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Euro: “dagli USA ci avevano avvertito che sarebbe fallito”



Di Salvatore Santoru

Pochi giorni fa la pagina facebook di Tze Tze ha riproposto un video tratto da una puntata di “Lezioni dalla Crisi“, trasmissione economica condotta da Giuliano Amato su Rai 3.

Nella puntata, il politico e giurista aveva parlato dell’introduzione dell’euro e dei problemi correlati ad essa.
Amato ha fatto riferimento agli “avvertimenti” che da diversi economisti, sopratutto statunitensi, erano arrivati sugli eventuali “effetti collaterali” derivati dall’introduzione della moneta unica, basati sopratutto sull’assenza nell’Europa unita di strumenti centrali atti ad equilibrare le diverse economie locali.

Tali avvertimenti però sono però rimasti ampiamente inascoltati, e la classe dirigente europea ha deciso di continuare nel progetto.

Tali dichiarazioni possono essere integrate con le affermazioni rilasciate al Guardian dell’economista Robert Mundell, tra gli artefici dell’introduzione della moneta unica, secondo cui l’euro era da considerarsi come uno strumento che avrebbe spazzato via norme e regolamenti sul lavoro costringendo i governi nazionali a tagliare la spesa sociale e a limitare i diritti civili , svendendo la propria sovranità alla stessa UE e ai grandi gruppi finanziari, e per dirla con le sue parole:
 la disciplina monetaria impone la disciplina fiscale ed agisce anche sui politici , e quando la crisi morde allora alle nazioni resta ben poco da fare se non ” liberalizzare ” , privatizzare, deregolamentare e soprattutto distruggere il welfare garantito dallo Stato

Sembra proprio che l’euro fosse progettato e destinato a fallire sin dalla sua nascita, favorendo solamente determinati interessi economici e politici a scapito dei cittadini europei.

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