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Annan rivela: Blair avrebbe potuto fermare Bush

Di Francesca Marretta
http://www.globalist.it
Tony Blair avrebbe potuto fermare Bush e l’intervento in Iraq. Lo dice l’ex segretario generale delle Nazioni Unite e Premio Nobel per la pace, Kofi Annan, nel suo libro di memorie “Interventions: A life in War and Peace” (Interventi: una vita in guerra e pace).

Annan, che si trova a Londra in questi giorni, ha concesso un’intervista al Magazine di The Times, in cui dice: “Credo che mi domanderò per sempre cosa sarebbe accaduto se, senza una seconda risoluzione, Blair avesse detto: George a questo punto ognuno per la sua strada. Vai per conto tuo”.

Come sappiamo non andò così. E per aggiungere insulto all’ingiuria, i centomila iracheni morti in Iraq, conseguenza della scelta di Blair di seguire Bush per distruggere armi di distruzione di massa inesistenti, non sarebbero bastati a convincere l’ex Premier britannico a fare mea culpa nemmeno anni dopo. Lo sanno bene anche i parenti dei soldati uccisi su quel fronte che a Londra hanno ascoltato, sdegnati, le auto-assolutorie deposizioni di Blair davanti alla commissione Chilcot, in carica dal 2009 al 2011 per investigare (senza conseguenze penali), le responsabilità sull’intervento in Iraq. Le conclusioni della stessa inchiesta saranno tratte nel 2013.

A differenza di un altro Premio Nobel per la Pace, Desmond Tutu, che ha di recente dichiarato che Blair e Bush andrebbero processati alla Corte Penale Internazionale (Cpi) dell’Aja per il conflitto in Iraq, Kofi Annan scrive nel suo libro che nonostante la gravità e gli effetti di quella scelta Bush e Blair agirono in maniera legittima in quanto leader democraticamente eletti, convinti che le loro decisioni fossero quelle giuste per i rispettivi paesi.

Annan è un diplomatico di lungo corso. Di sicuro il meno grigio tra i Segretari Generali che le Nazioni Unite hanno conosciuto. Essere eletti democraticamente non può salvare un leader dalle responsabilità che la storia gli sbatte in faccia. Il conflitto settario che ancora infiamma l’Iraq è conseguenza diretta di quella guerra. I paesi che esportano democrazia non hanno problemi negli affari con leader non democraticamente eletti. La lista dei dittatori amici di Londra e Washington è lunga. Include lo stesso Saddam Hussein, Muammar Gheddafi, o, per citare i vivi, i democraticissimi principi sauditi. Salvo riservarsi il diritto di avallarne la caduta quando cambia il vento, specialmente se hanno segreti da portarsi nella tomba.

Riguardo Blair, Annan si chiede nelle sue memorie come sia stato possibile che un uomo ispirato un tempo a valori di pace e mediazione potesse cambiare fino al punto da imbarcarsi in una guerra decisa di fretta e furia. L’ex Premier britannico non è né il primo, né l’ultimo leader della storia a cui il potere ha dato alla testa. Del resto come si fa a negare proprio a lui questa prerogativa, se dopo l’Iraq è stato pure nominato inviato di pace in un Medio Oriente che egli stesso ha reso più instabile?

Sulla guerra in Iraq anche Annan ha qualche risposta da dare. Per esempio sull’andamento della campagna Oil for Food. Nel libro se ne parla, ma senza chiarimenti esaustivi.

Fonte:http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=33974&typeb=0&Annan-rivela-Blair-avrebbe-potuto-fermare-Bush

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