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Germania, caccia al tesoro di Hitler

Di Luca Galassi

Un gruppo di britannici ricomincia le immersioni nello Stolpsee, dove secondo il Bild si celerebbe l’oro di guerra dei nazisti
L’oro del Fuhrer si trova nel lago di Stolpsee, nel Brandeburgo. Lo sostiene il quotidiano tedesco ‘Bild’, che ha rilanciato la leggenda del favoloso tesoro dei nazisti dopo che un gruppo di britannici, sedicenti ‘cacciatori di tesori’, ha annunciato la ripresa delle ricerche.
La squadra di imprenditorid’Oltremanica si è consorziata per finanziare l’operazione, che dovrebbe riportare in superficie il tesoro del Terzo Reich, composto da 18 casse colme di oro e platino. Negli ultimi giorni di guerra il bottino venne gettato nei fondali del lago. Secondo il quotidiano, i cacciatori di tesori inglesi avrebbero scoperto nell’Archivio federale di Coblenza dei documenti che comprovano l’esistenza di quella che finora è sempre stata considerata una leggenda. Un testimone oculare dell’epoca, Eckhard Litz, avrebbe affermato di aver “visto da venti a trenta uomini smagriti con l’uniforme di reclusi di un lager, costretti a caricare pesanti casse su dei gommoni. Per sei volte i gommoni hanno fatto la spola fino al centro del lago, dove le casse vennero affondate”. Il testimone riferisce che “quando gli uomini, probabilmente polacchi, tornarono a riva, vennero tutti allineati. L’ultima cosa che vidi furono i lampi delle mitragliatrici con cui gli uomini vennero fucilati”. Già al tempo della Ddr il capo della Stasi, Erich Mielke, attivò senza successo nel 1986 l’operazione “vento d’autunno”, destinata a reperire le fantomatiche casse piene di lingotti d’oro. L’operazione fallì anche a causa del materiale poco moderno di cui disponevano le autorità tedesco-orientali per condurre le perlustrazioni in fondo al lago. Il parroco Erich Koehler, 77 anni, che vive nella regione, ha spiegato al quotidiano che “il problema principale è dovuto al fatto che dopo la guerra nel lago sono state riversate macerie di ogni tipo, ciò che rende le ricerche del tesoro estremamente difficili. E’ però senz’altro possibile che le casse giacciano ancora intatte da qualche parte in fondo al lago”, disseminate lungo una superficie di 400 ettari e una profondità di 13 metri.
Delle ricchezze naziste nascoste prima della caduta del Reich si favoleggia da decenni.
Lo stesso Hermann Goering svuotò la sua casa di campagna, la Carinhall, del bottino di guerra e dei tesori d’arte poco prima di farla esplodere, nelle ultime settimane di guerra, mentre l’Armata rossa procedeva verso Berlino. Il gerarca, braccio destro del Fuhrer, amava collezionare opere d’arte, rubate in decine di musei in tutta Europa. Ogni fine-settimana le rovine del Carinhall attraggono folle di visitatori e di cacciatori di tesori, speranzosi ogni volta di poter raggiungere coi loro metal-detector anche solo un’infinitesimo residuo dell’ingente tesoro. Lo stesso Goering fu il responsabile della sicurezza di centinaia di chili di lingotti d’oro, sottratti alla Banca nazionale polacca durante l’invasione del 1939. E’ probabilmente quest’oro che i britannici cercheranno, pochi chilometri lontano dalla Carinhall distrutta.

Da Peace Reporter

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