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COSA SUCCEDE ALL’INTERNO DELLA NATO?


Di Vincenzo Cucinotta

E’ in corso un gioco complicatissimo che riguarda innanzitutto l’ambito NATO, dove ormai appare chiaro che la Germania voglia emanciparsi dalla tutela statunitense e che sia in grado di tirarsi dietro la Francia.

La questione centrale che oggi appare divisiva è l’atteggiamento nei confronti della Russia che gli USA pretendono di isolare non potendola più condizionare, e che si trascina dietro questioni geopolitiche molto complesse, tra cui spicca come centralità la situazion
e in medioriente, dove ormai entrambe le due potenti lobbies, l’una quella israeliana, e l’altra quella delle monarchia del golfo, sono diventate così forti da delimitare fortemente il potere della stessa presidenza USA. 

In più, la Turchia di Erdogan gioca un ruolo a sè stante, sfruttando spregiudicatamente i conflitti in corso per regolare i conti interni con i curdi e con l’opposizione democratica interna, e per aiutare gli USA nel c ondizionare le politiche dei paesi UE…


In tale contesto così multiforme, la stessa partecipazione ai bombardamenti all’ISIS non sembrano costituire un elemento dirimente. 

La Germania, per tenersi stretta la Francia, inverte la politica di non ingerenza armata al di fuori dei propri confini che ha tenuto ormai da più di un decennio, e valorizza l’accordo di collaborazione militare stipulato tra Hollande e Putin, trasformando di fatto un elemento che poteva apparire contingente, in un legame potenzialmente duraturo e di valore strategico. 

Così, il fatto che da ieri l’UK abbia aderito al gruppo che bombarda l’ISIS non implica automaticamente un avvicinamento al gruppo franco-tedesco, come al contrario il ruolo defilato a livello di operazioni militari dell’Italia non implica automaticamente un maggiore grado di fedeltà agli USA. Direi che sia l’UK che l’Italia stiano ancora alla finestra seppure con ruoli differenti, ma ciò non implica neanche che la loro posizione sia più prossima tra loro che verso gli altri attori.
 

Non so per l’UK, in cui mi pare che cresca una certa voglia di isolazionismo, come conformerebbe la stessa indizione del referendum sulla UE del prossimo anno. ma direi che in italia la direzione di marcia sia ancora incerta, tra un Renzi decisamente pro-USA (anzi pro-Clinton, per l’esattezza), e un gruppo attorno a Napolitano più pro-UE germanizzata. 

Direi che i giochi siano ancora in corso, ma la stessa incertezza della situazione suggerisce la debolezza USA che solo pochi anni fa avrebbe con facilità controllato la situazione, e la stessa provocazione ai russi con l’adesione del Montenegro alla NATO costituisce un ulteriore elemento di conferma di tale debolezza (chi ha saldo il comando si guarda bene dal provocare, non ne avrebbe bisogno ed eviterebbe atti che potrebbero rivelarsi controproducenti). 



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