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Gli animali da compagnia non saranno più pignorabili

Animali da compagnia
Di Ginevra Montanari
Un recente studio antropologico, condotto dalla Professoressa dell’Università della Pennsylvana Pat Shipman, dimostra come i cani ebbero un ruolo chiave nella storia dell’evoluzione umana, a partire da 40.000 anni fa, quando l’Homo Sapiens riuscì a spodestare il suo rivale di Neanderthal; e non da 10.000 anni, con la nascita e lo sviluppo dell’agricoltura, come la tesi scientifica più diffusa sembra voler affermare. Il legame tra l’uomo e il cane non è dettato solo da puro affetto, ma da una collaborazione primordiale ed indelebile, scolpita nel DNA, e che porta benefici ad entrambe le specie.
La vita di James Bowen, non è proprio rosa e fiori: per problemi personali e dipendenza da eroina, cominciò a vivere per strada, accompagnato dalla sua immancabile chitarra, ed esibendosi nelle zone più popolari di Londra. Un giorno, quasi dal nulla, comparve un gatto dal pelo rossiccio. Si chiamava Bob. Per ragioni sconosciute ai più, ed inspiegabili allo stesso James, piccolo Bob cominciò a seguirlo ovunque: arrivò persino a salire su un autobus insieme a lui, come se lasciarlo solo potesse dimostrarsi il peggiore dei mali, e assumendo il ruolo di perfetto angelo custode. Nacque un’insolita amicizia, reale, disinteressata. La coppia attirò l’attenzione al punto che un giornalista decise di parlarne. Scrisse una storia che ebbe molto successo, intitolata “A street cat named Bob”: un gatto salvò James Bowen dalla sua miseria, e dalla sua dipendenza, e ancora oggi lo si può trovare a Covent Garden con il suo fedele amico spelacchiato. E la storia è piena di casi come questi. Casi in cui gli animali non sono semplici animali. Casi in cui esseri insospettabili, quasi insignificanti, riescono a stravolgere positivamente la routine di intere famiglie, a volte perfino a salvare delle vite.
“Cani, gatti, pesci rossi e ogni sorta di animale domestico sono considerati dal codice civile una ‘res’, ossia una cosa, e quindi pignorabili nei casi previsti dalla legge proprio come televisori, moto, automobili, divani. Un fatto incredibile e contro il buonsenso”. Lo affermava il Presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, sottolineando l’inadeguatezza delle nostre normative su una questione che interessa ben 25 milioni di italiani. A confermarlo un ufficiale giudiziario intervistato nella trasmissione Ballarò del 16 aprile: “Si possono pignorare anche i cani”. Notizia che ha suscitato non poco scalpore tra il pubblico, specialmente negli ambienti animalisti, e che ha spinto ad una campagna di sensibilizzazione che sembra essere giunta al successo.
Da un punto di vista strettamente procedurale, infatti, le parole dell’Ufficiale Giudiziario risultano essere veritiere: gli animali (vivi o morti) sono considerati un bene; tanto che, in caso di maltrattamento, il reato individuato dalla Legge è solo quello in funzione del “sentimento per gli animali” e non “degli animali stessi”; in pratica l’oggetto da tutelare non sarebbe l’animale, in quanto essere vivente avente diritti e dignità, ma il sentimento dell’uomo verso il proprio animale domestico. In realtà, la pignorabilità degli animali domestici è poco applicabile e riconosciuta, almeno in casi di animali domestici comuni, che non siano quindi da pascolo o cavalli del valore di una Ferrari. Argomento interessante è l’elemento della“ritorsione sull’affetto” in materia di pignoramento: per evitare ritorsioni e ripercussioni psicologiche nell’individuo colpito da pignoramento, la Legge esclude dalla pratica tutti quei beni che abbiano un riconosciuto valore affettivo, come ad esempio fedi nuziali e cimeli di famiglia. Il che è davvero ridicolo, visto che un animale haun valore affettivo sicuramente più elevato rispetto ad un semplice oggetto.
Ora, la situazione sembra essere pronta ad una svolta, attraverso un emendamento del governo concordato anche con il ministro dell’Ambiente Galletti all’art. 6 del Collegato Ambientale, in discussione al Senato. E ha avuto grande successo la campagna di raccolta firme sulla piattaforma digitale Change.orgper chiedere che gli animali non vengano pignorati. A #giùlezampe, promossa dalla conduttrice tv e blogger Tessa Gelisio, hanno aderito 110.000 persone. Le firme sono state consegnate, virtualmente, al Ministro della Giustizia Andrea Orlando che si è impegnato a promuovere l’adozione del futuro e, ci auguriamo, l’imminente emendamento.

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