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Bisogna mettere in discussione il ruolo dei mercati finanziari

l dominio dei mercati finanziari ultimamente è schiacciante. L’economia mondiale è soggetta ad un’eccessiva finanziarizzazione. Essi hanno adesso un potere senza precedenti: impongono politiche economiche agli stati, depongono i governi che giudicano non affidabili, scardinano gli stati sociali, abrogano diritti che vedono come intralcio. Essi sono l’emblema di quel neoliberismo sfrenato che ha dominato per tanti anni e ancora domina. I mercati finanziari e coloro che vi lavorano “giocano” tutti i giorni con le nostre vite, con il nostro futuro, con le nostre economie. Bisogna regolamentare i mercati e la finanza, dare un freno a tutto ciò.
La crisi ha rivelato una netta separazione fra economia e finanza. Questa separazione, negata per anni, ha provocato la crisi finanziaria e poi la crisi dell’economia reale.
La finanza e l’economia che prima erano interconnesse adesso appaiono come due cose a se stanti, lontane fra loro e sembra che addirittura siano in competizione.
Bisogna mettere in discussione il ruolo dei mercati finanziari, combattere la loro azione oltremodo negativa per tutti noi.
La finanza e i mercati hanno usurpato lo spazio della politica, dettando legge con il loro potere esorbitante. Grazie a loro molti paesi vivono in una situazione di democrazia sospesa o assente.
L’indignazione di tanti manifestanti rivolta a banche, mercati e finanza è giustificata e comprensibile: il loro regime dittatoriale sta condizionando la nostra vita di tutti i giorni e ribellarsi a questa situazione è un atto dovuto e legittimo.

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