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Blitz anti-Isis in Egitto, uccisi per errore 12 turisti



Le forze di sicurezza egiziane hanno ucciso per errore 12 persone, tra cui alcuni turisti messicani e loro guide, durante una operazione antiterrorismo. I turisti stavano viaggiando su quattro autobus entrati nella «zona proibita» del Wahat, nel deserto occidentale. 
«Una operazione congiunta di polizia ed esercito – precisa una nota del ministero dell’Interno egiziano citato dal quotidiano Ahram online -, era sulle tracce di elementi terroristici nel deserto occidentale, nell’area di Al-Wahat, quando si sono imbattuti per errore con quattro fuoristrada appartenenti a dei turisti messicani in viaggio in una zona proibita. 

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L’incidente ha provocato la morte di 12 persone e il ferimento di 10 tra messicani ed egiziani, trasferiti in ospedale». Il ministero non ha precisato quante siano le vittime messicane e quelle egiziane, ma è certo che i viaggiatori avessero con loro delle guide locali. 
Il tour turistico non era autorizzato  
L’agenzia turistica che aveva organizzato il tour – ha riferito poi una portavoce del ministero egiziano del turismo all’ Associated press, «non aveva permessi e non aveva informato le autorità», mentre per ogni escursione alla zona di Farafra è richiesta una specifica autorizzazione. «Non dovevano essere lì» – ha aggiunto la fonte – senza fornire ulteriori dettagli sulle circostanze dell’attacco. 
Il vasto deserto occidentale, porta d’ ingresso sulla Libia, è stato occupato da militanti affiliati all’Isis in guerra contro le forze di sicurezza nel Sinai, sui confini orientali dell’Egitto. Centinaia di poliziotti e soldati sono morti in operazioni di contrasto: nel luglio 2014 almeno 21 soldati egiziani sono stati uccisi in un attacco di uomini armati contro un posto di blocco nel governatorato della New Valle, sempre nel Deserto Occidentale.  
Il tour operator: «Hanno sparato sui turisti in fuga»  
Differente la versione che un dipendente del tour operator dei turisti uccisi in Egitto ha dato al El Mundo: «Mentre stavano cenando, tre aerei da combattimento dell’esercito hanno cominciato a sparare e lanciare missili sui veicoli. Erano completamente carbonizzati. Alcuni hanno cercato di scappare ma i militari li hanno inseguiti aprendo il fuoco su chiunque fuggisse».  
Secondo la fonte, che ha richiesto l’anonimato, la maggioranza dei turisti proveniva dal Cile. Il gruppo «stava viaggiando seguendo un consueto itinerario che va dal Cairo all’oasi di Bahariya (a 350 km a sudest della capitale egiziana). Dovevano passare la notte in un hotel di Bahariya, ma si sono fermati 100 km prima dell’oasi». Durante la sosta, spiega ancora la fonte al sito del quotidiano spagnolo, i turisti sono scesi dai 4 suv per la cena. 
La società nega che si trattasse di una zona proibita ai civili e che si trovassero in un’area di attività terroristiche. «È l’area dove spesso facciamo brevi soste prima di andare a Bahariya. Non è vietata come è stato detto», ha aggiunto la fonte, secondo la quale solo due degli autisti e guide egiziani sono sopravvissuti all’attacco, uno dei quali è in condizioni critiche. 
Pena Nieto condanna attacco, chiede indagini accurate  
«Il Messico condanna questi atti contro i nostri cittadini ed esige dal governo egiziano un’indagine esaustiva di quanto accaduto». Lo scrive il presidente messicano Enrique Pena Nieto su Twitter dopo aver ricevuto la notizia. 

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