Un antenato degli umani era fatto così

http://www.ilpost.it/2017/01/31/saccorhytus-coronarius-antenato-vertebrati-bocca-ano/ Il probabile antenato di tutti i vertebrati, compresi gli esseri umani, i rettili e i pesci, era un piccolo animale dalla forma ellittica con una bocca enorme, versatile al punto da essere utilizzata anche come ano. Questa microscopica creatura, che visse circa 540 milioni di anni fa, è stata scoperta di recente in Cina da un gruppo di ricercatori cinesi e britannici, come spiegato nel loro studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature. Il Saccorhytus coronarius è stato scoperto grazie all’analisi di alcuni microfossili, nei quali appare come un piccolo granello di pepe con un diametro di appena un millimetro. Secondo i ricercatori viveva sui fondali oceanici e aveva una bocca molto molto grande, se confrontata con il resto del suo corpo. Dalle analisi condotte è stato ipotizzato che il Saccorhytus avesse una pelle flessibile e qualche forma di muscolatura primordiale, che gli consentiva di contrarre parte del suo organismo per darsi la spinta e muoversi in acqua. […]

WOLF 1061C, un pianeta vicino alla Terra potenzialmente in grado di ospitare vita

Di Salvatore Santoru Il suo nome è Wolf 1061 ed è uno dei pianeti più vicini alla Terra che sia potenzialmente in grado di ospitare vita.  (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Il fatto è stato reso noto da uno studio pubblicato sull’Astrophysical Journal, coordinato dall’astronomo Stephen Kane, della San Francisco State University. NOTE: (1)http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/spazioastro/2017/01/23/un-pianeta-vicino-potrebbe-ospitare-la-vita_f2afccc4-13ba-488a-858c-c4f1e96688d1.html

NGC 4696, la galassia più strana dell’Universo!

http://www.ilnavigatorecurioso.it/2017/01/04/la-galassia-piu-strana-delluniverso/ È davvero unica la galassia NGC 4696. Si aggroviglia su se stessa fino a formare una specie di punto interrogativo. Inoltre presenta un cuore brillante intrappolato in una rete di filamenti oscuri. Un’immagine che porta con se alcuni interrogativi, quale il motivo di tale forma, cosa sono gli strani ‘filamenti’ che si estendono da essa, e quale il ruolo del grande buco nero nel suo centro? Nota anche come ESO 322-91 e LEDA 43296, la galassia è stata oggetto di una nuova immagine ottenuta dal telescopio spaziale Hubble con un dettaglio e una luminosità mai ottenute prima. Immagine scattata dalla Wide Field Camera 3 di Hubble (WFC3) NGC 4696 si trova nella costellazione del Centauro, a circa 150 milioni anni di luce di distanza dalla Terra, con il semiasse maggiore che raggiunge i 30 mila anni luce di lunghezza. È la galassia più grande e luminosa dell’Ammasso del Centauro, […]

EmDrive supera i test Nasa: funziona il motore spaziale senza combustibile

http://www.secoloditalia.it/2016/12/emdrive-supera-test-nasa-funziona-motore-spaziale-senza-combustibile/Il motore spaziale EmDrive, detto ‘impossibile’, ce l’ha fatta. EmDrive promette di produrre energia dal vuoto e di spingere astronavi senza usare combustibile. E la notizia è che adesso EmDrive ha superato i test svolti nel centro Johnson della Nasa. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); I dati ottenuti sotto la guida diHarold White, dei laboratori Nasa Eagleworks, e pubblicati sulla rivista Journal of Propulsion and Power indicano che il dispositivo, che sembrerebbe violare alcuni dei principi cardine della fisica, funziona, anche se debolmente. “Sembra troppo bello per essere vero”, ha detto l’esperto di propulsione spaziale Giancarlo Genta, del Politecnico di Torino. “Se fosse vero – ha aggiunto – sarebbe una rivoluzione per l’intera civiltà, non solo potremmo andare su Martein pochi giorni ma avremmo energia a costi bassissimi estraendola dal vuoto”. Da alcuni anni la tecnologia battezzata EmDrive, ideata dall’ingegnere britannico Roger Shawyer, ha attirato le attenzioni di molti in quanto sarebbe capace di produrre spinta senza usare nessun propellente. Alimentato solo […]

Scoperti fossili di batteri di 2,5 miliardi di anni fa

Tracce fossili di batteri mangiatori di zolfo vissuti 2,5 miliardi di anni fa.|ANDREW CZAJA, UC Di Luigi Bignami http://www.focus.it/ La Terra non è sempre stata così come la vediamo oggi: fino a 2-2,5 miliardi di anni fa, più o meno la prima metà della sua vita, era più simile a quello che oggi definiremmo un mondo alieno e ostile alla vita così come la conosciamo. L’ossigeno in atmosfera, per fare un esempio, non superava l’1 per cento di quello presente ai nostri giorni. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Tutti sono d’accordo sul fatto che quella prima metà della vita del nostro pianeta fu molto importante per la nascita, lo sviluppo e l’evoluzione dei primi batteri, in un ambiente, appunto, per noi alieno. Ma le prove e i ritrovamenti di quelle forme di vita antichissime sono molto scarse. PRIMA DELLA CATASTROFE DELL’OSSIGENO. Adesso però una ricerca condotta da geologi della University of Cincinnati (Ohio, Usa) […]

Scoperti fossili di batteri di 2,5 miliardi di anni fa

Tracce fossili di batteri mangiatori di zolfo vissuti 2,5 miliardi di anni fa.|ANDREW CZAJA, UC Di Luigi Bignami http://www.focus.it/ La Terra non è sempre stata così come la vediamo oggi: fino a 2-2,5 miliardi di anni fa, più o meno la prima metà della sua vita, era più simile a quello che oggi definiremmo un mondo alieno e ostile alla vita così come la conosciamo. L’ossigeno in atmosfera, per fare un esempio, non superava l’1 per cento di quello presente ai nostri giorni. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Tutti sono d’accordo sul fatto che quella prima metà della vita del nostro pianeta fu molto importante per la nascita, lo sviluppo e l’evoluzione dei primi batteri, in un ambiente, appunto, per noi alieno. Ma le prove e i ritrovamenti di quelle forme di vita antichissime sono molto scarse. PRIMA DELLA CATASTROFE DELL’OSSIGENO. Adesso però una ricerca condotta da geologi della University of Cincinnati (Ohio, Usa) […]

Ecco i nomi ufficiali dei nuovi elementi della tavola periodica

(Foto: JIJI PRESS/AFP/Getty Images) Di Marta Mussohttp://www.wired.it/ Finalmente hanno dei nomi. I quattro elementi chimici che hanno allargato la famiglia della tavola periodica ormai quasi un anno fa sono stati finalmente battezzati dall’International Union of Pure and Applied Chemistry (Iupac), ente internazionale che, tra le altre cose, ha anche il compito di determinare i nomi degli elementi chimici. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); E ora la Iupac ha ufficializzato le quattro proposte di denominazione che aveva fatto pochi mesi fa: dai nomi impronunciabili e provvisori che hanno avuto finora, ovvero ununtrium, ununpentium, ununseptium, e ununoctium, si è passato ora ai più eleganti nihonium (Nh), moscovium (Mc), tennessine (Ts), e oganesson (Og). I quattro elementi, che si trovano sulla settima riga della tavola e che hanno rispettivamente numeri atomici di 113, 115, 117 e 118, sono estremamente pesanti e per questo molto instabili (una volta creati in laboratorio, i nuclei di […]

Ecco i nomi ufficiali dei nuovi elementi della tavola periodica

(Foto: JIJI PRESS/AFP/Getty Images) Di Marta Mussohttp://www.wired.it/ Finalmente hanno dei nomi. I quattro elementi chimici che hanno allargato la famiglia della tavola periodica ormai quasi un anno fa sono stati finalmente battezzati dall’International Union of Pure and Applied Chemistry (Iupac), ente internazionale che, tra le altre cose, ha anche il compito di determinare i nomi degli elementi chimici. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); E ora la Iupac ha ufficializzato le quattro proposte di denominazione che aveva fatto pochi mesi fa: dai nomi impronunciabili e provvisori che hanno avuto finora, ovvero ununtrium, ununpentium, ununseptium, e ununoctium, si è passato ora ai più eleganti nihonium (Nh), moscovium (Mc), tennessine (Ts), e oganesson (Og). I quattro elementi, che si trovano sulla settima riga della tavola e che hanno rispettivamente numeri atomici di 113, 115, 117 e 118, sono estremamente pesanti e per questo molto instabili (una volta creati in laboratorio, i nuclei di […]