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Gioco d’azzardo minorile: piccoli disperati crescono

Di Gaetano Saraniti
La lotta alla ludopatia, patologia legata al gioco d’azzardo virtuale online e alle sale da gioco reali, conosce vittorie e sconfitte. C’è il Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte che, con sentenza del 18 settembre scorso, ha dato ragione al Comune di Rivoli per impedire l’apertura delle sale da gioco al mattino, e di contro gli App Store di tablet e smartphone che propongono ben 30 applicazioni simil slot machines per bambini. Innocue apparentemente, dalla grafica accattivante, con vincite pari all’accesso ai livelli superiori, ma dotate dello stesso potere alienante dei giochi da ‘grandi’.
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Come afferma il leader del Movimento No SlotSimone Feder, “è un mercato aggressivo, e investe le energie nell’ambiente virtuale, che i nostri ragazzi frequentano sempre più”. Tra i bambini è facile poi creare l’emulazione: uno scarica la app simil slot, gli altri fanno altrettanto perché inizia ad andar di moda e in poco tempo diventa la più scaricata. Continua Feder “il pericolo è crescere futuri dipendenti da giochi d’azzardo, ragazzi che non concepiscono che questo è un gioco vietato, in cui possono perderci testa e finanze. Al liceo poi c’è il fenomeno allarmante delle scommesse virtuali, tutti con smartphone e molti con le carte ricaricabili a giocarsi i soldi veri, diventando dipendenti. I genitori per primi devono essere consapevoli che queste app sono da evitare”.
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Battaglia onorevole e combattuta da persone degne, ma il mostro sembra ben difficile da domare. Le sale slot negli anni scorsi hanno aperto ovunque, spuntando come funghi in territori in forte disagio sociale ed economico, enfatizzati dalle pubblicità, e online i siti dedicati non si contano. 
Il gioco legalizzato è come noto in mano ai Monopoli di Stato, i quali lucrano sulle rovine di intere famiglie, di giovani disoccupati che cercano la svolta, di anziani che si giocano tutto per avere un qualcosa in più della pensione (spesso minima). La tassazione (agevolata) non porta nessun beneficio, visto che si traduce in una spesa ben maggiore per il Servizio Sanitario Nazionale per il recupero dei soggetti ludopatici, spesso patologici, quasi sempre ridotti a larve sociali. Prima ti offro la botta di fortuna, guadagnandoci una volta, poi ti porto alla malattia, perdendoci due volte.
Il messaggio, replicabile all’infinito e mai banale, è tutto nelle parole di Feder: “a Milano e Pavia conduco incontri nelle scuole con i ragazzi che hanno capito il pericolo da evitare. Sono loro a dire ai compagni ‘non sei uno sfigato se non giochi o non scarichi le app di azzardo, lo sei se lo fai e ci perdi la testa’”.

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