Massimo D’Alema dice no alla scissione nel Pd e al voto anticipato. “Se si vota ora spread a 400”

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No al voto anticipato e nessuna scissione del Pd, ma l’obiettivo di una “discontinuità con la stagione renziana” resta. In un’intervista a Repubblica, Massimo D’Alema, ritorna a parlare di legge elettorale, Pd ed elezioni. “L’idea di precipitare verso elezioni anticipate con una legge proporzionale, con prospettiva certa di ingovernabilità, è una scelta folle. Con quale progetto? Con quale ipotesi di alleanze?”, chiosa D’Alema.
D’Alema spiega perchè sarebbe un errore andare subito al voto
“La situazione del Paese è gravissima. I dati sullo spread dimostrano che ogni incertezza internazionale ha un effetto immediato sull’Italia. In Europa siamo ultimi per crescita, quartultimi tra i 30 Paesi più industrializzati. Sono cresciute gravemente povertà e diseguglianze. Drammatica è la frattura tra Nord e Sud. Il meccanismo di crescita dell’occupazione, sostenuto dagli incentivi, si è inceppato. La priorità del governo oggi dovrebbe essere dare risposte alla crisi”. Altrimenti, “finirebbe con lo spread a 400”.
Per l’ex premier è fondamentale un cambio di passo nel Pd
“Se prevalgono buon senso e responsabilità riprenderà il percorso ordinario che porta al congresso del Pd. Ma l’obiettivo resta la discontinuità con la stagione renziana. Serve un cambio di contenuti e di guida. Quando ci saranno il congresso e i candidati farò le mie valutazioni. Oggi registro che da Bersani a Speranza, Emiliano, Rossi, sosteniamo posizioni simili e lo stesso Cuperlo ha più volte sottolineato che Renzi non può essere la guida adeguata di un nuovo centrosinistra”
Sulla legge elettorale, D’Alema non esprime entusiasmo per una coalizione
“Non ho una particolare predilezione per i premi di coalizione. E non capisco bene quale sarebbe la coalizione del Pd. Pisapia ha già detto che non ci sta. Quindi sarebbe da Alfano a Franceschini e Delrio. Mi ricorda qualcosa, si chiamava Democrazia cristiana”