La battaglia sulle Generali, il record di Netflix: le dieci notizie finanziarie della settimana

Da http://www.linkiesta.it/  A cura dell’ufficio studi di Websim 1) Si accende la battaglia su Generali. Lunedì 23 gennaio, a sorpresa, il Leone di Trieste ha acquistato il 3% di Intesa Sanpaolo. Secondo la maggior parte degli osservatori è una mossa difensiva per prevenire un ingresso della stessa Intesa nel gruppo triestino. Nei giorni scorsi si era infatti parlato di un interesse congiunto verso Generali da parte di Allianz e Intesa Sanpaolo. Ai tedeschi sarebbero interessate alcune attività di Generali e a Intesa l’asset management. I rumors avevano parlato di un possibile ingresso della Ca’ de Sass con una quota tra i 5 e i 6 miliardi di euro. Ora, per effetto della contromossa di Generali, Intesa sarebbe costretta a lanciare un’Opa. Sono intanto imminenti le dimissioni del direttore generale ed ex Cfo di Generali, Alberto Minali. Nominato direttore finanziario dall’ex amministratore delegato Mario Greco, Minali era stato considerato, prima della nomina di Philippe Donnet, uno dei papabili a […]

Monte dei Paschi di Siena: un disastro costruito con metodo

Di Renato Strumia* Avendo alle spalle uno stato finanziariamente debole e all’interno un management (strapagato) gravemente incapace e incosciente della gravità dei problemi, i banchieri (quasi tutti) hanno respinto sdegnosamente gli aiuti di stato (i famosi Tremonti Bond) per paura di perdere potere. Mentre i crediti dubbi crescevano in modo esponenziale, le fondazioni faticavano a sorreggere gli aumenti di capitale resisi necessari e quindi si cercavano all’estero capitali di ventura (da Blackrock ai fondi sovrani arabi o libici), per racimolare capitale, possibilmente non troppo esigente nel pesare sugli assetti di comando. Dieci anni di recessione hanno fatto esplodere i casi più disperati, che peraltro non sono frutto del caso, ma della combinazione perversa tra poteri forti, politica d’accatto, vigilanza latitante, elusione delle regole. Non dimentichiamo che Mussari (MPS) è stato per due mandati stimato presidente dell’ABI, con Berneschi (Carige) tra i vicepresidenti. Un parterre de roi, oggi indaffarato con inchieste penali […]

Monte dei Paschi di Siena: un disastro costruito con metodo

Di Renato Strumia* Avendo alle spalle uno stato finanziariamente debole e all’interno un management (strapagato) gravemente incapace e incosciente della gravità dei problemi, i banchieri (quasi tutti) hanno respinto sdegnosamente gli aiuti di stato (i famosi Tremonti Bond) per paura di perdere potere. Mentre i crediti dubbi crescevano in modo esponenziale, le fondazioni faticavano a sorreggere gli aumenti di capitale resisi necessari e quindi si cercavano all’estero capitali di ventura (da Blackrock ai fondi sovrani arabi o libici), per racimolare capitale, possibilmente non troppo esigente nel pesare sugli assetti di comando. Dieci anni di recessione hanno fatto esplodere i casi più disperati, che peraltro non sono frutto del caso, ma della combinazione perversa tra poteri forti, politica d’accatto, vigilanza latitante, elusione delle regole. Non dimentichiamo che Mussari (MPS) è stato per due mandati stimato presidente dell’ABI, con Berneschi (Carige) tra i vicepresidenti. Un parterre de roi, oggi indaffarato con inchieste penali […]

Vittime del Salva Banche, altolà del Consiglio di Stato su collegi arbitrali: “Non si usino soldi dei risparmiatori”

Di Paolo Fior Alla fine, dopo mesi di attesa, è approdato in Parlamento il decreto che istituisce i collegi arbitrali cui potranno ricorrere i risparmiatori truffati di Popolare Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti. Il testo licenziato in corsa dal governo presenta molte zone d’ombra che il Consiglio di Stato nel suo parere, favorevole ma condizionato, non ha mancato di sottolineare. Prima fra tutte, la questione del finanziamento delle procedure arbitrali, i cui costi ricadrebbero interamente sul Fondo interbancario di tutela dei depositi, riducendo così la dotazione di risorse a disposizione per il ristoro dei risparmiatori danneggiati. Sul punto il parere del Consiglio di Stato è molto esplicito: “Poiché l’istituzione del Fondo di solidarietà è misura a tutela degli investitori, appare contraddittorio far gravare sul medesimo le spese di funzionamento della Camera arbitrale, che rischiano di comprimere – in ipotesi di insufficienza dello stanziamento a coprire le richieste giudicate fondate dei risparmiatori danneggiati – il finanziamento a favore del Fondo nell’interesse dei cittadini”. E ancora: “La Sezione ritiene opportuno […]

Vittime del Salva Banche, altolà del Consiglio di Stato su collegi arbitrali: “Non si usino soldi dei risparmiatori”

Di Paolo Fior Alla fine, dopo mesi di attesa, è approdato in Parlamento il decreto che istituisce i collegi arbitrali cui potranno ricorrere i risparmiatori truffati di Popolare Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti. Il testo licenziato in corsa dal governo presenta molte zone d’ombra che il Consiglio di Stato nel suo parere, favorevole ma condizionato, non ha mancato di sottolineare. Prima fra tutte, la questione del finanziamento delle procedure arbitrali, i cui costi ricadrebbero interamente sul Fondo interbancario di tutela dei depositi, riducendo così la dotazione di risorse a disposizione per il ristoro dei risparmiatori danneggiati. Sul punto il parere del Consiglio di Stato è molto esplicito: “Poiché l’istituzione del Fondo di solidarietà è misura a tutela degli investitori, appare contraddittorio far gravare sul medesimo le spese di funzionamento della Camera arbitrale, che rischiano di comprimere – in ipotesi di insufficienza dello stanziamento a coprire le richieste giudicate fondate dei risparmiatori danneggiati – il finanziamento a favore del Fondo nell’interesse dei cittadini”. E ancora: “La Sezione ritiene opportuno […]

Quanto costerà salvare MPS?

 (ANSA/MATTEO BAZZI) http://www.ilpost.it/2016/12/27/salvataggio-mps-2/ Lunedì 26 dicembre, Monte dei Paschi di Siena ha detto di aver ricevuto una lettera in cui la Banca Centrale Europea le chiede di raccogliere 8,8 miliardi di nuovo capitale. Si tratta di quasi 4 miliardi di euro in più rispetto alla cifra che la banca stava cercando di raccogliere prima che l’operazione con capitali privati fallisse e lo stato fosse costretto ad annunciare un intervento pubblico per salvare la banca. Di questi 8,8 miliardi di euro, al momento, sembra che circa 6,4 saranno soldi pubblici. Come siamo arrivati fin quiMPS si trova in crisi da anni a causa della cattiva gestione che ha avuto negli ultimi due decenni, quando la banca era controllata dai politici locali attraverso la Fondazione MPS (qui avevamo riassunto la storia dei guai della banca). Dopo essere stata aiutata per due volte dallo stato negli ultimi anni, MPS si è trovata nuovamente in crisi nel corso del […]

Quanto costerà salvare MPS?

 (ANSA/MATTEO BAZZI) http://www.ilpost.it/2016/12/27/salvataggio-mps-2/ Lunedì 26 dicembre, Monte dei Paschi di Siena ha detto di aver ricevuto una lettera in cui la Banca Centrale Europea le chiede di raccogliere 8,8 miliardi di nuovo capitale. Si tratta di quasi 4 miliardi di euro in più rispetto alla cifra che la banca stava cercando di raccogliere prima che l’operazione con capitali privati fallisse e lo stato fosse costretto ad annunciare un intervento pubblico per salvare la banca. Di questi 8,8 miliardi di euro, al momento, sembra che circa 6,4 saranno soldi pubblici. Come siamo arrivati fin quiMPS si trova in crisi da anni a causa della cattiva gestione che ha avuto negli ultimi due decenni, quando la banca era controllata dai politici locali attraverso la Fondazione MPS (qui avevamo riassunto la storia dei guai della banca). Dopo essere stata aiutata per due volte dallo stato negli ultimi anni, MPS si è trovata nuovamente in crisi nel corso del […]

Salva-banche, 20 miliardi da un giorno all’altro

Di Andrea Baranes  “Oggi la banca è risanata, e investire è un affare. Su Monte dei Paschi si è abbattuta la speculazione ma è un bell’affare, ha attraversato vicissitudini pazzesche ma oggi è risanata, è un bel brand”. Matteo Renzi, Presidente del Consiglio dei Ministri, al Sole 24 Ore, 22 gennaio 2016. Quindi il problema era la speculazione. Era esterno. La banca in sé era solida. E parliamo non di decenni fa, ma dell’inizio di quest’anno. Una banca risanata, che dopo pochi mesi si trova sull’orlo dell’abisso. Incredibile che in così poco tempo la situazione sia precipitata in questo modo, vero? Le cose devono essere completamente cambiate nel “bel brand” di Monte Paschi se il Parlamento autorizza il governo a stanziare fino a 20 miliardi di scudo. Cambiate da un giorno all’altro. Autorizzazione arrivata in un attimo. Prima dalla Camera, e subito dopo dal Senato. Ma non ci hanno ripetuto […]

Mps, dopo il no della Bce si apre la strada all’aiuto di Stato

http://www.askanews.it/top-10/mps-dopo-il-no-della-bce-si-apre-la-strada-all-aiuto-di-stato_711958555.htmIl meccanismo di vigilanza della Bce ha respinto la richiesta di Mps (manca ancora l’ufficialità) di una proroga al 20 gennaio per completare la ricapitalizzazione fino a 5 miliardi. Una decisione che rende impossibile l’operazione con capitali privati entro fine anno. Mancano tempo e investitori. Nella decisione dell’autorità di vigilanza europea si può leggere l’orientamento a mettere pressione sul governo italiano a intervenire, oppure più semplicemente il riferimento normativo su cui la vigilanza ha esaminato la richiesta non contempla la crisi di governo come possibile causa di perturbazione finanziaria. O ancora, l’incertezza politica potrebbe durare anche oltre l’orizzonte del 20 gennaio. La palla quindi passa nelle mani dell’esecutivo, anche se dimissionario. Per la soluzione della vicenda a questo punto si possono ipotizzare alcuni scenari con diverse implicazioni. La strada che sembra più gettonata è il ricorso all’art. 32 della direttiva Brrd che consente l’intervento pubblico. Il comma quattro infatti prevede […]

Mps, dopo il no della Bce si apre la strada all’aiuto di Stato

http://www.askanews.it/top-10/mps-dopo-il-no-della-bce-si-apre-la-strada-all-aiuto-di-stato_711958555.htmIl meccanismo di vigilanza della Bce ha respinto la richiesta di Mps (manca ancora l’ufficialità) di una proroga al 20 gennaio per completare la ricapitalizzazione fino a 5 miliardi. Una decisione che rende impossibile l’operazione con capitali privati entro fine anno. Mancano tempo e investitori. Nella decisione dell’autorità di vigilanza europea si può leggere l’orientamento a mettere pressione sul governo italiano a intervenire, oppure più semplicemente il riferimento normativo su cui la vigilanza ha esaminato la richiesta non contempla la crisi di governo come possibile causa di perturbazione finanziaria. O ancora, l’incertezza politica potrebbe durare anche oltre l’orizzonte del 20 gennaio. La palla quindi passa nelle mani dell’esecutivo, anche se dimissionario. Per la soluzione della vicenda a questo punto si possono ipotizzare alcuni scenari con diverse implicazioni. La strada che sembra più gettonata è il ricorso all’art. 32 della direttiva Brrd che consente l’intervento pubblico. Il comma quattro infatti prevede […]