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Dalla Sardegna nuove bombe destinate all’Arabia Saudita, nuova denuncia di Mauro Pili

Un nuovo carico di morte è partito nel cuore della notte dall'aeroporto civile di Elmas

“Un nuovo carico di morte, questa volta più furtivo delle altre, è partito nel cuore della notte dall’aeroporto civile di Elmas. E’ ancora una volta il cargo della morte della compagnia SilkWay dell’Arzebaijan a caricare centinaia di bombe dirette al regime dell’Arabia Saudita. Tutto questo nonostante la gravissima tensione in quell’area geografica e nonostante il rischio imminente di uno scontro senza precedenti tra il regine saudita e quello iraniano. L’ennesimo carico di morte è partito in modo più furtivo del solito. I camion della Rwm Italia sono arrivati ad Elmas a sera inoltrata e dopo essersi posizionati in un lato estremo della pista hanno atteso che si schierassero i pullman della Sogaer per impedire la vista a chiunque. Verso le 22 è iniziata l’operazione di scarico dei tir. Le bombe sono state sistemate sul piazzale, completamente bloccato nella visuale. Nel frattempo un volo criptato è partito dall’Arzebaijan con destinazione ignota. Nessun tracciato radar disponibile. Una volta giunto sul territorio italiano i radar hanno cominciato a segnalare la presenza dell’aereo sui cieli della penisola. Solo alle 23 si è avuta la conferma che l’aereo era destinato a Cagliari. Missione: un nuovo carico di morte”.
Lo ha appena denunciato il deputato di Unidos Mauro Pili che ha pubblicato sul suo profilo facebook le immagini “vietate” sul trasbordo delle bombe durante la notte nell’aeroporto civile di Elmas.
“Le immagini di quanto è successo sono eloquenti e confermano il fare furtivo di tutta l’operazione – ha detto Pili. Obiettivo nascondere tutto. Un carico di morte, l’ennesimo che segue gli ultimi due dei mesi scorsi. Quello del Silk Way è un ritorno, visto che gli ultimi carichi erano stati trasbordati via mare. Le operazioni di carico si sono svolte proprio nel piazzale dello scalo cagliaritano dove si trovano gli altri aerei di linea ma si è attesa l’una di notte per iniziare la movimentazione. In quel momento in un aeroporto deserto, senza nessuno in circolazione sono iniziate le manovre di avvicinamento delle bombe al cargo”.
“Un atteggiamento e comportamento di una gravità inaudita proprio per il tentativo maldestro di nascondere il tipo di carico utilizzando un aeroporto civile per un trasporto di guerra. Siamo dinanzi a fatti – ha proseguito Pili – che dimostrano l’atteggiamento verso la Sardegna dove si arriva a trasformare un aeroporto civile in un aeroporto destinato ad azioni di guerra vera e propria. Per tutta la notte, sino alle 5.30 di stamane, l’aeroporto è stato dedicato a queste operazioni”.
“Tutto questo – aggiunge il deputato di Unidos – può avvenire impunemente solo con il via libera diretto del governo italiano che del resto, dopo la vergognosa vicenda dei Rolex regalati alla delegazione italiana in Arabia Saudita, stende un tappetto rosse a tutte le esigenze di guerra del regime saudita. Di questo fatto deve renderne conto il governo e l’Ente nazionale dell’aviazione civile che con una irresponsabilità senza precedenti ha autorizzato questo ennesimo carico e questo volo”.
“E’ semplicemente scandaloso che dall’Italia siano partite nuove bombe destinate all’Arabia Saudita, il paese che guida la coalizione la quale – senza alcun mandato internazionale – da 9 mesi sta bombardando lo Yemen causando migliaia di morti tra i civili. Secondo le organizzazioni umanitarie internazionali le tonnellate di bombe e munizionamento vengono utilizzate per sterminare ormai migliaia di bambini nello Yemen dove vengono distrutte scuole, ospedali e luoghi civili senza alcun rispetto”. “Le bombe imbarcate all’aeroporto di Cagliari Elmas sul cargo Boeing 747 della compagnia azera Silk Way con destinazione Arabia Saudita è giunto a Taif, direttamente nella base militare della Royal Saudi Armed Forces. Era stato il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki moon, ha condannare i bombardamenti aerei della coalizione a guida sauditache nei giorni scorsi hanno colpito un ospedale di Medici senza Frontiere nella provincia di Sa’dah e ha richiamato tutte le parti attive nel conflitto a “rispettare gli obblighi stabiliti dalle convenzioni per i diritti umani e del diritto umanitario internazionale per prevenire attacchi contro i civili”; “Il conflitto in Yemen – ricorda Pili – ha finora causato più di 4mila morti (di cui almeno 400 bambini) e 20mila feriti – di cui circa la metà tra la popolazione civile – provocando una “catastrofe umanitaria” con oltre un milione di sfollati e 21 milioni di persone che necessitano di urgenti aiuti. In tutto il Paese la popolazione sta subendo una grave scarsità di cibo, che sta diventando sempre più raro, e questo minaccia la sopravvivenza dei più vulnerabili”.
“E’ semplicemente scandaloso – denuncia Pili – che il governo Renzi in cambio di qualche Rolex avalli e copra questi crimini di guerra commessi in Yemen e, anzi, lo alimenta con trasferimenti irresponsabili di armi. Evidentemente valgono più quattro Rolex rispetto al martirio di migliaia di civili. Dall’Italia stanno partendo bombe e munizionamenti che vengono impiegati per alimentare un conflitto promosso da un paese come l’Arabia Saudita che palesemente viola i diritti umani. I principi alla base della legge n. 185/90 che regolamenta l’esportazione italiana di armamenti vanno in tutt’altra direzione: è vietato fornire armi per conflitti non autorizzati dalla nazioni unite. Per questo motivo – conclude Pili – il governo italiano è complice di tutto quello che sta avvenendo in quell’area geografica e dei rischi che ne possono drammaticamente seguire”.

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