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E’ radioattivo in migliaia di aziende. Riso di Fukushima, da caso isolato a valanga

Altro che caso isolato, il riso radioattivo di Fukushima sta diventando una valanga. Negli ultimi due giorni le autorità giapponesi hanno chiesto a oltre 4.000 aziende agricole di non mettere in vendita il loro riso: le analisi hanno accertato che è contaminato dal cesio radioattivo oltre i limiti di legge.
Ma le analisi sono appena iniziate: chissà quanto altro riso radioattivo verrà fuori. Hanno cominciato ad essere effettuate solo quando un contadino ha voluto far espressamente testare il suo riso, al quale le autorità avevano precedentemente assegnato la patente di sicurezza alimentare.<

br />La richiesta di non commercializzare il riso comporta in teoria un’adesione volontaria (ma chi non si adeguerebbe?), e in pratica comporta che quei contadini non riceveranno nessun risarcimento.
Il Giappone mimetizza e minimizza gli effetti di Fukushima. In questo quadro, non è stata compiuta una valutazione preventiva dei suoli agricoli e della relativa contaminazione.
I contadini si sono solo sentiti dire che tutto andava ben madama la marchesa. Hanno seminato, hanno lavorato, hanno raccolto. E ora devono buttare tutto. Che carino…
Innanzitutto ieri è venuto fuori riso contaminato dal cesio radioattivo oltre i limiti di legge (fissati in 500 becquerel al chilo) in altre cinque aziende agricole di Onami. E’ il luogo in cui un contadino ha fatto esplodere il caso inducendo le autorità ad effettuare controlli a tappeto su 5.752 campioni di riso provenienti da tutte le 154 aziende agricole del distretto.
Per ad Onami ora sono stati analizzati 864 campioni da 34 aziende (la strada è ancora lunga…); cinque aziende sono risultate appunto contaminate, con concentrazioni di cesio radioattivo fino a 1.270 becquerel al chilo.
Oggi sono emersi problemi ben più gravi. La prefettura di Fukushima ha chiesto di non vendere il proprio riso a 4.322 aziende agricole situate a Date, Nihonmatsu e Motomiya. Il quotidiano giapponese Mainichi, nel darne notizia, non specifica i livelli della contaminazione: dice solo genericamente che supera i 500 becquerel al chilo.
E poi c’è la grana dei distretti di Oguni e Tsukidate, dove le autorità hanno chiesto di ritirare dal commercio, rispettivamente, 1.900 e 1.500 chili di riso, che risultano contenere fra 580 e 1.050 becquerel di cesio radioattivo al chilo.
Gli organi di informazione in questi ultimi casi non riferiscono quanti campioni di riso sono già stati testati e quanti ancora da testare.
Sullo Yomiuri on line riso radioattivo a Onami
Sul Mainichi on line riso radioattivo a Nihonmatsu e Motomiya
Su Japan Times riso radioattivo ad Oguni
Su Ex-Skf arriva il riso radioattivo
Foto toyohara

Da Blogeko

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