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Danimarca, “Nessun supporto pubblico alle banche too big to fail”

Di Valentina Neri 
“L’attributo di ‘too big to fail’ significa che una banca deve assicurarsi di avere cuscinetti di capitale addizionali, non che lo Stato interverrà per salvarla in caso di difficoltà”. Parola di Benny Engelbrecht, a capo della commissione parlamentare danese incaricata di supervisionare la legislazione sul settore bancario. 
“Per questo governo – ha aggiunto, stando a quanto riporta l’agenzia Bloomberg – è di prioritaria importanza tutelare i contribuenti”. Sarà dunque un’apposita commissione, entro il mese di marzo, a presentare una serie di proposte che includono una lista delle banche da considerare “di importanza sistemica” e l’ammontare delle riserve di capitale addizionali che dovranno detenere. Agli istituti di credito più importanti verrà inoltre richiesto di stilare i cosiddetti “testamenti” (living wills) con cui dovranno programmare il progressivo smantellamento delle proprie attività in caso di crisi. 
“L’intenzione è quella per cui i contribuenti non debbano mai impiegare il proprio denaro per salvare una banca”, ha affermato Engelbrecht. In Danimarca, dunque, sono le banche a dover fornire i fondi che in futuro potranno essere utilizzati per sostenere il settore in circostanze di crisi. Se avranno bisogno di una somma superiore a quella accantonata ad hoc – ha continuato – saranno chiamate a restituire allo Stato tutti i fondi pubblici eventualmente utilizzati.

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