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Ecco il manuale dei black bloc



Di Chiara Sarra

Un vero e proprio “manuale di sopravvivenza” in undici punti. È stato distribuito nei giorni scorsi tra i manifestanti e gli aspiranti black bloc – perché, ne siamo sicuri, quelli “professionisti” non ne hanno bisogno.
Undici punti in cui si spiega come comportarsi prima, durante e dopo il corteo, come evitare di finire nei guai, come mimetizzarsi per non essere riconosciuto dalle autorità, come “difendersi” dalle forze dell’ordine.

C’è proprio tutto. Si parte da cosa fare se si viene fermati prima del corteo: “Sarebbe bene avere con sé un documento di identità”, si legge, “Se vogliono perquisirti sono obbligati a rilasciare una copia del verbale. Non firmarlo!”. Poi si arriva al cuore della manifestazione. Innanzitutto un appello alla solidarietà: “Aiutiamoci, restare compatti, uniti è il comportamento più sicuro da adottare. Se arrestano qualcuno vicino a te per aiutarlo puoi tentare di liberarlo”.
Decisamente interessanti i capitoli dedicati al contrastare le possibili azioni delle forze dell’ordine. Contro i lacrimogeni basta usare una soluzione di acqua, Maloox, aceto o succo di limone. E magari dotarsi di maschere antigas integrali o occhialetti da piscina. Per resistere agli idranti servono K-Way, vestiti impermeabili e ombrelli, mentre per sfuggire ai manganelli è meglio procurarsi un casco “se non si vuole essere innocui”.
Infine è importante rendersi il più possibile “invisibili” e irriconoscibili. Come? Vestendosi totalmente di nero, senza particolari nell’abbigliamento che possano permettere l’identificazione. Persino i loghi sulle scarpe devono essere coperti. E ancora: non farsi fotografare e non fotografare o riprendere chi non vuole, ma puntare l’obiettivo contro i poliziotti e non scrivere nulla sui social network o non essere troppo dettagliati in resoconti o nel caso si venga intervistati.
E se qualcosa dovesse andare storto? In caso di arresto o fermo, bocche chiuse e nessuna firma senza aver consultato un avvocato. E per chi non può permetterselo, c’è addirittura un servizio legale fornito dagli organizzatori da contattare per avere assistenza.

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