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Auto elettriche di massa? Ora si può, grazie a uno studio italo-cinese

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Di Francesco Meneguzzo
Le nuove membrane a basso costo per economiche celle a combustibile alimentate a idrogeno attese da decenni. Nuovi polimeri compositi ad altissime prestazioni e nuovi elettrodi per le batterie ad alta densità energetica e ricarica rapida richieste dalle auto elettriche.
Sono queste le prime applicazioni industriali identificate da un team di ricerca italo-cinese guidato dai ricercatori Mario Pagliaro del Cnr – Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati (Ismn) di Palermo, e Yi-Jun Xudella Università di Fuzhou in Cina, in un articolo scientifico, cui è dedicata la copertina del numero corrente della prestigiosa rivista Chemical Communications, dal titolo “Commercialization of graphene-based technologies: a critical insight”, Chemical Communications
Il costo proibitivo del grafene prodotto con i metodi convenzionali – sostiene dice Mario Pagliaro, che ha coordinato lo studio al Cnr di Palermo – ne ha largamente impedito le applicazioni pratiche. Dare adesso all’industria una roadmap chiara, con pochi punti in ordine di priorità è fondamentale. Dopo, lo sviluppo massivo dell’industria del grafene si tradurrà in un profondo cambiamento tecnologico di molti settori industriali”.

Celle a combustibile a idrogeno a servizio di un veicolo elettrico
Le nuove batterie e le fuel cell a idrogeno sono le tecnologie necessarie a risolvere il problema dell’intermittenza dell’energia solare e a rendere possibile la piena transizione dall’epoca dei combustibili fossili a quella ad energia solare. Straordinariamente leggero, robusto e al contempo flessibile, ma anche capace di condurre efficacemente il calore e l’elettricità, il grafene è in grado di conferire proprietà nuove e migliori a moltissimi materiali di uso quotidiano.
I nuovi metodi chimici per esfoliare la grafite sviluppati e industrializzati negli ultimi 18 mesi – afferma Yi-Jun Xu della Fuzhou University – aprono la strada a numerose importanti applicazioni.”
Il carbonio sotto forma di grafene – aggiunge Mario Pagliaro – darà un contributo fondamentale al risanamento  ambientale rendendo possibile la mobilità elettrica di massa. E fa piacere, – conclude il ricercatore siciliano, – che sia italiano il maggiore produttore europeo di grafene a basso costo”.
Una storia industriale già di grande successo, quest’ultima, che potrà trarre ulteriore beneficio dalla ricerca guidata dal Cnr, in un ciclo virtuoso tutto italiano.

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