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Da Segretario di Stato, la Clinton ha approvato vendite di armi per 165 miliardi di dollari ai Paesi donatori della sua Fondazione


Il mese scorso IBTimes dimostrava come Goldman Sachs avesse pagato 200mila dollari a Bill Clinton per un discorso prima di fare pressione sul Dipartimento di Stato (all’epoca gestito da Hillary Clinton) sulla legislazione legata alla Export-Import Bank, che avrebbe alla fine approvato un prestito ad una società cinese consentendole l’acquisto di aerei, per 75 milioni di dollari, dalla Beechcraft (che prima della bancarotta del febbraio 2013 era la Hawker Beechcraft), una società che è in parte di proprietà di Goldman.

L’implicazione, naturalmente, è che i soldi per il discorso di Bill siano stati pagati per influenzare il processo decisionale del Dipartimento di Stato, un’implicazione che Goldman definisce “assurda”. 

 
I Clinton sono sotto esame anche per possibili conflitti di interesse derivanti dai contributi alla Clinton Foundation  mentre Hillary Clinton guidava il Dipartimento di Stato. Più in particolare, un’indagine di Reuters ha rivelato che la Fondazione non è riuscita a segnalare “decine di milioni” di donazioni da parte di governi stranieri per un valore di 990 milioni in tre anni, spingendo il CEO dell’organizzazione Maura Pally a spiegare “l’errore”.. Poco dopo, la Reuters ha trovato delle  inesattezze nella spiegazione della Pally, notando che in realtà, Clinton ha infranto le promesse di trasparenza fatte all’amministrazione Obama. 
 
Ora, IBTimes, in un nuovo pezzo investigativo esamina il rapporto tra le donazioni di governi stranieri e aziende alla  Foondazione Clinton e i contratti per la vendita di armi negoziati dal Dipartimento di Stato di Hillary Clinton, che, a quanto pare, ha approvato 165 miliardi di dollari in vendita di armi a nazioni che in precedenza aveva donato soldi alla Fondazione Clinton. 
 
 
Negli anni precedenti alla nomina di Hillary Clinton a segretario di stato, il Regno dell’Arabia Saudita ha contribuito almeno con 10 milioni di dollari alla Fondazione Clinton Appena due mesi prima che l’accordo fosse finalizzato, la Boeing – l’appaltatore della difesa che produce uno dei jet da combattimento che i sauditi erano particolarmente desiderosi di acquisire, l’F-15 – han contribuito con 900mila dollari alla Fondazione Clinton, secondo un comunicato stampa dell’azienda.
 
L’accordo saudita è una delle decine di contratti per la vendita di armi approvato dal Dipartimento di Stato di Hillary Clinton che poneva le armi nelle mani dei governi che avevano donato soldi alla Fondazione della famiglia Clinton.
 
Sotto la guida della Clinton, il Dipartimento di Stato ha approvato accordi per la vendite di armi per un valore di 165 miliardi di dollari con 20 nazioni i cui governi hanno donato soldi alla Fondazione Clinton,secondo un’analisi dell’IBTimes dei dati del Dipartimento di Stato e della Fondazione Clinton. Tale cifra – che deriva dai tre anni fiscali del mandato della Clinton come Segretario di Stato (da ottobre 2010 a settembre 2012) – è quasi il doppio del valore delle vendite di armi americane fatte a quei paesi e approvati dal Dipartimento di Stato nello stesso periodo del secondo mandato del presidente George W. Bush …
 
Il Dipartimento di Stato guidato dalla Clinton ha anche autorizzato 151 miliardi dollari di accordi gestiti dal Pentagono con 16 dei paesi che hanno fatto donazioni alla Fondazione Clinton, con un conseguente aumento del 143 per cento nelle vendite  a quelle nazioni rispetto allo stesso arco di tempo durante l’amministrazione Bush. Queste vendite extra erano parte di un ampio aumento delle esportazioni militari americane che hanno accompagnato l’arrivo di Obama alla Casa Bianca.
 
Di questi accordi hanno beneficiato i soliti sospetti del Medio Oriente con i quali l’amministrazione Obama si sta ora coordinando per la cacciata di Assad …
 
Il Dipartimento di Stato ha formalmente approvato queste vendite di armi, anche se si trattava di paesi governati da regimi autoritari che lo stesso Dipartimento aveva criticato per l’abuso dei diriiti umani.  Algeria, Arabia Saudita, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Oman e Qatar tutti donatori della Fondazione Clinton e che si sono guadagnati scorte di armi di fabbricazione americana anche se il Dipartimento li condanna per una serie di presunti mali, dalla corruzione alla limitazione delle libertà civili alle violente repressioni contro gli avversari politici.  
 
Come segretario di Stato, Hillary Clinton ha anche accusato alcuni di questi paesi di non riuscire a schierare una campagna seria e costante per affrontare il terrorismo. In un cavo del dicembre 2009 del Dipartimento di Stato pubblicato da Wikileaks, la Clinton si lamentava di “una sfida continua per convincere i funzionari sauditi a trattare il finanziamento del terrorismo proveniente dall’Arabia Saudita come una priorità strategica.” Ha dichiarato che “il livello generale della cooperazione del Qatar con gli Stati Uniti contro il terrorismo è considerata la peggiore nella regione “. 
 
… E nel caso in cui ci fosse qualche dubbio sulla capacità della Clinton di influenzare le vendite di armi a governi stranieri …
 
Domande sul nesso tra la vendita di armi e i donatori della Clinton Fondazione derivano dal ruolo del Dipartimento di Stato nel rivedere l’esportazione di armi di fabbricazione americana. L’agenzia ha il compito di approvare sia le vendite commerciali dirette da parte degli appaltatori della difesa degli Stati Uniti ai governi stranieri che le vendite mediate dal Pentagono a quei governi. Tali poteri sono sanciti da una legge federale che indica in particolare il segretario di Stato come “responsabile per la continua supervisione e la direzione generale delle vendite di armi, l’equipaggiamento militare e i servizi in paesi stranieri. In quel ruolo, Hillary Clinton aveva il potere di approvare o rifiutare le  vendite per una vasta gamma di motivi, da considerazioni di sicurezza nazionale a questioni relative ai diritti umani.
 
Il rapporto non si ferma qui. Ci sono anche collegamenti tra i Clinton e il complesso militare-industriale, con artisti del calibro di Boeing, Lockheed Martin, e United Technologies che hanno tutti donato soldi alla Fondazione,  
 
Questo gruppo di produttori di armi è  stato coinvolto 114 tali accordi mentre la Clinton era segretario di stato …
 
La Boeing è stata una delle tre aziende che ha consegnato denaro personalmente a Bill Clinton mentre beneficiavano delle autorizzazioni rilasciate dal Dipartimento di Stato di Hillary Clinton. Le altre due sono la Lockheed e il colosso finanziario Goldman Sachs.
 
Alla fine, questo serve come ulteriore prova che la persona che è considerata, almeno per il momento, come il probabile prossimo comandante in capo degli Stati Uniti, è stata in passato esposta all’influenza di governi stranieri le cui donazioni alla Fondazione Clinton potrebbero essere servite a plasmare i contratti per la vendita di armi degli Stati Uniti agli alleati di Washington del Medio Oriente.

Come commenta il professore di Harvard Stephen Walt:

 
La politica estera americana è servita meglio se i responsabili non sono neanche lontanamente sospettati di avere questi conflitti di interesse.
 

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