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Gli interessi economici dietro la “nuova guerra fredda” tra Russia e USA



Di Salvatore Santoru

Come la questione ucraina ha messo chiaramente in evidenza, tra gli USA e la Russia è in corso una vera e propria “guerra fredda”, e c’è anche il rischio concreto che tale situazione possa sfociare in un vero e proprio conflitto armato.

Dietro a tale “nuova guerra fredda” ci sono ovviamente interessi geopolitici e ideologici, già trattati recentemente in questo blog, e naturalmente economici.

Premettendo che sia la Russia che l’Ucraina sono ricche di risorse naturali, quella più importante dal punti di vista strategico in questo contesto è ovviamente il petrolio.

Difatti, la Russia è dalla fine del 2014 il più grande produttore di petrolio al mondo, arrivando a sorpassare anche l’Arabia Saudita, che proprio contro la Russia e l’Iran è impegnata, insieme agli States, in una “guerra commerciale”  come spiegato in un articolo di Orlando Sacchelli per il “Giornale”.

In questa strategia, come ricordato da Alfonso Desiderio in un articolo per “Repubblica”, rientra il recente crollo del prezzo del petrolio da 100 a 50 dollari provocato dai sauditi, considerato un colpo mortale per Putin, in quanto com’è noto la vendita di gas e petrolio è l’asset principale dell’economia russa.

Oltre a petrolio e gas, ci sarebbe anche da segnalare l’importanza del cibo, a cominciare dalla questione OGM.

Infatti, a livello internazionale gli States premono per l’introduzione degli alimenti geneticamente modificati, mentre la Russia li ha recentemente quasi del tutto vietatipermettendone la coltivazione solo in determinati campi sperimentali.

Lo stesso Putin ha criticato pesantemente l’industria OGM, affermando che le principali corporations biotech Monsanto e Syngenta stanno portando praticamente il mondo alla rovina.

Da segnalare a tal proposito che negli States invece, la Monsanto gode di una forte rappresentanza all’interno della stessa amministrazione Obama, tanto che il discusso provvedimento “Farmer Assurance Provision” è stato ribattezzato ironicamente “Monsanto Protection Act“.


Inoltre c’è da segnalare l’attacco della Russia all’industria dello “junk food”, vista come una forma di “colonialismo culturale” statunitense, oltre che nociva per la salute.



Da segnalare su tale questione la chiusura provvisoria di quattro Mc Donalds per “violazioni sanitarie”, ordinata per volere del governo russo nell’agosto del 2014, decisione da molti vista come una piccola “vendetta” contro le sanzioni imposte dagli USA alla stessa Russia.

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