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complottismo Senza categoria Teorie della cospirazione

Dizionario del complotto


Un governo ombra che decide le sorti del pianeta. Poche persone, ma con potere assoluto tanto da essere i veri responsabili della crisi economica, del traffico illegale di armi e stupefacenti, dei test sulle armi nucleari. Sono queste le inquitanti caratteristiche che lo scrittore russo Daniel Estulin attribuisce alla Bilderberg, una conferenza segreta annuale di tre giorni organizzata in un hotel di lusso tra Europa, Canada e Usa.


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 A scatenare i complottisti di mezzo mondo, sono le caratteristiche di questo summit: vi si accede solo su invito, 130 persone in tutto scelte tra economisti, capi di Stato e banchieri. Manager e finanzieri. Media e pubblico non sono ammessi, la stampa rende nota solo la lista degli invitati e ultimamente l’elenco degli argomenti che verranno trattati. Ma di quel che davvero si discute, nessuno, oltre i partecipanti, sa nulla. Alla Bilderberg si parla di tutto. Dall’economia alla società e sempre su scala globale. 
Voluta per la prima volta dal banchiere statunitense David Rockefeller nel 1954, fu organizzata in un hotel dei Paesi Bassi, l’Hotel de Bilderberg, per l’appunto. 
Il russo Estulin vi ha dedicato ben due libri, in cui espone la sua teoria cospirazionaista: il Club Bilderberg servirebbe ai partecipanti per tessere le sorti economiche e politiche dei Paesi rappresentati, favorendo i propri stessi partecipanti. Estulin si dichiara nipote di un ex colonnello del Kgb degli anni cinquanta, cosa che gli avrebbe permesso di entrare in possesso di informazioni riservate. Ma i complottisti ferrati sul tema non mancano nemmeno all’Italia.
La Bilderberg e le teorie complottiste ad essa legate sono tornate di moda in Italia soprattutto quando vi ha preso parte l’allora primo ministro Mario Monti, nel 2012. Nell’anno successivo, gli italiani che vi hanno partecipato sono stati sei. Oltre a Mario Monti, anche la giornalista Lilli Gruber, l’allora amministratore delegato di Telecom Italia Franco Bernabè, l’allora ad di Intesa San Paolo Enrico Tommaso Cucchiani, Il ceo di Mediobanca Alberto Nagel e il presidente dell’italo argentino Techint Gruop Gianfelice Rocca. Nel 2014, sono stati solo quattro: la direttrice di RaiNews Monica Maggiorni, il presidente Fiat John Elkann e i “veterani” Mario Monti e Franco Bernabè.

Il 2 giugno 1992 il Britannia e la nave da guerra Battleaxe della Royal Navy gettarono le ancore nel porto di Civitavecchia. Sul panfilo si tenne un incontro al quale furono invitati 100 uomini d’affari, economisti e opinion leader. Tema dell’incontro: le privatizzazioni. Tra gli inviatati l’allora direttore generale del ministero del Tesoro italiano Mario Draghi, l’allora presidente della Banca Warburg, Herman van der Wyck, l’ex presidente dell’Ina, Lorenzo Pallesi, a Jeremy Seddon, allora direttore esecutivo della Barclays de Zoete Wedd, fino all’ex direttore generale della Confindustria, Innocenzo Cipolletta. La notizia veniva riportata in anticipo dai giornali .
Ma le teorie cospirazioniste si scatenarono a partire dall’nno successivo, quando la rivista Executive Intelligence Review, diretta dal complottista – a detta di molti – Webster Tarpley, diffuse una interpretazione particolare del convegno, sostenendo che su quel panfilo fu decisa la svendita delle imprese pubbliche italiane. 
Secondo molti, a bordo del Britannia ci furono anche Emma Bonino e Beppe Grillo, quest’ultimo intervistato – si dice – da Enrico Mentana giunto sul posto con la troupe del Tg5. Ma il giornalista ha recentemente definito questa notizia una «panzana da imbecilli»

Sarebbe nata nel 1776 ad opera di Johann Adam Weishaupt e inizialmente con il nome di “Ordine dei Perfettibili”. La società degli Illuminati, il cui nome completo è Illuminati di Baviera, nasce come alternativa alla massoneria tedesca e la sua esperienza si sarebbe esaurita nel corso del 18 secolo. Condizionale d’obbligo visto che non manca chi ancora la crede esistente. La maggior parte dei membri, nel 18esimo secolo, appartenevano già ad altre società segrete e ricoprivano posizioni di prestigio nel clero, nella nobiltà, nella magistratura, nell’esercito, in ambito culturale, oppure erano rinomati avvocati. 
Ciascun membro che vi partecipa assume un nome mitico. Come per i massoni, la setta ha una struttura piramidale e diversi gradi di iniziazione cui corrisponde maggiore potere e una consapevolezza progressiva dei segreti del gruppo. 
Lo scopo, è inizialmente quello di diffondere i lumi della conoscenza e accompagnare i membri verso il perfezionamento morale. 
Dal XIX secolo in poi, specialmente tra i teorici del complotto, il termine “Illuminati” è stato associato generalmente a seguaci di società segrete di ispirazione occulta e/o mondialista, indipendentemente dal fatto che fossero effettivamente correlate all’Ordine degli Illuminati

Lobby potente, luogo si scambio di favori, rete di raccomandazioni e momento in cui coltivare i propri interessi economici e politici. È questa per ogni complottista che si rispetti la vera natura della Massoneria, una setta o associazione nata probabilmente nella seconda metà del ’600 e ancora viva. La massoneria si divide in diverse logge, sparse per il mondo. Ad unirle, è il comune riferimento alle regole stabilite nelle Costituzioni dei liberi muratori del 1723. Secondo tali norme, nelle Logge è vietato discutere di religione, di politica, di affari della società civile. Una regola simile a quella che contraddistingue la Royal Society, tra i cui membi ci furono molti fondatori della Gran Loggia di Londra, nata nel 1717. Una prescrizone seguita però in modo rigido soprattutto nei Paesi anglosassoni, e non altrove. Così come la partecipazione femminile, vietata dalle regole, ma presente in diversi Paesi. 
Ciascuna loggia massonica è governata da un maestro, detto Venerabile. Lo assistono il Primo e Secondo Sorvegliante. Le varie logge si raggruppano secondo principi geografici in Gran logge, guidate dal Gan Maestro, figura autocratica ma eletta democraticamente. Non esiste un’autorità massonica centrale. 
I massoni sono chiamati a ricercare la verità e realizzare la fratellanza universale del genere umano. Essi sono chiamati a sviluppare lealtà, amicizia, fedeltà, sincerità, bontà, altruismo, per migliorare in questo modo la società umana. Lo spirito promosso è quello di tolleranza universale. 
I gradi che ciascun membro può scalare sono tre: Apprendista Muratore, Compagno d’Arte, Maestro massone. A ciascun grado ci si prepara attraverso più lezioni, e ci si arriva mediante un rito di iniziazione. 
La cultura massonica prevede di non rivelare all’esterno ciò che viene svolto nel tempio dalle logge riunite ritualmente, per questo viene spesso detta “società segreta”, nonostante i membri non siano d’accordo con la definizione. 
Vi si accede solo attraverso un rito di iniziazione, Gli affiliati alle logge seicentesche e settecentesche erano in gran maggioranza esponenti della nobiltà, delle libere professioni e del commercio. Nel 1738 Papa Clemente XII ha emesso una scomunica per tutti i cattolici che appartengano alla Massoneria. 
In Italia, il caso più clamoroso e recente di condizionamento delle istituzioni da parte dei massoni fu la loggia di Licio Gelli, “propaganda due”, nota come P2 (vedi sotto). Silvio Berlusconi è stato iscritto alla P2 e il suo partito Forza Italia è considerato da molti il riferimento politico per la massoneria italiana dal 1994 in poi. 
Dopo il 2010, ci sono state in particolare le indagini P3 e P4. Nella prima la Procura di Roma ha indagato su una presunta associazione con scopo di dossieraggio, e sospettata anche di pilotare gli appalti pubblici e le sentenze. Nell’agosto 2011 la stessa procura ha annunciato la chiusura dell’inchiesta e tra gli indagati risultano Denis Verdini, Marcello Dell’Utri, Ugo Cappellacci, Giacomo Caliendo e Nicola Cosentino, Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi. Nella P4 invece viene ipotizzata l’esistenza di una presunta associazione a delinquere operante nell’ambito della pubblica amministrazione e della giustizia. I magistrati della Cassazione e del riesame di Napoli hanno però sancito l’insussistenza degli indizi che provano il reato di associazione per delinquere.

«Un capitale umano qualitativamente preparato è il segreto del nostro successo». Con queste parole lo scorso settembre il capo dell’agenzia, Tamir Pardo ha lanciato l’iniziativa di reclutamento di nuovi agenti online, destando stupore tra molti. Perché con quell’annuncio sul web, la segreta, impenetrabile agenzia di intelligence israeliana, il Mossad (che significa «Istituto»), diventava tutto d’un tratto più familiare, quasi accessibile. 
Nata nel 1949, un anno dopo la proclamazione della nascita dello Stato di Israele, l’agenzia si occupa soprattutto di spionaggio, per lo più verso Paesi e organizzazioni arabi, per difendere la sicurezza nazionale di Israele.
Si stima che i dipendenti del Mossad siano circa 1.200.
Tra le missioni più importanti compiute dall’agenzia ci sono l’intercettazione del discorso segreto con cui Nikita Khruščёv denuncia i crimini di Stalin e la cattura del nazista Adolf Eichmann. 
Uno degli episodi più neri della storia in cui il Mossad ha giocato un ruolo da protagonista è quello relativo alla cosiddetta Lista di Golda. Dopo il sequestro e la morte di 11 atleti israeliani alle Olimpiadi del 1972, a Monaco di Baviera, da parte di fedayn arabi (uomini del sacrificio), Golda Meir, prima donna premier di Israele, ordina al Mossad la pianificazione e attuazione di una vendetta che colpisca tutti i mandanti e organizzatori dell’attacco delle Olimpiadi. Nasce Comitato X, una squadra segreta di agenti del Mossad che per anni semina stragi in Europa e Medio Oriente. 
Lo scorso agosto il quotidiano tedesco Spiegel ha rivelato che mentre il Segretario di Stato statunitense John Kerry cercava di riavviare i negoziati di pace in Medio Oriente, gli agenti del Mossad spiavano le telefonate dell’alleato per carpire tutte le informazioni utili possibili e conoscere le intenzioni dell’avversario, i palestinesi. Il premier israeliano, Benjamnin Netanyahu, quindi, aveva accesso a tutte le conversazioni tra il segretario di Stato Usa e i vertici palestinesi. 
Secondo molti, l’aereo Argo 16 dell’Aeronautica Militare italiana precipitato a Marghera il 23 novembre 1973 è stato sabotato dai servizi segreti israeliani del Mossad.

La P2, Propaganda due, è una loggia massonica nota, prima del dopoguerra, come Propaganda massonica. Tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, maestro venerabile della P2 divenne Licio Gelli. Una volta preso il potere al vertice della loggia, Gelli la trasformò in un punto di raccolta di imprenditori e alti funzionari statali, molti esponenti degli ambienti militari.
Il 17 marzo 1981, i giudici istruttori Gherardo Colombo e Giuliano Turone, durante l’inchiesta sul finto rapimento del finanziere Michele Sindona, fanno perquisire la villa di Gelli a Castiglion Fibocchi, Arezzo, e la fabbrica di sua proprietà (la Giole, sempre a Castiglion Fibocchi). Scoprono una lista di 962 tra alti ufficiali delle forze armate e funzionari pubblici aderenti alla P2. Vi compare l’intero gruppo dirigente dei servizi segreti italiani, ma anche parlamentari, industriali, giornalisti e personaggi come Silvio Berlusconi (allora non ancora in politica), Vittorio Emanuele di Savoia, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Costanzo e l’editore Angelo Rizzoli. 
Pochi mesi dopo viene sequestrato alla figlia di Gelli il “piano di rinascita democratica”, uno scritto contenente una sorta di piano di marcia per favorire la penetrazione di esponenti della loggia nei settori chiave dello Stato. Ma ci sono anche indicazioni per l’avvio di opere di proselitismo e un preventivo di quanto sarebbe costata l’acquisizione delle principali cariche istituzionali. Si sospettano attività eversive.
Già in un’intervista rilasciata l’anno prima, nel 1980, al Corriere della Sera, Licio Gelli esponeva un Piano di rinascita democratica, i cui obiettivi sarebbero dovuti essere: l’instaurazione della Repubblica presidenziale, la riduzione del numero dei parlamentari e l’abolizione delle loro immunità, l’abolizione del servizio militare di leva e la sua sostituzione con un esercito di professione.
Il 22 maggio 1981 la magistratura spiccò un ordine di cattura per Licio Gelli per violazione dell’art. 257 del codice penale (spionaggio politico o militare). Il 31 ottobre 1981, la corte centrale del Grande Oriente d’Italia espulse Gelli dal consesso massonico. La Commissione parlamentare d’inchiesta Anselmi ha concluso il caso P2 denunciando la loggia come una vera e propria «organizzazione criminale» ed «eversiva». Essa fu sciolta con la legge n. 17 del 25 gennaio 1982. Dopo essere stato detenuto in Svizzera e Francia, Gelli vive attualmente ad Arezzo, a Villa Wanda, dove sconta la detenzione domiciliare. La villa è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza il 10 ottobre 2013, per frode fiscale. Gelli è indagato dalla procura di Arezzo insieme ad alcuni familiari per reati fiscali per 17 milioni di euro.
Tra i vari crimini attribuiti alla P2, oltre al cospirazionismo politico per assumere il controllo dell’Italia, si possono citare la strage dell’Italicus, la strage di Bologna, lo scandalo del Banco Ambrosiano, l’assassinio di Roberto Calvi, l’ipotetico assassinio di Albino Luciani (ovvero Papa Giovanni Paolo I), il depistaggio sul rapimento di Aldo Moro, l’assassinio di Carmine Pecorelli e alcune affiliazioni con lo scandalo di Tangentopoli.
Dopo lo scandalo seguito al ritrovamento delle liste della P2, al posto del dimissionario Presidente del consiglio Arnaldo Forlani, fu insediato il repubblicano Giovanni Spadolini, che divenne così il primo Presidente del consiglio non appartenente alla Democrazia Cristiana della storia repubblicana.

Siamo nel 1903 e un documento noto come Protocolli dei Savi di Sion viene pubblicato e fatto circolare in Europa dalla polizia segreta della Russia zarista, la Okhrana. Il documento diffonde l’idea di una cospirazione ebraica planetaria tendente al dominio del mondo e a distruggere l’Impero russo.
Il piano di conquista del mondo da parte degli ebrei si sarebbe verificato attraverso il controllo dei punti nevralgici delle moderne società occidentali, quali la finanza, la stampa, l’economia, gli eserciti militari, la morale e la cultura.
Questo documento è stato pane per i denti di molte organizzazioni antisemite, che lo hanno usato per giustificare le proprie idee, e di molti fan del “complotto giudaico”. 

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