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Grecia, l’accordo tra Tsipras e Bruxelles è vicino?

Alexis Tsipras, primo ministro della Grecia, e Pablo Iglesias, leader di Podemos.
A seguire le vicende della crisi greca ci si sente un po’ come sulle montagne russe. Il governo di Alexis Tsipras promette tutto e il contrario di tutto. Le trattative proseguono da mesi ripetendo lo schema dello «stop and go» ed è anche per questo che i mercati finanziari sembrano assopiti davanti al pericolo del Grexit: considerato a lungo un’ipotesi più vicina a un bluff che a una probabilità statistica.  Ora, però, dopo il successo di Podemos alle elezioni spagnole, c’è da aspettarsi che la crisi greca possa finalmente giungere al gran finale.
Dalla minaccia del default all’accordo con Bruxelles
Il ministro dell’Interno del governo greco, Nikos Voutsis,  aveva dichiarato giusto un paio di giorni fa, in diretta tv, che la Grecia non avrebbe rimborsato al Fondo Monetario Internazionale la rata di giugno. Queste dichiarazioni avevano fatto temere il peggio perché equivalevano all’annuncio del default. Ecco, invece, che oggi i toni si fanno di nuovo più pacati: una fonte anonima del governo greco alla Reuters ha rivelato non solo che il prestito dell’istituto di Washington verrà rimborsato, ma anche che Atene e i creditori riuniti nel «Brussels Group» arriveranno presto a un accordo. Come la Grecia possa pagare 1,5 miliardi di euro al Fmi entro il mese di giugno – senza gli aiuti di Bruxelles – non ci è dato sapere; ma il governo greco potrebbe comunque riuscire a prendere tempo senza dover dichiarare il default.
Gli escamotage per evitare il pagamento delle rate al Fmi
Esistono infatti altre scappatoie, oltre a quella utilizzata  per pagare la rata del 12 maggio scorso, che ha permesso a Tsipras di usare i diritti speciali di prelievo per risarcire il Fmi. Le regole dell’Istituto di Washington prevedono, infatti, che il paese debitore possa raggruppare diverse rate per pagarle tutte insieme: la Grecia potrebbe quindi chiedere che vengano rimandate tutte a fine mese, guadagnando altro tempo prezioso per le trattative con l’Ue. Inoltre, anche nel caso in cui a fine mese ritardasse il pagamento, il Fmi ha tempo un altro mese per dichiarare insolvente lo stato debitore. Questi tempi supplementari lasciano ad Atene ampi margini di manovra per arrivare all’accordo con i partner europei senza dover dichiarare il fallimento. Ma non finisce qui.
Podemos aiuta Syriza
Un’altra buona notizia è quella che riguarderebbe l’imminente accordo tra Alexis Tsipras e Bruxelles. Notizia confermata dallo stesso leader di Syriza. Angela Merkel e Francois Hollande avevano dato come scadenza il 31 maggio per il raggiungimento dell’intesa con Atene, e questa potrebbe essere la volta buona. Le trattative sono già in corso – secondo le fonti del governo greco – e proseguiranno anche questa sera a Dresda, a margine della riunione dei ministri delle Finanze e dei governatori del G-7. Due sono i punti non trattabili per Tsipras: l’aumento del salario nominale a 751 euro mensili e la reintroduzione della contrattazione collettiva; c’è invece margine di manovra sulla riforma del sistema pensionistico e sulla riforma dell’Iva. Forse il successo elettorale di Podemos potrà indurre Bruxelles ad avere un atteggiamento più conciliante nei confronti del governo panellenico, e traghettare l’Ue verso la risoluzione della crisi greca.

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