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Ci sono tre livelli di confronto(geopolitico,religioso e ideologico) nel conflitto in Medio Oriente

In Medio Oriente da tempo si assiste al confronto tra sunniti e sciiti ma in tempi recenti tale confronto sta assumendo proporzioni enormi con le relative conseguenze. In Iraq si era stabilito un governo sciita e coloro che erano in opposizione verso tale governo si sono “alleati”, per così dire, con le milizie armate dell’ISIS.
L’Arabia Saudita, di fede prevalentemente sunnita, è da tempo sospettata di sostenere l’ISIS nella sua lotta armata, Arabia Saudita alleata in coalizione con gli Stati Uniti contro lo stesso ISIS. Inoltre, l’Iran “sciita” mette paura all’Arabia Saudita per il suo cambiato rapporto con gli Stati Uniti, dopo anni di contrasti.
Anche in Yemen sciiti e sunniti si fronteggiano: i ribelli Youthi, che rappresentano la parte sciita del paese, hanno da tempo deposto il governo precedente sunnita di Mansour Hadi. E l’Arabia Saudita sta attaccando da tempo lo Yemen per aiutare, anche qui, la parte sciita.
Quindi, il confronto religioso tra sciiti e sunniti è una delle cause del caos prevalente in Medio Oriente nei tempi recenti. Anche in Siria è in atto un confronto tra la parte sciita e la parte sunnita: Assad, di parte sciita, da tempo combatte contro i ribelli siriani(un tempo sostenuti dall’Occidente e in particolare dagli Stati Uniti) di parte sunnita, ribelli ai quali si sono uniti quelli che poi sono diventati i miliziani dell’ISIS.
Per approfondimenti:
È evidente poi lo scontro di civiltà fra l’Occidente e l’Islam fondamentalista, impersonato dall’ISIS in tempi recenti. Scontro di civiltà che generando come conseguenza attentati e stragi in Europa e in altre parti del mondo, in particolare in Francia dove ci sono state due stragi nell’anno recente. Riguardo allo scontro di civiltà tra Occidente e Islam fondamentalista bisogna considerare sia il problema dell’integrazione che quello dei foreign fighters.
Ormai è noto all’opinione pubblica il fenomeno dei “foreign fighters”, combattenti che si uniscono all’ISIS provenienti da paesi europei o extra-europei. Di solito essi sono i figli di quarta e terza generazione di immigrati musulmani in paesi europei. Essi sono reclutati o in centri di propaganda di estremismo islamico situati in luoghi religiosi e non o attraverso i social network.
Ma cosa può spingere persone che abitano per esempio in Inghilterra o inFrancia a partire per Siria Iraq per unirsi alla Jihad?I motivi possono essere molteplici. Di solito il reclutamento è semplice se alla base ci sono o situazioni difficili dovute a condizioni particolari di povertà e miseria o situazioni abbastanza gravi di emarginazione sociale.
Un altra causa può essere il motivo ideologico. Persone di nazionalità europea da più di una generazione possono sviluppare un forte senso di ritorsione verso le comunità che li ospitano. Essi possono riversare sull’Occidente sentimenti di intolleranza, rancore e frustrazione per la loro condizione sociale insoddisfacente.
Poi c’è lo scontro di potere tra i il blocco capeggiato dalla Russia di Putin, che è dalla parte di Assad(Siria) e Iran e il blocco Nato(USA, Francia, Gran Bretagna etc.), del quale blocco fa parte anche l’Arabia Saudita, spesso ambigua riguardo il suo posizionamento nella lotta all’Isis. Lo scontro tra i due blocchi non è del tutto chiaro per tanti motivi. La Russia ora si è unita alla Francia nei bombardamenti in Siria per colpire l’ISIS. L’Iran ora non è più in contrasto con gli Stati Uniti.
L’Occidente, poi, è per la deposizione di Assad. In questo confronto tra le parti bisogna considerare anche la posizione della Turchia, membro della Nato e sospettata, come l’Arabia Saudita, di aiutare l’ISIS. La Turchia ha tutto l’interesse a porsi dalla parte dell’ISIS: infatti l’ISIS è in lotta contro i curdi che sono una minaccia per la Turchia perché potrebbero dare vita ad uno stato(Kurdistan) che potrebbe comprendere anche territori della Turchia.

Perciò ci sono tre livelli di confronto in Medio Oriente: scontro di potere, scontro religioso e scontro di civiltà. I tre livelli di confronto si sono interconnessi tra loro e hanno dato vita ad un calderone esplosivo che potrebbe anche condurre ad un nuovo conflitto mondiale.

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