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Austerità e autoritarismo: cosa ci attende in Europa, se non resistiamo

Pierre Laurent, presidente del Partito della Sinistra Europea (PSE) e segretario nazionale del PCF, ha visitato martedì 5 luglio, Atene. Dà il suo parere a“l’Humanité Dimanche” sulla situazione.


HD – Perché è venuto ad Atene?

Pierre Laurent. Abbiamo deciso di celebrare una riunione della presidenza del PSE, perché questa città 

è l’epicentro della crisi politica e sociale dell’Europa. Abbiamo voluto informare dal vivo sulla situazione intervistando sindacalisti e giovani attivisti del movimento di protesta e dare testimonianza della nostra solidarietà. Infine, abbiamo concordato di presentare proposte alternative al piano europeo.

HD – In che misura ciò che sta accadendo in Grecia, anticipa quello che succederà in Europa?

In Grecia si combinano austerità e autoritarismo: da un lato, le politiche di regressione sociale molto brutali volte a finanziare, con i risparmi ottenuti sulle spalle del popolo, il pagamento dei debiti accumulati dai sistemi finanziari, che andarono in bancarotta 3 anni fa, dall’altro lato, l’autoritarismo per farli adottare.Questi due ingredienti sono quelli del Patto euro plus, una versione per l’intera Unione Europea (UE) dei memorandum imposti alla Grecia. Il dovere di solidarietà è anche il mezzo per effettuare una controffensiva a quello che spetta inevitabilmente a tutti i popoli europei senza lasciare gli attuali leader ad imporre queste “cure” di austerità brutali ai paesi più fragili.

Come costruire questa solidarietà?

In primo luogo facendo convergere, nel piano europeo, tutte le forze sociali, politiche, associazioni e movimenti giovanili che esprimono una resistenza a questa politica ma non possono ancora costruire un fronte politico alternativo sufficientemente potente.
Queste resistenze convergeranno solo se hanno, insieme, soluzioni alternative, in particolare sulla questione del debito. Dev’esserci la cancellazione del debito, parziale o totale, una ristrutturazione del debito finanziario da parte della Banca Centrale Europea che supporta i sistemi dei mercati finanziari. Gli adeguamenti attuali non possono affondare il paese.  Noi quindi avanziamo l’idea che “i fondi europei di sviluppo sociale” per una rinascita sociale, cono l’unico modo con cui i paesi recupereranno economie sane, nel corso del tempo.
Dobbiamo far sentire in Europa una voce che si oppone alla sensazione d’impotenza così come l’idea secondo la quale la politica porta necessariamente alla regressione delle conquiste sociali.


Traduzione per Mercato Libero a cura di Alba Canelli

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