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Gli attentati di Parigi raccontati dai bambini musulmani

Una manifestazione di condanna degli attentati di Parigi e Bamako organizzata dall’associazione musulmana Al Balsam ad Arroyo de la Miel, vicino a Malaga, in Spagna, il 21 novembre 2015. (Jon Nazca, Reuters/Contrasto)


http://www.internazionale.it/notizie/2015/11/24/attentati-parigi-bambini-musulmani

In Francia, i quotidiani per bambini e ragazzi Le Petit Quotidien, Mon Quotidien e L’Actu cercano di rispondere alle reazioni dei giovani musulmani agli attentati di Parigi nei numeri in edicola il 24 novembre. Dopo il 13 novembre le tre testate sono uscite in quattro edizioni straordinarie, scaricabili gratuitamente, per cercare di spiegare ai piccoli lettori cosa è successo nella capitale francese e cos’è il gruppo Stato islamico. Alcuni genitori musulmani hanno scritto a François Dufour, direttore dei tre quotidiani, criticando le edizioni speciali che secondo loro non hanno fatto abbastanza distinzioni tra islam e terrorismo. Per questa ragione Dufour ha lanciato un appello per raccogliere pensieri ed esperienze di bambini e ragazzi musulmani, anche attraverso Twitter.

Le testimonianze dei lettori più piccoli sono state pubblicate su Le Petit Quotidien, dedicato ai bambini dai 6 ai 10 anni. Ayman, 9 anni, racconta che quando è arrivato a scuola il 16 novembre alcuni amici lo hanno trattato come un terrorista: “Ho parlato con la maestra che ha spiegato ai miei compagni di classe che essere musulmani non significa essere terroristi”. Dado, 7 anni, spiega: “I terroristi sono molto cattivi. Spaventano le persone e non è bello perché se avessero fatto a loro le stesse cose non gli sarebbe piaciuto. Le persone che hanno ucciso non potranno divertirsi in futuro, festeggiare i loro compleanni o ricevere i soldini della fata dei dentini”.
Su Mon Quotidien, Abdelkader, 13 anni, racconta: “L’atteggiamento nei nostri confronti è cambiato dopo gli attentati. Il 16 novembre ero in metropolitana con mia madre che indossa il velo. Quando siamo entrati nello scompartimento una donna ha detto: ‘Oh no, questo adesso no’. Io e mia madre non abbiamo detto nulla, ma mi ha dato fastidio”.
Le reazioni degli adolescenti pubblicate su L’Actu sono più critiche. Omar, 17 anni, scrive: “Il governo francese non ci rispetta. Ci vedono come immigrati, scarti, buoni a nulla. I terroristi non dovevano uccidere, ma è il governo francese che ha cominciato a bombardare la Siria”. Invece secondo Ousmane, 17 anni: “Il gruppo Stato islamico sfrutta l’odio che le persone provano, il razzismo che esiste in Francia. Usano le divisioni della società e l’islamofobia”. Anissa, 19 anni, insiste sul fatto che i terroristi non rappresentano l’islam: “La loro unica religione è il terrore. Citano il Corano, ma scelgono versetti fuori contesto. Dimenticano quelli che invitano alla tolleranza. Tutto quello che so sulla tolleranza l’ho imparato dal Corano”.

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