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Bielorussia: riconfermato Lukashenko con oltre l’80% dei voti

Un plebiscito. Il presidente bielorusso uscente, Aleksandr Lukashenko, viene confermato con oltre l’80% dei voti, secondo un exit poll di tre istituti statali. Le opposizioni, che considerano il processo elettorale una farsa, avevano chiesto ai cittadini di boicottare le urne. Ad essere messa sotto accusa, per la mancanza di garanzie, soprattutto la pratica del voto anticipato che ha consentito a circa il 36 per cento dei circa 7 milioni di elettori di votare a partire da cinque giorni fa. 


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Ma, come ampiamente previsto, il controverso presidente bielorusso è stato confermato per il quinto mandato consecutivo. Lukashenko governa l’ex repubblica sovietica dal 1994 con pugno di ferro, destreggiandosi tra la minacciosa Russia di Putin e un’ambigua Unione Europea, pronta ora a revocare le sanzioni dopo la recente scarcerazione di alcuni prigionieri politici.  
Il nuovo premio Nobel per la letteratura, la bielorussa Svetlana Alexievich, aveva speso parole durissime nei confronti del presidente. «Ogni quattro anni, nuovi responsabili europei arrivano al potere e pensano di poter risolvere il problema Lukashenko senza sapere che è un uomo indegno di fiducia», ha accusato Alexievich in una conferenza stampa a Berlino, ammonendo l’Ue contro il riavvicinamento a Lukashenko. «Lui è un “uomo sovietico” e non cambierà mai», ha proseguito. La Bielorussia resta «una dittatura dolce: la dittatura staliniana non è il solo modello di dittatura, ci sono molte varianti’’, ha spiegato rispolverando la vecchia etichetta americana di Lukashenko «ultimo dittatore d’Europa», anche se Obama e la moglie Michelle si sono fatti fotografare insieme a lui in occasione dell’assemblea generale dell’Onu. 
Lukashenko non aveva rivali. Due sono candidati di facciata, suoi sostenitori, mentre l’unica donna in lizza, Tatiana Karatkevich, era un’attivista che quasi tutta l’opposizione rinnega, a parte il suo movimento «Dì la verità», perché teme che possa essere usata per dare una parvenza di pluralismo al voto e legittimare Lukashenko agli occhi dell’Occidente. 

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