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Giamaica:l’isola dell’omofobia e della legge del machete




Di Flavio Bacchetta

In Gia­maica i gay che non pro­ven­gono da fami­glie ric­che tol­le­ranti, sono costretti a vivere nell’anonimato, e molti pra­ti­cano la pro­sti­tu­zione. Quelli dei ceti abbienti, si riu­ni­scono come Car­bo­nari carai­bici in cir­coli segreti, e molti pren­dono moglie per sal­vare le appa­renze. Ulti­ma­mente, in diversi stanno ritro­vando il corag­gio di uscire allo sco­perto, e la J-Flag (Jamai­can Forum for Lesbians All-Sexuals and Gays) ha con­dan­nato uffi­cial­mente l’omicidio, coin­vol­gendo gli organi di stampa, quale The Glea­ner, il primo gior­nale in Gia­maica, che ha ospi­tato vari edi­to­riali a pro­po­sito. Con­danna con­di­visa da Jamai­cans for Justice, l’Ong più impor­tante dei Caraibi, l’unica quag­giù che dia sup­porto ai diritti umani vio­lati e for­ni­sca assi­stenza legale gra­tuita alle fami­glie delle vit­time degli omi­cidi per­pe­trati dalla poli­zia gia­mai­cana, una delle più vio­lente al mondo (300 per­sone uccise la media annua).
Il loro legale, Camille D Lee, mi ha messo gen­til­mente a dispo­si­zione il testo di legge, che risale a 150 anni fa, rela­tivo all’omosessualità in Gia­maica. Un testo allu­ci­nante, con alcuni ter­mini mutuati da l’Antico Testa­mento, che per oscu­ran­ti­smo si col­loca dopo la Sha­riah del regime wah­ha­bita in Ara­bia Saudita.

L’ABOMINEVOLE ATTO

Ecco alcuni stralci dall’Offences against the per­son act. Art. 76: «Chiun­que sia sor­preso a com­met­tere abo­mi­ne­voli atti di bug­gery (rap­porti anali, ndr) con uomini o ani­mali, in pub­blico o in pri­vato, deve essere arre­stato e con­dan­nato a 10 anni di lavori for­zati». Art. 77: «Chiun­que tenti di com­met­tere l’abominevole atto di cui sopra, deve essere preso e con­dan­nato a sette anni di lavori for­zati». Art. 79: «Qual­siasi maschio, in pub­blico o in pri­vato, com­metta, o tenti di com­piere, atti osceni con un altro maschio, deve essere arre­stato e con­dan­nato a due anni, con o senza lavori forzati».
Nel codice penale gia­mai­cano, non è tenuto in alcuna con­si­de­ra­zione il diritto di pri­vacy di due indi­vi­dui adulti con­sen­zienti.
L’ex primo mini­stro Bruce Gol­ding, ex lea­der del Jlp (Jamai­can Labour Party) ha aval­lato nel 2008 que­sta «anti-sodomy law» rin­ca­rando la dose; nes­sun gay met­terà mai piede nel suo Par­la­mento. L’attuale Primo Mini­stro, Hon Por­tia Simp­son, ha invece ammor­bi­dito i toni, dichia­rando, come Pon­zio Pilato, che lei se ne lava le mani, sarà il Par­la­mento a deci­dere, con «un atto di coscienza».

CON­TRO I CRI­MINI D’ODIO

Pro­te­ste sono esplose a Lon­dra, cul­mi­nate con la dimo­stra­zione, davanti al palazzo della Jamaica’s High Com­mis­sion, del gruppo Out & Proud Afri­can Lgbti, che riven­dica la pro­te­zione di gay e lesbi­che in Gia­maica da parte dello Stato, con­tro i cri­mini d’odio. Intanto, dopo oltre due mesi dall’eccidio, nes­sun arre­sto è stato com­piuto nei con­fronti degli assas­sini, che pure sono noti a tutti. «In fondo il fro­cetto se l’era cer­cata…», mor­mora la gente. Ma il peg­gio non è mai morto… Se lo Stato si man­tiene sulle posi­zioni di 150 anni fa, la Chiesa Avven­ti­sta del VII giorno(una delle più seguite quag­giù) va ancora indie­tro, fino ad attin­gere diret­ta­mente dai versi dell’Antico Testa­mento che reci­tano: Dt22:5 — Tow ‘Ebah («abo­mi­nio» in ebraico, ndr). «La donna non si met­terà una veste da uomo, né un uomo indos­serà mai indu­menti fem­mi­nili, per­ché chi fa que­ste cose com­mette abo­mi­nio nei con­fronti del Signore». Ed ecco quello rela­tivo alqede­shah, «colui che entra da die­tro», cioè il sodo­mita: costui, «se ha rap­porti con un uomo come fosse una donna, tutti e due dovranno essere messi a morte, per­ché han com­messo abo­mi­nio; lapi­da­zione». (Levi­tico, 20:13). In fondo gli ucci­sori di Dwayne sono delle per­sone molto devote, che hanno appli­cato la Bib­bia alla let­tera, aggiun­gendo un tocco di moder­nità, con machete e pistola…
Nel 2004 furono assas­si­nati due atti­vi­sti delJ-Flag a King­ston, e il 26 gen­naio del 2011 fu ucciso in Uganda David Kato Kisule, mem­bro di spicco del movi­mento Lgbt, noto anche ai gay gia­mai­cani, che aveva coin­volto nelle sue riven­di­ca­zioni. Il delitto Jones è il terzo omi­ci­dio avve­nuto in Gia­maica dalla fine del 2012 ai danni di un omo­ses­suale maschio; sem­pre a luglio, decine di gio­vani omos­ses­suali sono stati sfrat­tati dalle loro case dalla poli­zia senza ragione.


Nel 1992 Buju Ban­ton, oggi in galera negli Stati Uniti, salì alla ribalta inter­na­zio­nale con un hit cele­ber­rimo, Boom bye bye Bat­ty­b­woy head, titolo da fumetto che si può tra­durre così: «Uno sparo, e dì ciao alla tua testa, checca». 



Il pezzo ebbe un suc­cesso tale nelle clas­si­fi­che locali, oltre che in quelle sta­tu­ni­tensi e nel Regno Unito, da supe­rare l’ancora imbat­tuto album di Bob Mar­ley,Legend.

Da allora l’omofobia quag­giù ha assunto pro­por­zioni tali che fanno dell’isola carai­bica la nazione più intol­le­rante verso i gay dell’emisfero occi­den­tale. Qua gli uomini non usano strin­gersi la mano tra loro, tan­to­meno baciarsi sulle guance. Un tocco del pugno e i con­ve­ne­voli sono finiti; anche le sman­ce­rie tra inna­mo­rati ete­ro­ses­suali sono ridotte al minimo; è con­si­de­rato di pes­simo gusto baciarsi per strada, e cono­sco cop­pie spo­sate da anni che non si sono mai baciate in bocca.
Le liri­che omo­fobe hanno cau­sato il bando di molti arti­sti della dan­ce­hall gia­mai­cana dal mer­cato disco­gra­fico degli Stati Uniti, e il divieto di tenere con­certi dal vivo in vari paesi. Essendo par­ti­co­lar­mente sen­si­bili dal lato del por­ta­fo­gli, alcuni di loro, Bee­nie Man, Caple­ton e Sizzla, si sono ras­se­gnati di recente a fir­mare il Com­pas­sio­nate Act, dove si impe­gnano a con­trol­lare tutti i testi delle loro can­zoni, attuali e pas­sate. Un impe­gno che viene siste­ma­ti­ca­mente igno­rato in Gia­maica; il 4 ago­sto del 2013, durante il lungo ponte festivo per l’Emancipazione dalla schia­vitù e l’anniversario dell’Indipendenza, Sizzla Kalo­nji, pro­prio lui, il Com­pas­sio­ne­vole, a Negril ha dato il peg­gio di sé arrin­gando la folla con l’invocazione: «Bon fire all dem bat­ty­b­woys dem!» (Fac­ciamo un grande falò di tutte le chec­che). Erano pas­sate meno di due set­ti­mane dal mas­sa­cro del povero Dwayne. Il pro­feta rasta, altri­menti con­si­de­rato un can­tante social­mente impe­gnato, ha appli­cato per­fet­ta­mente i dogmi dell’ipocrisia bianca; fare i bravi all’estero, per poi sfo­garsi senza rite­gno a casa.
In que­sto set­tore, una volta tanto, alle donne va meglio; nel Codice Rocco gia­mai­cano, non c’è trac­cia di atti «abo­mi­ne­voli» che riguar­dino loro. Nel caso delle lesbi­che, non esi­ste bug­gery… E l’omosessualità fem­mi­nile è con­sen­tita anche dal Tal­mud. (Shab­bat 65a). La per­cen­tuale di ragazze omo­ses­suali e bises­suali in Gia­maica è in asso­luto una delle più alte del Con­ti­nente Ame­ri­cano, in pro­por­zione al numero di abi­tanti.
Mal­grado i poli­ziotti cri­mi­nali, il codice penale obso­leto, e la visione fon­da­men­ta­li­sta di alcune delle sue chiese, la Gia­maica non è una teo­cra­zia sciita o una monar­chia feu­dale wah­ha­bita, bensì una demo­cra­zia par­la­men­tare con una libera stampa, seb­bene nel con­te­sto di una società che va curata dalle tare del colo­nia­li­smo inglese, tra le quali que­sta omo­fo­bia folle, retag­gio di stu­pri e soprusi risa­lenti alla schiavitù.

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