerra che secondo alcune tesi, troverebbe la sua motivazione nella sola psiche di Hitler, senza quasi riguardo alle problematiche economiche,sociali e politiche del periodo.

Secondo questa versione un tempo anche molto comune, le cause della II guerra mondiale e dei suoi crimini risiedono nel fatto che Hitler era un’ignorante “pittore fallito” scarsamente intelligente animato da un’insensato odio verso tutto e tutti, per il fatto di non essere stato ammesso all’Accademia delle Belle Arti di Vienna a causa dei suoi orrendi quadri, definiti come “scarabocchi” solitamente nei libri di testo, e a causa del risentimento per ciò piano piano incominciò a serbare odio e invidia verso tutti.Per inciso, ecco alcuni degli “orribili scarabocchi”:

Sul fatto dell’ignoranza Hitler, notoriamente appassionato sopratutto di Schopenhauer, di Nietzsche, di esoterismo, di teosofia e romanticismo oltre che di letteratura,arte,musica,architettura,filosofia e spiritualità occidentale e orientale, non lo era poi così tanto, e c’è da aggiungere che in gioventù fu anche un poeta.Per avere una comprensione maggiormente approfondita del personaggio, sarebbe opportuno dare uno sguardo al libro autobiografico “Mein Leben”, scritto  prima del famigerato “Mein Kampf”.

Sul risentimento che spesso è stato descritto essere base dell’atteggiamento hitleriano di rivalsa verso il sistema dominante dell’epoca, c’è da dire che, oltre alle vere o presunte turbe psichiche di cui si pensa soffrisse, può essere stato causato anche dal fatto, che emigrato dall’Austria in Germania, era sostanzialmente povero e per poter sopravvivere fu costretto a fare lavori umili e da certe sue delusioni politiche descritte anche in “Mein Leben”.


Indubbiamente, la costante delusione del futuro Fuhrer sulla società e sulla politica ufficiale, spinsero il futuro dittatore a reagire e a trasformare il risentimento e la rabbia in proposte politiche di massa,  utilizzando indubbiamente(per quanto non certamente per finalità positive) una forte forza di volontà e al contempo nel bene e nel male operando una vera e propria auto-realizzazione, tanto che da povero emigrato austriaco riuscì a diventare in breve tempo presidente della Germania nonché competitore e spauracchio delle più grandi potenze capitaliste del mondo,  “paradossalmente” risultando uno degli esempi più eclatanti del del “Self Made Man” nell’ambito politico, diventando una sorta di vera e propria “Star” politica dell’epoca.

Ci sarebbe anche qualcosa da dire sulle motivazioni ideologiche che spinsero Hitler ad entrare in campo, e che frettolosamente sono state considerate mere “fantasie”.

Difatti, il futuro Fuhrer e i suoi seguaci riuscirono a utilizzare il risentimento della popolazione verso gli effetti nocivi del capitalismo finanziario dell’epoca e verso il potere delle più potenti banche d’affari internazionali, così come nelle multinazionali e (specie nella propaganda rivolta all’estero) nelle strategie imperialiste di alcune grandi potenze occidentali, ma come è noto tali critiche al sistema dominante dell’epoca vennero trasformate in distruttiva e becera propaganda antisemita e ai fini della costruzione di uno stato totalitario e dittatoriale.

Inoltre, com’è noto Hitler fece leva sul risentimento verso la classe politica corrotta del tempo, auspicando un radicale cambiamento economico ma anche spirituale e ideale per il paese (e il mondo), e in effetti c’è da dire che mantenne le promesse perlomeno economicamente, visto nei primi ani del regime riuscì praticamente a eliminare la disoccupazione e a trasformare la Germania, da paese distrutto dai debiti e dagli effetti della guerra a una grande potenza, che perlopiù era riuscita a diventarlo anche in modo ecologicamente sostenibile, un tema che se oggi è all’ordine del giorno nei paesi occidentali non lo era di certo al tempo.


Ben noti anche il suo criticare il Vaticano e la massoneria, il primo accusato di aver tradito e storpiato il “vero cristianesimo”, arrivando a costruire un’oppressiva istituzione che storicamente si era contraddistinta per la repressione delle idee scomode, specie durante l’Inquisizione ( tema caro al tempo, essendo le SS seguaci, tra le altre cose, del catarismo e del marcionismo, eresie duramente represse dalla Chiesa Cattolica ), tanto che lo stesso disse “Il Vaticano predica la bontà… ma sotto questo slogan ha bruciato milioni di persone”, e c’è da segnalare che fu proprio in quel periodo che si incominciò a parlare dello scandalo pedofilia nel clero, ma ovviamente fu fatto per questioni politiche, visto che Hitler e i nazisti avevano, tra gli altri, l’obiettivo di eliminare il potere del Vaticano, visto come un nemico sia ideologico che spirituale.



Per quanto riguarda la massoneria, veniva criticata in quanto era diventata secondo Hitler, un’organizzazione basata sulla conservazione dei propri privilegi e avente scopi sempre più politici e economici, mentre c’è da notare che lo stesso Hitler e i nazionalsocialisti tendevano a diffondere presso il popolo credenze esoteriche e occulte, solitamente appannaggio dalla stessa massoneria e di altre società segrete.

Su questo e su altri argomenti, è opportuno ritornarci sopra e approfondire, visto che su questo periodo ciò che deve importare realmente è la verità, piuttosto che le mere interpretazioni ideologiche.

Per concludere, tralasciando per un attimo i crimini che è giusto sempre tener presenti, c’è da dire che effettivamente Hitler potrebbe aver dato fastidio a determinati poteri, da cui fu utilizzato e che allo stesso tempo tentò di utilizzare, finendo per diventare ciò che è diventato, e oltre agli orrendi crimini commessi durante il regime da lui guidato, sarebbe utile avere,come avviene anche per gli altri personaggi influenti della storia, una visione il più possibile ampia e imparziale su questa figura ritenuta così fondamentale, nel bene e sopratutto nel male, del Novecento e dell’intera storia dell’umanità.

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