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Expo 2015, polemiche sulla “donna carota”

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Sta facendo molto discutere, in questi giorni, la presenza all’interno del padiglione dell’Expo 2015 di Eataly un’opera d’arte, realizzata da Luigi Serafini, che raffigura una donna in plastica a grandezza naturale, molto verosimile, che si trova con i seni e con il pube scoperti, e le gambe che si tramutano in un’enorme carota. La donna, inoltre, ha le braccia aperte a reggere due carote. La questione, diventata di dominio pubblico solo da qualche giorno, coinvolge anche diversi politici, come la consigliera comunale di Milano Anita Sonego, di Rifondazione Comunista, che la definisce “un’opera trashissima, maschilista e pecoreccia”, così come Marina Terragni (Pd), che conia il termine ortopornonecrofilia appositamente per quest’opera.
Poco spazio sui media tradizionali: le malelingue dicono che, essendo esposto nel padiglione di Eataly di Oscar Farinetti, alcuni hanno preferito sorvolare, e concentrarsi su altro. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Ma su Facebook, un gran numero di utenti (in gran parte donne), ha definito l’opera disgustosa. Oltre al simbolo fallico delle carote in quel contesto e in quella posizione, i commenti ‘non-femministi’ di buona parte degli internauti ha trovato un aggettivo, uno solo, che racchiude in sé un significato semplice ma eloquente: brutta, la donna-carota è semplicemente brutta.
L’opinione comune, è vero, è che l’arte – soprattutto quella d’avanguardia – debba provocare ribrezzo e disgusto. Come dimenticare la ‘merda d’artista‘ del celebre Piero Manzoni, che si prese la briga di defecare e di porre il ‘prodotto’ all’interno di alcune scatolette, poi sigillate? Ebbene, oggi la ‘merda d’artista’ vale tra i 70 e i 124.000 euro. A parte la differenza tra Manzoni e Serafini – non ce ne voglia quest’ultimo -, la domanda sorge spontanea: molto probabilmente, quella di Manzoni è stata una presa in giro a tutto il mondo dei critici d’arte, disposti a prendere qualsiasi parte dell’artista, purché sia tale. Quest’opera, scelta dal buon Vittorio Sgarbi, non sembra provocatoria: forse, come dicono centinaia di internauti, è semplicemente… brutta!

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1 comment

Anonimo Maggio 21, 2015 at 3:04 pm

ahahah! che analisi critica profonda: "brutta". complimenti per l'impegno.

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