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Come la Fisica Quantistica ha cambiato la percezione dell’Universo

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Di Daniela Del Noce
Ogni essere umano ha una percezione fisiologica immediata ed intuitiva del tempo vissuto, una percezione che deriva da fenomeni elementari come la successione dei giorni, delle stagioni, il processo di invecchiamento, il progressivo deteriorarsi dei manufatti. L ‘uomo, infatti, riesce a percepire solo i cambiamenti chimici, fisici e biologici della materia nel tempo e nello spazio fisico. Quando si cerca di capire che cosa sia realmente il tempo, come esso entri nella descrizione del mondo, ci si trova di fronte ad una serie di ostacoli descrittivi. Il mondo dell’uomo e delle sue credenze è sempre stato un mondo temporale, che viene considerato come una successione di eventi che si snodano nel tempo. Questa frattura, tra la descrizione razionale del tempo e la sua percezione, si è andata aggravando nel corso della rivoluzione scientifica settecentesca.
Anche il mondo descritto dalla scienza classica è temporale: essa si fonda su leggi dipendenti dal tempo, anche se, una volta assegnate le condizioni iniziali e le forze in gioco, queste determinano per sempre il futuro, così come avevano determinato il passato. Parliamo, quindi, di una visione determinista in cui la temporalità è solo una semplice illusione, ed in cui non c’è spazio né per l’uomo, né per l’ apparente casualità di molti fenomeni naturali. L’Universo della Fisica Classica risulta essere quindi un meccanismo prevedibile, ma pressoché inconoscibile. Infatti alcuni autori hanno identificato, in questa inconciliabilità tra esperienza e descrizione scientifica del mondo, una delle principali cause di quella che è stata chiamata “l’ansietà dell’uomo moderno”. L’uomo, infatti, come soggetto che si trova di fronte ad eventi imprevedibili che riguardano la sua vita, è in contrasto con la prevedibilità scientifica dell’ Universo; da ciò nasce un contrasto, un dualismo inconciliabile tra la sua esigenza di darsi risposte razionali e l’irrazionalità degli accadimenti della propria vita.

Fisica Quantistica e principio di non-località

Alla luce delle ultime scoperte della fisica quantistica e dagli sviluppi nati dagli esperimenti effettuati, però, la considerazione dello spazio fisico e del tempo sono notevolmente cambiati. Infatti se ci si basa solo sulla percezione elementare , è possibile concludere che lo spazio consiste in un luogo astratto in cui sono collocati gli oggetti, mentre il tempo esiste solo come flusso di cambiamenti materiali che avvengono in uno spazio a-temporale. Il teatro in cui avvengono i fenomeni naturali non è quindi lo spazio-tempo, ma è uno spazio a-temporale. Di fatto tutti gli esperimenti volti a spiegare i fenomeni naturali delle microparticelle elementari hanno dimostrato che in natura avvengono fenomeni a-temporali, non locali, e cioè che aderiscono al più significativo principio della meccanica quantistica: il “principio di non- località“ quantistico, secondo cui:
“parti lontane di uno stesso sistema interagiscono tra loro istantaneamente, indipendentemente dalla distanza che le separa: la comunicazione avviene quindi apparentemente ad una velocità infinita e non alla velocità della luce come previsto dalla relatività Einsteiniana”.
Questa conclusione si discosta dalla visione tradizionale del mondo, così come ce l’hanno sempre raccontata. Questa nuova visione, però, è più coerente con i fatti sperimentali: l’uomo infatti non ha nessuna evidenza empirica sul movimento degli oggetti materiali nel tempo. Lo spazio fisico ha, quindi, un carattere a-temporale! Questa caratteristica permette di spiegare alcuni aspetti della non-località, in particolare la comunicazione istantanea delle particelle sub-atomiche.
La relazione istantanea tra due particelle, anche quando esse si trovano a grande distanza, può essere interpretata come un effetto dello spazio fisico a-temporale. Queste particelle, così come risulta dagli esperimenti effettuati ripetutamente al Cern di Ginevra, rimangono legate da un misterioso legame ed il loro comportamento si spiega solo se consideriamo una connessione che avviene in una dimensione a-temporale e a-spaziale! Secondo la teoria dell’ordine implicito introdotto dal fisico David Bohm (Ordine implicito del mondo sub-atomico-teoria dell’onda pilota, 1952), è proprio il carattere a-temporale dello spazio a trasmettere l’informazione tra due particelle subatomiche, facendole comunicare istantaneamente. Ciò è possibile perché al livello “fondamentale” la realtà è a-temporale e quindi non ha velocità.  Nell’ambito delle idee di Bohm il moto delle particelle non si manifesta in maniera casuale, ma sotto la guida di un  “campo nascosto”, cioè appunto il campo, o potenziale quantico, in grado di determinarne la traiettoria. Si tratta di un potenziale nato dal ” vuoto “, che non opera come i campi elettromagnetici classici, ma che agisce in maniera istantanea e solo come pura ” forma”. In pratica  la particella si comporta come una nave che arriva in porto grazie alla potenza dei suoi motori, ma sotto la guida di un radar che le indica la strada da seguire. I motori rappresentano il comportamento classico delle particelle nel mondo fisico tradizionale, mentre il radar rappresenta l’azione del potenziale quantico.  È proprio questo potenziale quantico che è in grado di determinare la non località ( a-spazialità e a-temporalità) dei processi microscopici vale a dire la comunicazione istantanea tra le particelle sub-atomiche. Quindi, se per il mondo macroscopico (ordine esplicito) valgono le manifestazioni locali e frammentarie, e sono ancora valide le leggi deterministiche, il microcosmo è caratterizzato da non località e non separabilità: il comportamento delle particelle sub-atomiche indica che esiste un livello di realtà fondamentale di cui non siamo consapevoli e che non riusciamo, con i nostri sensi limitati, a percepire.
Addirittura anche il pensiero potrebbe essere la prova di un meccanismo non locale. Infatti molti autori, come il neuro- chirurgo e neuro fisiologo americano Karl Pribram (modello olografico  di Pribram e  Bohm), considerano il cervello umano, non come la fonte del pensiero, ma solo come un mezzo per la sua esplicazione in un successivo livello bio-chimico. Questo concetto di a-temporalità e a-spazialità apre nuovi scenari nella comprensione di quelli che fino a ieri erano considerati fenomeni non spiegabili dalla scienza, come i poteri telepatici o i casi di “coscienza collettiva”. Questi fenomeni non sono considerati eventi reali ma rappresentano uno stato di “Entanglement” ( intreccio quantistico) tra le coscienze di due o più persone separate, che riescono a comunicare in maniera istantanea in base ad un meccanismo simile alla risonanza. In un mondo non localizzato, quindi a-temporale, come il nostro, le connessioni si realizzano istantaneamente.
“In pratica, la totalità dell’Universo, tutto interconnesso in ogni sua parte, sembra essere presente al di là dello Spazio-Tempo, in ogni luogo e tempo”. ( V. Marchi, “La scienza dell’Uno).

Fonte: http://www.naturopatia-blog.it/come-la-fisica-quantistica-ha-cambiato-la-percezione-delluniverso/

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2 comments

Paolo Manz Agosto 8, 2014 at 5:33 pm

Quantum Creaivity: un progetto promosso da EGOCREANET , per realizzare un Design di Nuove Tecnologie della comunicazione in Realta Aumetata.—————————————————————————————-Il progetto si propone di generare uno sviluppo transdisclinare della creativita contemporanea nella Scienza e nell' Arte quantistica mediante ' orientamento della ricerca scientifica sulla "Quantum Brain Theory " guidata dalle attuali necessita' di un netto superamento delle cognizioni riduttive della scienza classica che hanno ridotto la cultura della comunicazione scientifica ad una limitata creativita chiusa e confinata entro il paradigma "meccanico" .La suddetta proposta progettuale ha l' obiettivo di capire e condividere che la economia globale si trova oggi a un bivio critico dello sviluppo, sia in termini di risorse naturali, sistemi materiali , di inquinamento ambientale di decrescita della biodiversita e quindi di devoluzione della vita …che essenzialmente viene a dipendere da modi di pensare e concetti che ormai sono da ritenersi obsoleti in quanto sono la radice concettuale profonda della preoccupante criticità economica,sociale e culturale della societa contemporanea. In particolare diviene fondamentale dare un nuovo orizzonte alle nostre facoltà creative in favore della potenziale trasformazione evolutiva della coscienza umana.La cultura meccanica limita la percezione della obiettivita riducendola a la percezione del quantitativa del mondo esterno , ed inoltre pur conoscendo che il proseguimento della degradazione di energia e materia avrebbe prodotto un irreversibile aumento della Entropia nell' ambiente , cio malgrado ha perseguito uno sviluppo economico, sociale e culturale fondato sulla riduzionismo del paradigma meccanico ,decisamente a scapito di una evoluzione cosciente del pensiero creativo scientifico e culturale. Di conseguenza a tutt'oggi c'e' poca preparazione della gente a impegnarsi in una aperta discussione sulla ricerca di come l'umanità possa favorire uno sviluppo cognitivo-creativo , in grado di superare la crisi ed affrontare il grande cambiamento paradigmatico necessario per superare coscientemente i limiti delle concezioni derivanti dalla concezione materialistico-quantitativa della meccanica, che ormai e' divenuta un sistema di credenze fisso dogmatico che riduce anziche aumentarla della realtà che noi riteniamo di percepire come un evento oggettivo . Il Programma Quantum Creativity in favore dell' ampliamento e sviluppo delle tecnologie di comunicazione della Realta Aumentata, corrisponde ad un impegno essenziale in riposta nella nostra cecità culturale su come funzionano creativamente le nostre facoltà cerebrali e percettive dando sviluppo ad un modello innovativo basato sulla applicazione e la estensione delle concezioni quantistiche piu avanzate in relazione al "funzionamento quantistico" del cervello umano.SEE FET-OPEN HORIZON PROGRAM:http://www.kuleuven.be/eu/funding/horizon2020/es/fet/

Paolo Manz Gennaio 15, 2015 at 4:19 pm

Paolo Manzelli. Recent articles see:–https://independent.academia.edu/PaoloManzelli/Papers;My best Paolo Manzelli 15 JAN 2015

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