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Gli Americani rifiutino la politica estera di Obama e Romney!

Di Sheldon Richman
http://reason.com
Se avessimo avuto bisogno di prove dell’impoverimento della politica americana, il cosiddetto dibattito tra il presidente Barack Obama e Mitt Romney ci ha dato tutto ciò che potevamo chiedere. Normalmente da un dibattito ci si aspetta un certo evidente disaccordo, ma nella politica americana il disaccordo è riservato per le questioni minori. I due partiti, in realtà le due parti di un partito unico che rappresenta il regime permanente, sono d’accordo su tutti i fondamentali. Se avete bisogno di una prova, osservate come i media del sistema hanno trattato Ron Paul, il quale ha sfidato le premesse fondamentali del regime permanente in materia di politica estera, di libertà civili e del controllo monetario. Ha scavato troppo in profondità.<

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È stato notato, per lo più da umoristi, che Romney ha continuamente espresso il suo accordo con Obama in una serie di questioni: la guerra coi droni, sull’Iran, sull’Afghanistan, anche sull’Iraq. Ha cercato di produrre differenze suggerendo che avrebbe potuto fare di più e presto, ma tutto questo sembrava flaccido; Romney cercava disperatamente qualche contrasto da una politica estera che lui stesso condivide. A cosa crede veramente Romney? Chi può dirlo? Quello che sappiamo è che per la sua politica estera sta prendendo consigli da un team di neo-conservatori, gli ex di George W. Bush, i quali hanno contribuito a scavare il buco nel quale il Paese è entrato.

Obama da parte sua ha difeso il proprio record, che chiunque altro, a parte Romney, avrebbe fatto a pezzi. Obama si è vantato di aver terminato l’occupazione dell’Iraq, ma si è dimenticato che Bush aveva già firmato un accordo, ha insistito per un approccio amichevole col governo iracheno filo-iraniano, per andar via entro la fine del 2011. Quello che Obama non ha detto è che pregò il Primo Ministro Maliki affinché chiedesse alle truppe Usa di rimanere, per fortuna Maliki disse di no.

Naturalmente Obama ha anche menzionato l’uccisione di Osama bin Laden. Due cose: in primo luogo la sua cattura e il suo processo sarebbero stati un esempio migliore per il mondo rispetto all’esecuzione sommaria ad opera dei Navy SEALs; in secondo luogo, l’indebolito bin Laden era trapassato dal maggio 2011, dopo che fu preso a calci al piano di sopra quando iniziò ad elaborare trame impossibili. Non era più una minaccia per il popolo americano.

Un altro, a differenza di Romney, avrebbe potuto far notare che la politica di Obama ha contribuito a diffondere l’influenza di al-Qaeda oltre l’Afghanistan e l’Iraq. Grazie ai droni da guerra del presidente, che regolarmente assassinano innocenti ed altri interventi, ora ci sono affiliati o simpatizzanti di al-Qaeda in Libia, Siria, Somalia, Yemen, Mali e altrove. Ma Romney non può farlo notare, perché approva la politica imperialista di Obama e la guerra coi droni. A quanto pare, come Obama, non aspetta altro di arrivare a scegliere personalmente gli obiettivi da uccidere da un elenco presidenziale.

E poi c’è l’Iran. Al dibattito, Romney ha lodato Obama per le “sanzioni paralizzanti” per l’economia iraniana. Ma non esiste una cosa come un “economia”, ci sono persone che svolgono attività di acquisto e di vendita. Sia Obama che Romney dicono che la guerra contro l’Iran dovrebbe essere l’ultima opzione, ma se così è, perché si disumanizza il popolo iraniano? Le sanzioni non paralizzano l’economia iraniana, le sanzioni paralizzano le persone, in ambito economico, nutrizionale e in ogni altro aspetto. Rendono una vita d’inferno per la gente comune, in particolare i bambini e gli anziani, i governanti soffrono meno di tutti.

Entrambi i candidati danno per scontato che l’Iran stia lavorando per una bomba nucleare e che quando l’avrà ottenuta il popolo americano ed israeliano sarà a rischio. Quante volte Romney ha detto che il paese è “quattro anni più vicino” ad una bomba? Naturalmente, non è mai il moderatore del “dibattito”, Bob Schieffer della CBS, ad impugnare tale premessa. Come tutti i buoni stenografi di rete pone le sue domande di propaganda per conto del regime permanente.

Ci sono due problemi con tutto questo: secondo l’intelligence americana ed israeliana non ci sono prove che l’Iran voglia una bomba; inoltre, anche se l’Iran ne avesse una, tutto ciò sarebbe un bene quale effetto deterrente nei confronti del continuo dominio degli Stati Uniti e di Israele in Medio Oriente. Nessuno pensa seriamente che il regime iraniano si suicidi. L’America ha migliaia di armi nucleari, Israele ne ha centinaia. A cosa servirebbe una testata o due prodotta dall’Iran, laddove fosse nelle sue intenzioni diventare una potenza nucleare?. Obama e Romney sono entrambi così presuntuosi da pensare che un presidente degli Stati Uniti possa e debba orchestrare gli eventi nel mondo musulmano, e questa da sola è una ragione più che sufficiente per rifiutare entrambi.

Traduzione di Luca Fusari

Fonte:http://reason.com/archives/2012/10/28/americans-should-reject-obama-romney-for

http://radicalweb.org/2012/11/americani-dovrebbero-rifiutare/

http://www.lindipendenza.com/americani-politica-estera-obama-romney/

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