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BERLINO: FACCIA A FACCIA RENZI-MERKEL: SUL TAVOLO AUSTERITÀ, MIGRANTI E BANCHE

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Oggi-a-Roma-il-faccia-a-faccia-Renzi-Merkel-sul-tavolo-austerita-migranti-e-banche-36daf24a-6537-44dc-bef8-74f600ba6292.html

L’incontro di oggi tra il premier Renzi e la cancelliera Angela Merkel è di fatto un chiarimento atteso da tempo. Da quando, nel corso di un acceso Consiglio europeo a Bruxelles, Renzi scelse di alzare i toni, rivolgendosi alla Merkel con queste parole: “Non potete raccontarci che state donando il sangue all’Europa, cara Angela”. Il riferimento era all’acquisto degli aeroporti greci da parte di aziende tedesche durante la crisi del debito. Era il 18 dicembre e a nessuno sfuggì che la portata della sfida era più generale. Austerità, migranti, banche: sono diversi i temi che dividono Merkel e Renzi, mentre su altri si trovano d’accordo. Eccoli uno per uno. Austerità. E’ il grande tema che divide Italia e Germania. Roma chiede maggiore flessibilità nei conti pubblici e più attenzione ai temi della crescita. Berlino ribatte che solo con i conti pubblici in ordine è possibile una crescita sostenibile. “L’Italia rispetta tutte le regole, anche quelle che non condivide, e fa le riforme. Proprio per questo può permettersi di esprimere con forza la propria posizione”, è la posizione di Renzi. Migranti. La Gemania rinfaccia all’Italia di non aver ancora aperto i sei hotspot su cui si era impegnata nell’ambito delle intese raggiunte a Bruxelles. Attualmente ce ne sono solo tre attivi: Lampedusa, Porto Empedocle e Pozzallo. Berlino accusa poi il nostro Paese di bloccare l’accordo con la Turchia non versando i 281 milioni che le spetterebbe mettere sul tavolo. Secondo l’intesa con Ankara, infatti, l’Ue dovrebbe mettere 3 miliardi di euro. La Commissione dovrebbe mettere i primi 500, gli Stati membri 2,5 miliardi complessivamente. All’Italia spetterebbe una fetta di 281 milioni. La posizione di Roma, tuttavia, è che questi fondi debbano essere recuperati nel bilancio comunitario. O, quantomeno, che non debbano essere conteggiati nel patto di Stabilità. D’altra parte, spiegano fonti diplomatiche italiane, l’Italia non sta bloccando nulla: i fondi servono a finanziare progetti che la Turchia non ha ancora avanzato e per i quali comunque ci sarebbero i 500 milioni della Commissione. L’Italia, a sua volta, lamenta la mancata applicazione dell’intesa sui ricollocamenti: avrebbero dovuto riguardare decine di migliaia di persone ma di fatto non sono mai partiti. Non solo, ma a Roma mal digerisce il fatto che la Germania organizzi a Bruxelles sistematicamente pre-vertici sull’immigrazione ai quali l’Italia non viene invitata. Ucraina. In seguito all’annessione della Crimea da parte della Russia, l’Ue ha imposto sanzioni su Mosca, che verranno rinnovate ogni sei mesi finché non il Paese guidato da Vladimir Putin non rispetterà gli accordi di Minsk. L’Italia ha una posizione più morbida verso la Russia e non è favorevole alle sanzioni. Per questo motivo, la recente riabilitazione di Mosca sulla scena internazionale, tornata protagonista soprattutto in relazione alla vicenda siriana, ha spinto Renzi a rivendicare il fatto che l’Europa alla fine stia arrivando – così come sul tema dei migranti – sulle posizioni italiane. Nord Stream. A dividere Renzi e Merkel anche i rapporti con la Russia, sulla quale, oltre al tema delle sanzioni, si è aggiunta la questione del gas: da un lato il raddoppio del gasdotto Nord Stream, che dovrebbe collegare il Paese di Vladimir Putin alla Germania attraverso il Mar Baltico. Progetto che, nonostante la linea dura di Berlino sulle sanzioni a Mosca, non ha ricevuto alcuno stop. Dall’altro il South Stream – destinato a portare il combustibile russo fino in Puglia passando per il Caucaso – che invece è rimasto fermo, ufficialmente a causa di un bando di gara in Bulgaria che violava le regole del mercato unico limitando l’accesso solo alle aziende bulgare. “Un anno fa – ricordò Renzi all’ultimo Consiglio europeo – si è detto no al South Stream, con una scelta che ha creato un contenzioso pazzesco. A fronte di questo, improvvisamente e alla chetichella, si fa passare il principio del raddoppio del North Stream”. Dopo aver sottolineato il doppiopesismo in Europa, proprio a Putin Renzi ha fatto una telefonata all’inizio del mese, per discutere del fatto che almeno l’Italia non vuole restare fuori dall’affare. Banche. La Germania, così come ha fatto in passato sull’ipotesi di creare gli eurobond, frena sul tema delle garanzie europee per le banche. Ma l’intesa raggiunta questa settimana tra il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e la commissaria Ue alla Concorrenza Margarethe Vestager potrebbe attenuare la contesa. “Il sistema bancario italiano è molto più solido” di quello tedesco e “se fossi un amministratore tedesco mi preoccuperei”, disse Renzi all’ultimo vertice a Bruxelles, spiegando che “Intesa Sanpaolo capitalizza il doppio della Deutsche Bank” e che “c’è il sistema in Germania delle banche territoriali, che rispetto ma non condivido”. Grecia. Su questo, Renzi ha condiviso la battaglia portata avanti dalla Merkel. “Non possiamo pensare che gli italiani, che hanno fatto le riforme, paghino le pensioni dei greci”, disse più volte. La vicinanza storica tra Roma e Atene gli diede però una maggiore facilità di dialogo col collega Alexis Tsipras e gli garantì una migliore considerazione, da parte dei greci, rispetto alla Merkel. Unione Europea. Italia e Germania sono due Paesi profondamente europeisti, così come lo sono i due leader. “Italia e Germania hanno le stesse idee su un’Europa unita”, riassunse la Merkel dopo un bilaterale con Renzi a Firenze.<

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