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Bandiere Blu 2015: ecco le spiagge italiane più sostenibili

Bandiera-Blu
Di Marco Grilli
Buone notizie per il nostro turismo ora che l’estate bussa alle porte: aumentano le Bandiere Blu, ossia i riconoscimenti internazionali assegnati dalla Foundation for environmental education (Fee) alle località  balneari che rispettano criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio.
Fondata nel 1981, la Fee è un’organizzazione internazionale non governativa con sede in Danimarca  (attualmente presente in 60 Paesi), che promuove programmi volti a diffondere buone pratiche per la sostenibilità ambientale.
Istituito nel 1987, il premio Bandiere Blu viene conferito ogni anno in 48 Paesi (di recente non solo europei), col supporto e la partecipazione dell’Organizzazione mondiale del turismo (Unwto) e del Programma per l’ambiente dell’Onu (Unep), con cui la Fee ha sottoscritto protocolli di partnership globale.
Quest’anno si sono aggiudicati tali prestigiosi vessilli 147 comuni rivieraschi, sette in più rispetto al 2014, per un totale di 66 approdi turistici e 280 spiagge, che costituiscono il 15% di quelle complessivamente premiate a livello internazionale. Sul podio delle regioni più virtuose sono salite Liguria (con 23 Bandiere Blu), Toscana (18) e Marche (17), seguite a ruota da Campania(14) e Puglia (11).
Le nuove entrate riguardano undici comuni (Borghetto S. Spirito, Taggia e Santa Margherita Ligure in Liguria, Cannobio in Piemonte, Rosolina in Veneto, Terracina nel Lazio, Capaccio in Campania, Castellaneta in Puglia, Tusa in Sicilia e Castelsardo e Sorso in Sardegna), mentre la bandiera è stata purtroppo ammainata a Ragusa e Marsala in Sicilia, oltre che e a Silvi e Rocca San Giovanni in Abruzzo.
Nel complesso, Emilia Romagna (9), Calabria (4), Molise (3), Friuli Venezia Giulia (2) e Basilicata (1) confermano i risultati dell’anno precedente, la Sardegna (8) conquista due nuovi vessilli, Campania, Puglia, Veneto (8) e Lazio (8) ne registrano uno in più, mentre l’Abruzzo (8) e la Sicilia (5) ne perdono due, con quest’ultima che però può contare sulla new entry di Tusa.
sardegna
Il programma Bandiera Blu mira a promuovere nei comuni rivieraschi una conduzione sostenibile del territorio, fornendo una serie di indicazioni che pongono alla base delle scelte politiche l’attenzione e la cura per l’ambiente. I criteri sono aggiornati periodicamente al fine di spingere le amministrazioni locali partecipanti a risolvere le problematiche relative alla gestione del territorio, mentre la valutazione delle autocandidature gratuite (che vengono inviate ogni anno con la compilazione di uno specifico questionario e la presentazione di documentazione a supporto) è compito di una Commissione di giuria, composta da rappresentanti di enti istituzionali  (Dipartimento del Turismo della Presidenza del Consiglio, Ministero delle Politiche agricole e forestali, Comando generale delle Capitanerie di Porto, Ispra ecc.) e da organismi privati  (Sezione salvamento della Federazione italiana nuoto, Sindacati balneari Siba-Confcommercio ecc).
La valutazione prende in esame dei criteri posti all’interno delle 12 sezioni che compongono il questionario, tra cui troviamo la qualità delle acque di balneazione, la depurazione delle acque reflue, la gestione dei rifiuti, le iniziative e le attività di educazione ambientale e informazione, la spiaggia, lo stabilimento balneare, ecc. Da quest’anno, inoltre, la Fee può contare anche sul contributo delle Capitanerie di Porto per le visite di verifica sui litorali.
Se un criterio imperativo è costituito dalla qualità delle acque di balneazione (possono candidarsi solo le località le cui acque sono risultate eccellenti nella stagione precedente), particolare attenzione è posta anche sulla depurazione delle acque reflue e sulla gestione dei rifiuti, a partire da quelli pericolosi (batterie esauste, oli usati) fino alla raccolta differenziata. Per quanto riguarda il primo aspetto vengono prese in considerazione solo le località con impianto di depurazione almeno con trattamento secondario (in particolare con minimo l’80% dell’allaccio in fognatura delle acque reflue), mentre in tema di raccolta differenziata è stato di recente richiesto un incremento nella percentuale minima per l’accesso alle valutazioni.
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Per fregiarsi di questo importante titolo le località di mare devono inoltre garantire la massima vivibilità del territorio, attraverso una serie di interventi che vanno dalla cura dell’arredo e del decoro urbano alla sicurezza e ai servizi in spiaggia, fino alla regolamentazione del traffico veicolare, mediante per esempio l’istituzione di aree pedonali, piste ciclabili, parcheggi decentrati e bus-navetta.
Ad oggi, operatori turistici e turisti di tutto il mondo, riconoscono l’ormai affermato programma Bandiera Blu come un valido strumento per lacertificazione della qualità ambientale di località di villeggiatura marine e lacustri. Se molti amministratori locali sono convinti che lo sventolio di tale vessillo possa aumentare le presenze turistiche del 35%, una recente ricerca condotta dalle Università di Urbino e Perugia è giunta alla conclusione che il 94% dei comuni a cui è stato conferito il premio ha ottenuto un notevole rafforzamento di immagine, mentre l’88% ha rilevato un aumento di soddisfazione da parte dei turisti. In generale, poi, nei quasi 20 anni di attuazione del programma si è assistito a un miglioramento delle condizioni di vivibilità delle località balneari interessate, nonostante la crescita delle presenze turistiche.
Resta molto da fare per rendere ancora più sostenibili le città costiere italiane, soprattutto per quanto riguarda la depurazione delle acque. Nonostante ciò, il presidente della Fee Italia Claudio Mazza non nasconde la sua soddisfazione per i buoni risultati ottenuti dal programma nell’anno corrente: «Anche per il 2015 possiamo annunciare con soddisfazione un aumento di Bandiere Blu, un incremento costante che dimostra, nonostante le ridotte risorse economiche, la volontà di tanti comuni di non mettere al secondo posto l’attenzione per l’ambiente».
La maggiore sensibilità ecologica coincide con l’incremento del turismo: un connubio virtuoso da imitare per quei comuni che non hanno ancora dimostrato un’anima “green”.

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