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Cloud: la Nuvola che Spegnerà la Libertà in Rete

Di Paul Joseph Watson
http://www.prisonplanet.com/

Malgrado il senso di ineluttabilità con cui nell’ambiente viene prospettato l’avvento della tecnologia del cloud computing – destinata a prendere il posto dei normali hard disk come principale centro di archiviazione dei contenuti web – tale sistema rappresenta un nuovo pericoloso cavallo di troia con cui il potere intende completare la regolamentazione e lo spegnimento della libertà in rete.

Tra i vari giganti tecnologici sostenitori della tecnologia cloud (nuvola – n.d.t.) vi sono Apple, Google e Amazon. Il cloud in parole povere consiste in una rete di server remoti (quindi non fisicamente a disposizione degli utenti – n.d.t.) nella quale gli utenti potranno memorizzare i propri dati senza il bisogno di usare hard disk locali, di proprietà.

“E’ parte di una tendenza secondo cui tutti i contenuti multimediali (programmi, servizi, film – n.d.t.) non saranno più posseduti dagli utenti, ma noleggiati dalla ‘nuvola universale’, riferisce Investmentu.com.

Malgrado la comodità di accedere ai propri file da qualsiasi parte del mondo, con qualsiasi dispositivo, gli inconvenienti si prospettano inquietanti.
Questi inconvenienti sono già riscontrabili in You Tube, la quale è tenuta a bloccare, censurare ed eliminare i video degli utenti laddove sia richiesto da parte dei governi. Come abbiamo già riferito in maggio, in questo periodo dietro richiesta dei governi sta rimuovendo molti video che mostrano proteste, manifestazioni e altre situazioni sgradite allo Stato.

E’ inoltre noto come il cloud di Amazon abbia escluso dai propri server l’intero sito web Wikileaks a seguito di esplicita richiesta effettuata dal senatore Joe Lieberman della Commissione Senatoriale per la Sicurezza Nazionale.

Lieberman è tra i più agguerriti sostenitori della rimozione del dissenso sul web, avendo proposto a Obama una sorta di kill switch per la rete (v. post correlati) al quale ricorrere per spegnere alcune parti del web o chiudere siti per direttissima, con il pretesto della sicurezza nazionale. Lieberman ha parlato dei motivi di tale campagna politica nel corso di una intervista alla CNN: “In questo momento il governo cinese è in grado di disconnettere parti della sua Internet in caso di guerra. Noi dovremmo poter fare lo stesso.”

Il Cloud è dunque un perfetto strumento per la cosiddetta cyber-security. L’obiettivo è costringere  la massa a usare uno dei servizi di cloud gestiti da grandi società, in primo luogo attraverso una campagna di tassazioni e regolamentazioni che renda proibitive le normali connessioni ad internet, fino ad una eventuale chiusura totale della rete attuale. Quando la maggior parte dei dati sarà limitata alla rete cloud, attraverso un inasprimento delle leggi sul diritto d’autore, sulla libertà di parola e sulla diffamazione, si costringerà al silenzio i media alternativi.

Acconsentire che tutti i nostri file siano memorizzati su un server remoto, equivale a consegnarli nelle mani di una grande azienda, la quale attraverso qualche condizione elencata nei “termini di utilizzo” avrà il potere di accedere ad essi o rimuoverli.

Ad esempio, le condizioni di utilizzo del cloud di Amazon prevedono che quest’ultima possa esercitare, “il diritto di accedere, conservare, utilizzare e divulgare i dati dello account e dei relativi file.” (link).

Consegnare i propri dati ad un cloud rende anche più facile per il governo ottenere informazioni private.

“Non è come conservare i propri dati in un cassetto della scrivania,” ha spiegato al Washington Post Chris Calabrese della American Civil Liberties Union. “Se un governo vuole ispezionare l’hard disk di un cittadino, oggi deve obbligatoriamente ottenere la autorizzazione di un giudice, mentre ispezionare i dati all’interno dei cloud non prevederà simili limitazioni.”

Anche la sicurezza è praticamente inesistente sul cloud di Amazon. Amazon scrive che “non garantiamo che i file memorizzati non saranno oggetto di appropriazione indebita, perdita o danno, e decliniamo ogni responsabilità al riguardo. L’utente è l’unico responsabile del mantenimento di una adeguata sicurezza, della protezione e del backup dei file.”

Quindi, se un hacker o Amazon stessa eliminasse i tuoi file, non potresti chiedere spiegazioni ad Amazon.
Gli appassionati di tecnologia hanno anche previsto problemi per chi deciderà di cambiare compagnia di clouding, ad esempio passando da Apple a Google. “I fornitori di servizi cloud come Apple, Google e Facebook avranno un forte interesse a ‘bloccare’ i loro clienti per massimizzare i ricavi”, scrive Tony D’Altorio. “Faranno del loro meglio per limitare la libertà degli utenti di vagare liberamente di cloud in cloud.”

“Quindi gli utenti potrebbero restare bloccati in iCloud di Apple e riscontrare difficoltà ad uscirne senza problemi.” ha osservato Mark Little, analista di Ovum. “I costi di migrazione [di cloud in cloud] saranno certamente una delle questioni più rilevanti della storia del cloud computing.”

Il Cloud non è che un cavallo di troia contro la libertà del web. E’ un tentativo di assimilare i media alternativi in ​​un grande alveare robotico, prima di distruggerli dal di dentro. Il Cloud (se avrà successo – n.d.t.) sarà una parte importante di Internet 2 e ricoprirà un ruolo centrale nella trasformazione del world wide web in qualcosa di molto simile alla TV via cavo; un sistema in cui un piccolo numero di società per azioni lavoreranno con i governi per decidere cosa possa essere pubblicato, o meno.

Il Cloud ucciderà la libertà in rete, a meno che non passi il messaggio che è uno strumento perfettamente finalizzato allo spegnimento della libertà di parola sul web.

Fonte:http://www.prisonplanet.com/the-cloud-trojan-horse-for-internet-takeover.html

Traduzione di Anticorpi.info

http://www.anticorpi.info/2012/12/cloud-la-nuvola-che-spegnera-la-liberta.html

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