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Germania, addio alle autostrade gratuite per gli stranieri

Germania, addio alle autostrade gratuite per gli stranieri
Se l’erba del vicino è sempre più verde quasi per antonomasia, ne risulta che logicamente l’asfalto debba essere più nero, soprattutto quello delle celeberrime autostrade tedesche, in realtà colme di buche, madipinte nell’immaginario automobilistico nostrano alla stregua di paradisi dei motori, senza limiti né costi.

Probabilmente stufi di vedere le proprie corsie invase da turisti provenienti da tutto il mondo, intenti a sfrecciare a folli velocità, i tedeschi hanno dunque deciso di mettere in atto un provvedimento vagamente discriminatorio e di fare in modo che le loro ambitissime autostrade diventino a pagamento, ma solo per gli stranieri.
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La tassa, fortemente invocata dalla Csu (variante bavarese della Cdu di Angela Merkel), dovrebbe entrare in vigore a partire dall’inizio del prossimo anno e comportare un pedaggio in abbonamento dal costo di 10 euro per 10 giorni di transito, misura tutto sommato in linea con quanto avviene in Austria o nella vicina Svizzera, dove il sistema feudale di pagamenti ai caselli è stato ormai superato da decenni.
Secondo la Cancelliera meno amata a sud del confine, la misura dovrebbe portare nelle tasche dello stato tedesco un introito medio annuo apri a circa 500 milioni di euro, vale a dire l’equivalente del costo di un’ingente spesa pubblica o il prezzo da pagare per l’ammodernamento di buona parte dello stesso manto autostradale dissestato.
Se la decisione, tutto sommato, ai tedeschi piace e pure parecchio (fatta eccezion per i Lander di confine che temono ingorghi e intasamenti), incontra tuttavia una fronte resistenza delle autorità europee, poco inclini a discriminazioni, ghettizzazioni o confini artificiali di sorta, per le quali l’introduzione di un pedaggio ad hoc per gli automobilisti stranieri rappresenterebbe una palese violazione dei principi comunitari che hanno ispirato la nascita del trattato di Schengen.
Si preannuncia dunque un braccio di ferro tra Europa e Germania, i cui esiti risultano meno scontati di quelli che vedrebbero ipoteticamente coinvolti il nostro Paese o la Grecia e la cui soluzione è destinata a transitare, anch’essa a pagamento, per tribunali e corti europee preposte alla soluzione della complessa matassa, dalla quale dipende non solo il futuro delle autostrade europee, ma anche quello della proverbiale erba del vicino.

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