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Guerra tra poveri



Di Salvatore Santoru

C’è aria in Italia, come d’altronde in tutta l’Unione Europea, di una vera e propria guerra tra poveri.
Le recenti tensioni di Tor Sapienza confermano questa sensazione.

Ormai la situazione è giunta a un livello allarmante, come d’altronde già previsto ampiamente da diverso tempo dalla cosiddetta “informazione alternativa”.

Si sta creando e alimentando una “logica di conflitto” che coinvolge un pò tutti:italiani contro stranieri, precari contro lavoratori fissi e così via.

Tale situazione è fortemente voluta e fa comodo a determinati poteri che sul caos traggono profitto per consolidare e aumentare il proprio potere.

Pensiamo alla turbolenta e sempre più discussa questione dell’immigrazione clandestina.

Al di là dei soliti proclami demagogici considerati, a torto o a ragione, “xenofobi” o “buonisti”, c’è realmente bisogno di fare un serio ragionamento, che prescinda da pregiudizi e luoghi comuni tipici di ambo le parti.

Come si può ben constatare, c’è da dire che la situazione che si è venuta a creare porta disagio sia agli “autoctoni” che agli immigrati o migranti dir si voglia, questo sopratutto nelle fasce più basse della popolazione.

Tale situazione, oltre a far comodo alla mafia e alla criminalità organizzata, è ben profittevole indubbiamente per industriali senza scrupoli, per il semplice fatto che con l’utilizzo di maggior “manodopera a basso costo”, si può procedere tranquillamente nell’erodere diritti per cui si era combattuto in anni e anni, e sopratutto per quei gruppi di potere internazionali che spingono per una sempre maggiore globalizzazione, che dietro la mitizzazione che se ne fa, sta portando ad un’aumento incredibile delle diseguaglianze sociali e economiche.

In tutto questo, degli esseri umani vengono trattati come “merce” e a buon diritto si potrebbe pure parlare di una sorta di “tratta degli schiavi” moderna, perchè di questo si tratta in fin dei conti.

L’obiettivo finale di questi gruppi di potere (finanziari,industriali e politici ) è sradicare, tramite il conflitto e appunto la “guerra tra poveri”, ogni identità culturale e differenza tra i popoli, in modo da renderci tutti come meri consumatori, in un mondo totalmente mercificato e omologato, insomma quello che viene chiamato il “Nuovo Ordine Mondiale“.

Superfluo dire che migliaia di individui siano usati come “carne di macello” per questo scopo, e le “guerre tra poveri” saranno sempre più frequenti, a meno che non arrivi un drastico cambiamento.

Un cambiamento che si basi sulla riappropriazione della sovranità e dell’autodeterminazione da parte dei popoli, e serva da base per la costruzione di un mondo, dove al posto dei continui conflitti e dell’odio e caos conseguente, si basi su una reale valorizzazione e tutela delle diverse identità umane, in tal modo giungendo a una reale pace, invece di un’omologazione forzata che non sta portando che a estremi squilibri.

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