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COME SE LA CAVERA’ LA NATO PER NASCONDERE GLI ATTI TERRORISTICI?

Di Michel Collon
A poco a poco sta venendo a galla la terribile verità. Quella che in realtà veniva già denunciata fin da aprile, invano, da varie organizzazioni internazionali: le truppe d’assalto dei “democratici ribelli” non hanno smesso di commettere atrocità, barbare violazioni, saccheggi, linciaggi a sfondo razziale e crimini di guerra. Quando non si ammazzano tra loro stessi.

Stiamo ricevendo moltissime testimonianze da lì: non è la libertà che regna a Tripoli, ma il terrore. Non sono loro che hanno distrutto le forze della difesa libica, ma le sofisticate armi della NATO, i paesi più potenti della Terra schiacciano un piccolo esercito di un paese di 5 milioni di abitanti, dopo aver privato la sua popolazione di acqua, alimenti, energia e la chiamano “liberazione”.

L’ ultima dei ribelli razzisti è stata quella di decimare civili di colore, torturandoli e giustiziandoli. Abbiamo divulgato le immagini. Sicuramente saranno presentati come “mercenari di Gheddafi”, ma questo è totalmente falso, ce lo hanno spiegato recentemente delle persone che sono state letteralmente massacrate.

La “gestione delle cattive notizie”
Allora come faranno la NATO e i suoi agenti di disinformazione nei prossimi giorni a neutralizzare l’ effetto di queste rivelazioni? Come anestetizzeranno l’opinione pubblica? E’ molto semplice, noi abbiamo già studiato i metodi del Pentagono per “gestire le cattive notizie” che ci sono stati rivelati dal Colonnello Darryl Henderson dell’ Aereonautica Militare Statunitense.
Il primo giorno saranno accomodanti. Diranno che non sanno quale parte ha commesso tale atto e che si faranno le dovute verifiche. In realtà si sa molto bene, però questo permette di seminare confusione e di prendere tempo.
Il secondo giorno riconosceranno che gli autori sono certamente i ribelli, ma con molta fluidità annunceranno che è in corso un’ indagine – continuando a prendere tempo -. Allo stesso tempo, per sviare l’attenzione, mostreranno un “massacro” attribuito a Gheddafi che in seguito verrà poi smentito, ma molto tardi e in modo discreto, quando già avrà prodotto i suoi effetti. Quello che si dice affogare il pesce.
Il terzo giorno annunceranno che stanno portando avanti le indagini per trovare e castigare i colpevoli e quindi l’ indagine porterà via il suo tempo.

“Gestire le cattive notizie” consiste nel prender tempo, seminare la confusione e finalmente “affogare il pesce” e sviare l’ attenzione.

Dunque è necessario porsi la seguente domanda: come mai gli USA, alleati con il ramo libico di Al Qaeda, si sorprendono di queste atrocità? O non sarà che il caos e i prossimi combattimenti gli risulteranno “utili” per imporre la propria presenza? Lavorando sull’opinione pubblica può passare qualsiasi cosa…..

Traduzione di Marcello Gentile per l’Ernesto online


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