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Far west Roma: aggredito un altro autista

Far west Roma: aggredito un altro autista
Un’altra vile aggressione ai danni di un autista del trasporto pubblico di Roma, ferito dalle schegge del vetro della cabina del conducente distrutta da uno straniero, probabilmente proveniente Est. L’episodio è avvenuto intorno alle 18 e 30 di ieri in via Alberto Luthuli a Ponte di Nona, quartiere in cui si sono consumati già atti di violenza.
L’uomo ha poi fatto perdere le sue tracce ed è ricercato dalle autoradio del commissariato locale.
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); L’aggressore, da quanto si apprende, indossava una maglietta bianca e dei jeans chiari. Aveva anche dei tatuaggi. E’ questo l’identikit tracciato dagli agenti della polizia di Stato. Non sono ancora chiari i motivi che hanno spinto l’aggressore a compiere il folle gesto.
Per non parlare della carenza di organico che riguarda la polizia.
“Questa è purtroppo la logica sconsiderata del governo – ha dichiarato il segretario provinciale di Roma del Sindaco autonomo di polizia, Fabio Conestà al Giornale d’Italia – che non garantisce la sicurezza in una città molto complessa, in cui c’è una volante ogni 150mila abitanti. Il controllo del territorio è garantito da 32/35 auto, tra reparto volanti e autoradio dei commissariati”.
Il tutto a pochi giorni dall’aggressione all’autista Tpl Giovanni Ardovini, avvenuta a La Rustica giovedì pomeriggio. 
Come se non bastasse, altri due episodi di violenza sono stati consumati nei giorni scorsi sugli autobus della Capitale. Il primo a Cinecittà, l’autista del bus 213 ha segnalato la rottura delle porte centrali da parte di uno sconosciuto.
Secondo la denuncia del conducente ai carabinieri, l’aggressore aveva tentato di bloccare il mezzo in corsa. A quel punto, l’uomo ha estratto un oggetto contundente scagliandolo contro le porte del bus distrutte. E’ ancora ricercato dai militari.
Il secondo, invece, è andato in scena in via del Plebiscito. Un senza fissa dimora, fermato, ha preso ripetutamente a calci il parabrezza sul bus 64 distruggendolo. Ad originare il raptus di follia il rifiuto, da parte dell’autista, di farlo scendere in un punto dove non era prevista la fermata. 
Un’altra vile aggressione ai danni di un autista del trasporto pubblico di Roma, ferito dalle schegge del vetro della cabina del conducente distrutta da uno straniero, probabilmente proveniente Est. L’episodio è avvenuto intorno alle 18 e 30 di ieri in via Alberto Luthuli a Ponte di Nona, quartiere in cui si sono consumati già atti di violenza.
L’uomo ha poi fatto perdere le sue tracce ed è ricercato dalle autoradio del commissariato locale.

 L’aggressore, da quanto si apprende, indossava una maglietta bianca e dei jeans chiari. Ha anche dei tatuaggi. E’ questo l’identikit tracciato dagli agenti della polizia di Stato. Non sono ancora chiari i motivi che hanno spinto l’aggressore a compiere il folle gesto.
Per non parlare della carenza di organico che riguarda la polizia.
“Questa è purtroppo la logica sconsiderata del governo – ha dichiarato il segretario provinciale di Roma del Sindaco autonomo di polizia, Fabio Conestà al Giornale d’Italia – che non garantisce la sicurezza in una città molto complessa, in cui c’è una volante ogni 150mila abitanti. Il controllo del territorio è garantito da 32/35 auto, tra reparto volanti e autoradio dei commissariati”.
Il tutto a pochi giorni dall’aggressione all’autista Tpl Giovanni Ardovini, avvenuta a La Rustica giovedì pomeriggio. 
Come se non bastasse, altri due episodi di violenza sono stati consumati nei giorni scorsi sugli autobus della Capitale. Il primo a Cinecittà, l’autista del bus 213 ha segnalato la rottura delle porte centrali da parte di uno sconosciuto.
Secondo la denuncia del conducente ai carabinieri, l’aggressore aveva tentato di bloccare il mezzo in corsa. A quel punto, l’uomo ha estratto un oggetto contundente scagliandolo contro le porte del bus distrutte. E’ ancora ricercato dai militari.
Il secondo, invece, è andato in scena in via del Plebiscito. Un senza fissa dimora, fermato, ha preso ripetutamente a calci il parabrezza sul bus 64 distruggendolo. Ad originare il raptus di follia il rifiuto, da parte dell’autista, di farlo scendere in un punto dove non era prevista la fermata. 

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