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ECCO PERCHÈ CON HILLARY CLINTON L’AMERICA NON CAMBIERÀ

Hillary Speaking Nicholas Kamm Getty

Di Salvatore Santoru

Secondo i sondaggi Hillary Clinton risulta favorita e ha una forte possibilità di diventare presidente degli USA.
A un primo sguardo la questione non pare porre problemi, in quanto la Clinton sostiene  ufficialmente posizioni progressiste e moderne e inoltre,come ricordano spesso i suoi sostenitori, potrebbe diventare la prima presidentessa statunitense.
Detto questo c’è da segnalare che,qualora la Clinton diventasse presidentessa,difficilmente la situazione potrebbe rivelarsi così “rosea” come da molti sperato e ciò per via del fatto che quello clintoniano sarebbe una sorta di “falso cambiamento” nonché strenua difesa(e probabilmente rafforzamento) dello status quo e del sistema di potere dominante in America.
Difatti, la Clinton risulta molto ben allineata ai dettami del complesso militare/industriale così come a quelli dell’alta finanza e del sistema plutocratico/oligarchico che vige negli States.
A proposito di ciò, c’è da segnalare che la Clinton ha una linea fortemente interventista e militarista in politica estera e su ciò non bisogna dimenticare il suo coinvolgimento nello scoppio della guerra in Libia(1) e il tentativo di scatenarla in Siria(2).
Che poi, d’altronde l’intervento “umanitario” tanto auspicato dalla Clinton in Libia si è rivelato disastroso e mentre lei esultava della morte di Gheddafi(3) il paese diventava sempre più preda del caos e oggi è quello che è(4), e a tal proposito bisogna segnalare una certa sottovalutazione clintoniana dell’islamismo radicale, forse motivata anche dal passato buon rapporto con l’Arabia Saudita, ultimamente invece più incrinato(5).
Oltre a ciò, non bisogna dimenticare che la Clinton è fortemente foraggiata dalla Goldman Sachs così come da altri “poteri forti” finanziari e/o economici e ciò nonostante la sua retorica pauperista(6).
Ciò che potrebbe verificarsi se la Clinton diventasse presidentessa è che,estremizzando e esagerando la prospettiva, gli USA continueranno a innescare guerre in giro per il mondo e come conseguenza ciò porterà a un’aumento dell’antiamericanismo su scala globale e d’altro canto a un’esagerata spesa militare che peggiorerà l’economia nazionale, e ciò per reazione produrrà un’aumento della pressione fiscale e la demonizzazione delle classi benestanti in quanto tali, mentre i privilegi e il potere della classe politica e delle oligarchie dominanti ovviamente saranno ben poco limitati e al massimo si concederanno certi benefici a strati sociali meno abbienti per mantenere il consenso e lo status quo.

NOTE:

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