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ISLANDA: PERCHE’ NESSUNO NE PARLA?

Di Daniela 

Ascoltate bene tutto il video.
E’ fatto bene.
Parla di un popolo che ha detto con un referendum (vinto al 93%) al capo della Stato Ólafur Ragnar Grímsson (che assomiglia in modo inquietante al leghista Castelli) di non farsi salvare dai falchi del FMI e della BCE (per non perdere sovranità) perchè ciò avrebbe comportato che il debito pubblico accumulato dovesse essere spalmato su tutti i cittadini islandesi per 15 anni con una media di 100 euro al mese.
Hanno deciso COLLETTIVAMENTE di nominare 25 nuovi membri di governo scelti tra oltre 500 candidati che dovevano essere solo maggiorenni, senza tessere di partito (a quanto pare anche lì i partiti son diventati sinonimo di malvagio) e sostenuti da almeno 30 persone.
SEMBRA CHE DAVIDE ABBIA SCONFITTO IL NEOLIBERISTA GOLIA.
SEMBRA APPUNTO.
L’Italia, la Grecia, il Portogallo e la Spagna hanno qualcosa di diverso dall’Islanda. Una prima differenza molto importante è che l’Islanda NON ERA NELL’EUROZONA.
Ma ci sono altre ENORMI differenze che rendono molto difficile tale ipotesi in Italia.
L’Italia rimane una delle più grosse economie del Pianeta e non è un’isola dispersa nel mare, inoltre è abitata da quasi 60 milioni di persone a fronte di una Islanda abitata da circa 320.000 abitanti su un territorio enorme (territorio = risorsa).
Uno staterello periferico direi, beati loro.
Pieno di risorse, forse riesce pure ad essere autonomo, rinunciando a un po’ di delizie consumistiche.
Qui, ci sono due economisti che dicono che tale scelta sarebbe fallimentare per l’Italia, e nonostante le loro acute parole non riescono a convincermi del tutto.
Punto di riferimento del loro pensiero è l’Istituto Bruno Leoni, assolutamente LIBERISTA, o meglio di matrice neoliberista visto il pensiero individualistico e filoamericano di Bruno Leoni medesimo.
Bruno Leoni seguiva la scuola austriaca di Friedrich Hayek e Ludwig von Mises .
Quella che dice che il mercato genera perfetto equilibrio dei prezzi.
Da Paolo Barnard : “Quella che sostiene che lo Stato deve starsene da parte e non interferire nel Mercato. Quella che ha ispirato tutta la scuola Neoliberista dagli anni ’70 in poi, quella che ha colonizzato i governi, le università, le amministrazioni pubbliche e private, e i ministeri con i loro uomini formati a queste idee. Di fattoSONO I PADRONI DELL’ECONOMIA OGGI, quelli contrari a qualsiasi regolamentazione pubblica del lavoro, della previdenza, delle banche, del commercio. E se lo Stato deve starsene da parte, di nuovo esso NON DEVE SPENDERE a deficit per i cittadini. Gli ideologi odierni principali sono stati gli economisti Gerard Debreu, Kenneth Arrow, Frank Hahn (i Neoclassici), ma anche Milton Friedman, Carl Brunner, Alan Greenspan (i Monetaristi) e gli esponenti della scuola austriaca come Friedrich Hayek e Ludwig von Mises.”
Mario Seminerio scrive anche per il FATTO QUOTIDIANO. Conferma ciò i dubbi su Travaglio esposti anche da Barnard.
Fin da subito i due economisti più su citati ammettono che “l’Islanda non era sistemica. L’esposizione internazionale delle sue banche era comunque gestibile ed assorbibile senza problemi rilevanti da parte dei creditori, come dimostra il fatto che i governi olandese ed inglese hanno coperto l’esposizione dei creditori di Icesave senza problemi.”
Insomma è l’Islanda è piccola, periferica e poco fastidiosa.
E si comporta proprio male. Infatti dicono “La decisione del governo di Johanna Sigurdardottir di annullare i debiti esteri è comunque molto grave: sul piano morale e su quello economico. Nella prospettiva etica, è curioso che si metta sotto accusa di continuo lo “speculatore”, che in modo del tutto legittimo compra e vende sul mercato, mentre nessuno ha nulla da dire contro chi letteralmente deruba il prossimo, vivendo al di sopra delle proprie possibilità e poi rifiutandosi di rispettare gli impegni assunti. Se i contribuenti olandesi e britannici si trasformassero in black-block e andassero a Reykiavik per appropriarsi con la forza di almeno una parte di quanto spetta loro, penso che sarebbe difficile biasimarli. Ma è anche una scelta miope, come attestano i pessimi giudizi delle agenzie di rating. Quando ti comporti come l’Argentina, vieni fatalmente considerato un’Argentina: magari tra i ghiacci, ma egualmente inaffidabile.”
Islanda falsa e bugiarda, prima ammette i conti online, poi non gliela fa a dare quanto promesso ai poveri onesti speculatori (che potrebbero pure arrabbiarsi e fare i black block andando fin lì, ma caspiterina è lontana questa Islanda e pure fredda) e quindi cambia le regole durante il gioco e li manda a quel paese. Al loro.
L’Islanda è una “illusione ottica, favorita dalle dimensioni trascurabili del paese, ma l’Islanda è stata fortunata.”
E pure fanno presagi di morte. Dicono che “non avrebbe dovuto salvare le banche (nazionalizzando le perdite) e ancor meno avrebbe dovuto annullare il debito.” Perlomeno loro sono dei VERI ANTISTATALISTI…peccato dirlo adesso.
Poi concludono che “Ora invece il sistema creditizio è in mano alla classe politica ed è facile capire quali conseguenze potranno derivarne. Essere fuori dagli scambi internazionali è grave per tutti, soprattutto entro l’economia globale del nostro tempo, ma credo che sia ancor più tragico per chi si trova in mezzo vicino alla Groenlandia …”.
Nulla salverà gli islandesi dall’ostracismo dell’economia mondiale.
Ma magari agli islandesi importa poco.
Divertitevi anche voi a leggere tutto l’articolo, con il qual concordo solo che l’Islanda non sia sistemica (distanza, dimensioni e numero di abitanti lo confermano).
Anche dai loro giudizi di economisti di chiara famatrapela il fatto che ci siano poche vie di uscita, ma loro non spiegano altre motivazioni sul fatto che l’Islanda sia comunque riuscita a fare ciò che ha fatto. uno dei motivi potrebbe proprio essere il fatto che hanno una loro moneta , la corona.
Di sicuro quando leggo o sento parlare glieconomisti di chiara fama capisco solo quello che loro vogliono far capire e di sicuro il loro punto di riferimento è a favore del libero mercato e non lo perdono mai di vista.
Occorre ripensare tutto, occorre ripensare il modo di usare questo bellissimo pianeta che è solo una piccola pallina verde blu dispersa nello spazio profondo.
E di sicuro lo si dovrà fare collettivamente, agendo insieme come hanno fatto gli islandesi, magari rinunciando ai vizi obnubilanti che il consumismo creato ad arte dai neoliberisti ci impone affinché si lavoriLAVORIlavori e si PAGHIpaghiPAGHI per mantenerli ricchissimi e nullafacenti.
Abbiamo vita breve, perché dedicarla al livore all’odio alla guerra al prossimo e non alla comunicazione all’Amore e all’amicizia?
ED E’ SUBITO SERA (Salvatore Quasimodo – 1936)
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

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