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Arabia Saudita ed Iran: ecco i principali punti di attrito

Di Emanuele Vena

L’uccisione di 47 prigionieri – tra cui l’imam sciita Nimr al-Nimr – decisa da Riyad ha fatto salire la tensione tra Arabia Sauditaed Iran, contribuendo a complicare relazioni bilaterali gelide ormai da tantissimo tempo. Ma quali sono i principali punti di attrito tra i due Paesi della regione mediorientale?

Arabia Saudita ed Iran: i punti di attrito

Possiamo racchiudere il conflitto tra Arabia Saudita ed Iran in diversi punti, strettamente interdipendenti tra loro e con un punto fermo e centrale: la competizione per la leadership dell’intero Medio Oriente. E’ infatti attorno alla pretesa di Riyad di mantenere una tale posizione e, per contro, alla rinnovata vitalità di Teheran – in particolar modo a seguito dello storico accordo sul nucleare – che ruota tutta la questione sul piano geopolitico. Con diverse implicazioni.

Arabia Saudita ed Iran: lo scontro religioso

Importante è, ovviamente, innanzitutto la questione religiosa, con lo scontro plurisecolare nel mondo islamico tra sunniti e sciiti. I primi, seguaci della “Sunna” – cioè la tradizione – rappresentano la stragrande maggioranza dell’Islam. I secondi – seguaci di Alì, cugino diMaometto, e sostenitori dell’idea, osteggiata dal sunnismo, che a guidare il mondo islamico potesse essere solo la discendenza diretta del profeta – sono la principale minoranza nel mondo musulmano. Arabia Saudita ed Iran ne rappresentano i principali esponenti “statuali” del mondo contemporaneo.

Arabia Saudita ed Iran: lo scontro economico

Non secondario è però lo scontro economico in atto tra i due Paesi. Se l’Arabia Saudita è il Paese geograficamente più esteso dell’area mediorientale, l’Iran è tra i 3 Paesi più popolati, insieme ad Egitto e Turchia.
Come già accennato in precedenza, ad inasprire ulteriormente lo scontro ha contribuito l’accordo sul nucleare stipulato nei mesi scorsi a Losanna e fortemente voluto dal presidente statunitense Barack Obama. Un accordo figlio di lunghissime trattative, che ha come obiettivo sostanziale il pieno reinserimento di Teheran nella comunità internazionale, con un ruolo di prim’ordine nello scenario geopolitico.
Il ritorno iraniano sulle scene è da intendersi, ovviamente, anche sul versante della produzione dipetrolio. Il progressivo stop all’embargo incrementerà considerevolmente gli introiti di Teheran nel settore: il Quartz, nei giorni dell’intesa di Losanna, stimava l’aumento in 1.6 miliardi di dollari al mese.

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