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Ancora bullismo razzista a scuola:un altro biglietto contro ragazza senegalese di Pisa insultata anonimamente per essere troppo brava a scuola

I libri strappati alla studentessa
Nonostante il clamore suscitato dai precedenti episodi e l’avvio di un’indagine da parte di carabinieri e Procura minorile di Firenze, nella mattina di giovedì 21 maggio la studentessa 14enne di origine senegalese di un istituto pisano che nelle scorse settimane aveva trovato sul diario lettere a sfondo razzista solo perché brava a scuola, ha trovato un altro biglietto dello stesso tenore.
“Ti sei rivolta alla stampa ma tanto non mi scoprirai, né te né i carabinieri”. E’ più o meno questo il contenuto del biglietto che ha trovato sul banco la studentessa senegalese 14enne già presa di mira nelle scorse settimane da una serie di lettere a sfondo razzista. E’ quanto si apprende in ambienti investigativi. Il biglietto, come gli altri, è infarcito di insulti e volgarità anche nei confronti degli inquirenti. La scuola mantiene il massimo riserbo e il preside preferisce non commentare l’accaduto anche se non nasconde l’amarezza per il nuovo gesto razzista. Gli investigatori stanno invece analizzando lo scritto alla ricerca di tracce utili che possano portare ai responsabili. L’uso del plurale conferma il sospetto che ad agire non sia stata una sola persona.

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Mercoledì 20 maggio il preside era stato nuovamente convocato dai carabinieri per cercare di trovare una soluzione alla vicenda senza dover ricorrere necessariamente, visto che tutti i protagonisti sono 14enni, alla soluzione giudiziaria. A questo punto per l’ennesimo ritrovamento rischia di accelerare l’inchiesta e forse che già nei prossimi giorni potrebbero scattare i primi interrogatori in caserma per i compagni di classe della vittima.

«Non gliela voglio dare vinta» aveva detto la 14enne, musulmana. Il clamore della vicenda ha portato alla luce quello che a livello scolastico era già stato affrontato, ma senza arrivare all’identificazione degli autori delle missive anonime. Un impasto di invidia per i buoni risultati e la denigrazione a sfondo razzista. I sospetti si sono concentrati su tre ragazzi e una ragazza. Ma nessuno ha fatto ammissioni davanti ai docenti. «Il rientro in classe è stato tranquillo – spiega la studentessa -. Ho ricevuto tanto affetto. So bene che non tutti sono uguali nella mia classe. C’è anche qualche ipocrita, ma non ci voglio pensare».
“Ti sei rivolta alla stampa ma tanto non mi scoprirai, né te né i carabinieri”. E’ più o meno questo il contenuto del biglietto che ha trovato sul banco la studentessa senegalese 14enne già presa di mira nelle scorse settimane da una serie di lettere a sfondo razzista. E’ quanto si apprende in ambienti investigativi.
Il biglietto, come gli altri, è infarcito di insulti e volgarità anche nei confronti degli inquirenti. La scuola mantiene il massimo riserbo e il preside preferisce non commentare l’accaduto anche se non nasconde l’amarezza per il nuovo gesto razzista. Gli investigatori stanno invece analizzando lo scritto alla ricerca di tracce utili che possano portare ai responsabili. L’uso del plurale conferma il sospetto che ad agire non sia stata una sola persona. (ANSA).

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«Non credo alle sanzioni collettive – chiarisce il preside dell’istituto -. Quello che potevamo fare è stato fatto. Escludo che gli autori delle lettere dopo quello che è successo tornino a scrivere. La classe, al di là degli episodi, è una classe normale con i problemi di tutte le prime che devono amalgamarsi. Mi auguro che questa vicenda possa essere risolta prima della fine dell’anno scolastico e confido che i responsabili di questo gesto inqualificabile siano individuati. Nel momento in cui i carabinieri dovessero indicarci nomi e responsabilità partiremmo subito con le sanzioni disciplinari – aggiunge -. Per la gravità dei fatti non può essere esclusa neppure la bocciatura». Intanto la sottosezione di Pisa dell’Associazione nazionale magistrati e l’Ordine provinciale degli avvocati hanno invitato la ragazza, che vuol diventare avvocato, a fare un giro in Tribunale.

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