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A Game of Stronz


Di Alessandra Daniele
Crociati.jpgNonostante il lancio più costoso della Storia, e tutto lo strumentale hype mediatico che l’aveva sostenuta, ciò che possiamo dire con certezza della Penultima Crociata, l’ambiziosa quanto sgangherata saga neomedioevale cominciata esattamente dieci anni fa, è che sia stata un colossale fallimento.
Per quanto esistano gruppi di irriducibili cosplayer, e fans che ancora si contrappongono in accanite discussioni sull’interpretazione dei molti dettagli oscuri, e delle innumerevoli incongruenze della trama, gli obiettivi raggiunti dalla saga sono pateticamente lontani da quel successo planetario che sembravano essersi prefissati gli autori, megalomani ma sostanzialmente incapaci.
E al graduale ma inesorabile fallimento mediatico, s’è aggiunto quello commerciale.<

br />Fra le molte cause di questo disastro la brutale ottusità della premessa, l’inconsistenza velleitaria delle trame, le grossolane manipolazioni dei dati storici, e l’odiosa meschinità dei protagonisti, stereotipi caricaturali privi di ogni spessore umano, e di ogni credibilità, come i loro discorsi triti e retorici, e le loro improbabili, assurde motivazioni.
Dai grotteschi sovrani delle fazioni, con le loro facce di cartapesta, e i loro ruoli prefissati da tarocco del Mercante in Fiera, alla brulicante folla di comprimari, viscidi cortigiani, congiurati cialtroni, boia, sicari, trombettieri, voltagabbana, profetesse spiritate, e nani di corte, tutti alla costante ricerca di fama e ricchezza sulla pelle della gente comune, della carne da cannone.
Caratteristica tipica della Penultima Crociata, quanto le becere connotazioni ideologiche, la mancanza totale di originalità. L’elenco delle precedenti opere saccheggiate ben oltre i limiti del plagio comprende centinaia di titoli fra i più diversi, e va dal Mein Kampf, a tutti i disaster movie della storia del cinema, con particolare riguardo per i blockbuster di stampo patriottico come Indipendence Day (1996) e Armageddon (1998).
Passato l’hype dei primi tempi, alimentato artificialmente da massicce dosi di propaganda virale, foilers e boatos diffusi ad arte, effettacci da sparatutto, ed espedienti narrativi sempre più truffaldini, la Penultima Crociata non ha conosciuto che un sanguinoso, ignominioso declino verso la rovina, lasciandosi alle spalle soltanto macerie.
Se ha fatto scuola è stato soltanto in negativo, peggiorando la qualità di tutte le produzioni simili di questi anni, producendo meme deleteri, fornendo alibi pseudo-culturali agli istinti più ferini, e dimostrandosi un’esemplare road map di tutte le strade da non prendere, di tutte le stronzate da non fare, prima fra tutte iniziare il duemila con un revival dell’anno mille.
Il fatto che qualcuno ne stia tentando un sequel dimostra il livello di criminale disperazione a cui sia arrivato. E la necessità di fermarlo.

Da Carmilla

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