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Armamenti nucleari USA inabissati tra Sicilia e Sardegna


  

 Di Gianni Lannes
Della serie: notizie di rilevanza mondiale mai pubblicate in Italia. Numerosi studi scientifici a livello internazionale, compresi alcuni rapporti dell’Aiea hanno evidenziato la presenza di plutonio 239 e plutonio 240 nel Mediterraneo, in particolare nei mari italiani. Questi due radionuclidi non esistono in natura, ovvero sono artificiali, ma pericolosi per più di 24 mila anni. Infatti, possono provocare il cancro e processi di mutagenesi.


rapporto del Pentagono


Il 10 marzo 1956 un velivolo dell’U.S. Air Force B -47 “Stratojet” decollato dalla Florida e diretto in Europa, piomba in mare tra la Sicilia e la Sardegna. Il bombardiere precipita nel Mediterraneo con due capsule di materiale da utilizzare per la realizzazione di bombe nucleari.

L’aereo con questo pericoloso carico non è mai stato ritrovato dalle autorità nordamericane. Non è stato né il primo né l’ultimo incidente di questo genere.  Ecco un rilievo di Greenpeace International:

10 March 1956: A U.S. Air Force B-47 bomber carrying two capsules of nuclear materials for nuclear bombs, en route from MacDill AFB, Florida, to Europe, failed to meet its aerial refueling plane over the Mediterranean Sea. An extensive search failed to locate any traces of the missing aircraft or crew”.
 rapporto del Pentagono

A bordo vi erano il capitano Robert H. Hodgin (comandante), il capitano Gordon M. Insley (osservatore) e il pilota Ronald L. Kurtz.
Quali conseguenze ambientali e sanitarie ha avuto questo incidente? 
Proprio nel 1956 i governanti d’Italia, già succubi del patto atlantico, senza interpellare il Parlamento, vale a dire segretamente – come attestano i documenti ufficiali di Washington e il carteggio con Segni, Fanfani e Taviani (pubblicati nel mio libro ITALIA, USA E GETTA) avevano accettato di ospitare sul suolo nazionale un arsenale nucleare degli Stati Uniti d’America, da allora accresciuto senza alcun controllo italiano. 



Non è tutto, come aveva denunziato Saragat: il nucleare civile in Italia serviva prevalentemente a fabbricare plutonio, come nel caso specifico della centrale atomica di Borgo Sabotino. Italidioti zitti e muti, anzi radioattivi oggi e mutanti domani.

    
 riferimenti:



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