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Dalla crisi al cambio di paradigma

Di Salvatore Santoru

Il celebre scrittore e filosofo Ivan Illich , affermava che la crisi  non va solamente intesa nel suo significato comune , ma può anche indicare :


l’attimo della scelta, quel momento meraviglioso in cui la gente all’improvviso si rende conto delle gabbie nelle quali si è rinchiusa e della possibilità di vivere in maniera diversa ” .<

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Difatti lo stesso termine ” crisi ” , nella sua origine greca significa ” decisione ” .


Inoltre Illich disse :


” 
Ed è questa la crisi, nel senso appunto di scelta, di fronte alla quale si trova oggi il mondo intero

Queste parole , scritte dal filosofo austriaco nel 1978 , sono più che mai attuali .


Difatti il mondo intero è oggi come non mai in crisi : crisi economica , politica ,  sociale , culturale , etica , ambientale e spirituale .


Il modello di sviluppo economico moderno , le vecchie narrazioni ideologiche e post-ideologiche , la pretesa di uniformare e rimodellare esseri umani e ambiente tramite la distruzione delle diversità e delle biodiversità , l’illusione di un mondo basato solamente sulle ” certezze ” garantite dalla scienza e dalla tecnica , tutto ciò è fallito .


Quello che serve ora , è la creazione di un nuovo paradigma .

Un nuovo paradigma che metta al centro prima di tutto l’individuo e le sue potenzialità , la sua aspirazione a una vita felice , sicura e libera , senza la pretesa di volerlo omologato a un modello sociale , politico o  ideologico prestabilito .

Tutto il Novecento è stato dominato dalla pretesa di uniformare gli esseri umani , di distruggerne le diversità e farne dei cloni , degli ” automi ” indispensabili per lo stato ( come nel caso dei totalitarismi fascisti e comunisti ) o per il mercato ( come è il caso della società di consumo ) .

Sempre di più , gli individui sono stati costretti a delegare le proprie responsabilità e in fin dei conti libertà , a strutture impersonali di potere , come inizialmente gli stati/nazione , in seguito sempre più spesso le grandi imprese multinazionali , le organizzazioni sovranazionali ( ONU , WTO , FMI ecc ) , le banche e tutti quei gruppi di potere che guidano l’attuale globalizzazione , che non è altro che la logica conseguenza del processo totalizzante di spersonalizzazione e omologazione degli individui , e per giunta della stessa umanità .


Questo modello è andato definitivamente in crisi , anche se persistono ancora molte resistenze al cambiamento ,  che seguono  schemi ormai obsoleti , perlopiù incentrati su visioni ideologiche otto/novecentesche ( il grande sogno capitalista o socialista , quello globalista ecc ) .


Organizzazioni  impersonali gigantesche come l’ONU , l’Fmi , la Banca Mondiale , la NATO e la stessa Unione Europea hanno ben poca ragione di esistere , in quanto lontani dai veri bisogni degli individui e fondate sul mantenimento di enormi privilegi per i propri funzionari , oltre che su un’enorme corruzione .

Anche il sogno globalista è fallito ormai , così come quello nazionalista suo predecessore .

Entrambi i sostenitori di queste ideologie volevano un mondo basato sulla centralizzazione ,  mondiale per gli uni , nazionale per gli altri , e l’omologazione dell’individuo a ciò .


Con questa crisi si è arrivati a un definitivo bivio : o continuare a seguire ciecamente questo  sistema o  aspirare a superarlo , cambiando  le carte in tavola .

Ci sono tante teorie che prospettano la rottura con l’attuale e disfunzionale paradigma e sostengono un decisivo cambiamento .


Ad esempio secondo l’economista e filosofo Serge Latouche  , bisogna abbandonare gradualmente  il modello di sviluppo economico attuale basato sull’illusione della crescita economica illimitata , mettendo in discussione la stessa odierna globalizzazione che si basa su di esso .


L’obbiettivo è quello di costruire una democrazia reale e diretta , fondata per quanto possibile sull’autogestione e l’autodeterminazione di individui e comunità , che per funzionare non ha bisogno di ” moloch burocratici ” nazionali e tantomeno globali ,  e che per questo sia più vicina a bisogni e interessi degli individui .


Inoltre imprescindibile per il cambiamento che porterà a un nuovo paradigma , sarà la rottura con l’egemonia della tecnica e dell’economia su ogni aspetto della vita , con la riscoperta e la valorizzazione di valori ( umanistici , artistici , spirituali etc ) sempre più schiacciati dalle logiche di profitto e potere che governano il nostro mondo .

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