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“Hail Trump!”: i nazionalisti bianchi Usa ‘festeggiano’ il presidente eletto a un’incontro “alt-right”

"Hail Trump!": i nazionalisti Usa salutano il presidente eletto

http://www.askanews.it/top-10/hail-trump-i-nazionalisti-usa-salutano-il-presidente-eletto_711946550.htm

Hail Trump! Hail our people (la nostra gente)! Hail victory (la vittoria)!”. Così Richard Spencer, leader del cosiddetto “alt-right movement”, il movimento di estrema destra che ha appoggiato Trump alle presidenziali statunitensi, ha salutato gli oltre 200 partecipanti a un incontro avvenuto sabato a Washington D.C., testimoniato dalle immagini che The Atlantic ha pubblicato sul suo sito. Accolto da braccia tese e applausi, Spencer ha detto che “nessuno è in lutto per i grandi crimini commessi contro di noi. Per noi, si tratta di conquistare o morire”. Poi ha attaccato “i media dominanti, o forse dovremmo riferirci a loro con il termine originale tedesco, Lugenpresse (stampa bugiarda, espressione usata sotto il nazismo, ndr)”, ricevendo gli applausi dei presenti. “Non è solo che sono di sinistra e cornuti, non è solo che molti sono genuinamente stupidi, è che uno si domanda se queste persone siano davvero delle persone, o invece dei Golem senza anima (esseri della mitologia ebraica, ndr) animati da un potere oscuro”. “Essere bianco significa essere un lottatore, un crociato, un esploratore, un conquistatore. Noi costruiamo, noi produciamo […] Noi non sfruttiamo gli altri gruppi, non guadagniamo nulla dalla loro presenza. Loro hanno bisogno di noi, non il contrario” ha aggiunto, ottenendo urla di approvazione e applausi. “Nel sangue che scorre nelle nostre vene come figli del sole – ha aggiunto – risiede il potenziale per la grandezza. Questa è la grande lotta a cui siamo chiamati […] Non siamo destinati a vivere nella vergogna, nella debolezza e nella disgrazia, a implorare per l’approvazione morale delle creature più disprezzabili che abbiano mai popolato il pianeta; noi siamo destinati a prevalere, perché questo è normale e naturale per noi”. “L’America era, fino alla scorsa generazione, un Paese bianco, progettato per noi e i nostri posteri. È la nostra creazione, la nostra eredità e ci appartiene” ha concluso Spencer, salutato dalle braccia tese dei presenti. A24/Pca MAZ

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