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Alla Ricerca di una Cura Conosciuta

Di Bill Sardi
http://lewrockwell.com

Uno dei piccoli sporchi segreti della medicina moderna, ed un motivo per cui i costi sanitari sono così alti, è che i ricercatori ed i medici stanno cercando di approfittarsene inventando ed offrendo una scienza medica a costi più alti. Le cure a dieci centesimi non devono essere trovate. Regnano farmaci brevettabili e costosi. Le medicine naturali sono evitate o ignorate.

Tale è il caso di quegli scienziati Britannici che sostengono di aver scoperto che alti livelli di ferro nel colon/retto aumentano il rischio di cancro e dicono di essere avidamente alla ricerca di molecole chelanti in grado di assorbire il ferro e ridurre il rischio o perfino curare il cancro del colon/retto. Dicono di sperare di iniziare ad utilizzare queste molecole negli anni a venire. Ma gli individui ad alto rischio con polipi nel loro colon o che hanno una storia di infiammazioni intestinali possono arrivare ad una cura che è già a portata di mano.

Una cura molecolare esiste già e si trova in natura. E’ il motivo per cui le diete integrali e ad alto contenuto di fibre riducono il rischio del cancro al colon/retto. Una molecola ferro-chelante chiamata IP6 (che sta per esa-inositolo fosfato), trovata nella porzione di crusca di cereali e semi, che è un integratore dietetico disponibile come estratto purificato della crusca di riso, è stato dimostrato di inibire il cancro del colon/retto in numerosi studi ed inattiva gli stessi geni promotori del cancro (Wnt) come dimostra uno studio appena pubblicato in Gran Bretagna. In uno studio l‘IP6 ha diminuito del 50-65% l’assunzione di ferro nelle cellule del colon.

Questo punto di riferimento, pubblicato sulla rivista Cell Reports, è sensazionale. Mentre le diete ad alto contenuto di ferro (in particolare, ferro altamente assorbibile dalla carne rossa) hanno sempre dimostrato di aumentare il rischio di cancro al colon, i livelli ematici di ferro non sono coerentemente correlati con questa neoplasia. I ricercatori mostrano che tutti gli effetti dannosi del ferro sono locali – nel colon e nel retto.

La scoperta sorprendente è anche che le diete ad alto contenuto di ferro non inducono tumori in questi tessuti dell’apparato digerente fintanto che un gene soppressore del tumore chiamato Apc è funzionale. Ma i ricercatori fanno notare che il ferro incontrollato sembra aumentare i tassi di mutazione nel gene Apc che a sua volta inattiva la sua azione di inibizione del cancro. Poi si attivano due geni (il recettore della transferrina 1 ed il trasportatore di metalli bivalente 1) che inviano segnali di accumulo di ferro ed il ferro si accumula in questi tessuti provocando l’attivazione di un gene promotore del cancro (Wnt).

I ricercatori dicono: “la chelazione di questo accumulo di ferro può fornire una piattaforma per l’intervento terapeutico.” E’ stata identificata una classe di chelanti che inibisce il gene Wnt promotore del cancro.

Ma mentre ci sono farmaci ferro-chelanti costosi e problematici, il più sicuro e più economico è l’IP6. Nel 2001 i ricercatori della Food & Drug Administration hanno dichiarato l’IP6 una delle sole quattro molecole ferro-chelanti non mutagene. Sarebbe la prima terapia del cancro veramente preventiva al di là della diagnosi precoce.

I chelanti del ferro più costosi, la maggior parte dei quali richiede una somministrazione per via endovenosa, non sono appropriati per individui ad alto rischio che non hanno forme attive di cancro del colon/retto. Tuttavia, l’IP6 fa a botte con i requisiti della Food & Drug Administration secondo cui un integratore alimentare non può curare, trattare o prevenire alcuna malattia senza essere dichiarato farmaco.

Ma tutto quello che i pazienti ad alto rischio devono fare è dirigersi al negozio di alimentari locale, non hanno bisogno dell’autorizzazione della FDA. Una fornitura a 30 giorni di capsule IP6 viene venduta a circa $10 rispetto alla presctrizione del chelante orale deferasirox che viene venduto come farmaco generico a circa $599.00/30 -500 mg compresse. Al confronto il costo annuale del deferasirox generico sarebbe ~$7188/l’anno rispetto a 2 capsule al giorno di IP6 al costo di circa $60/l’anno. I chelanti per via endovenosa costano migliaia di dollari l’anno.

Un lungo elenco di effetti collaterali sono associati al deferasirox. Questi includono: dolore addominale, nausea, vomito e diarrea. Alcuni effetti indesiderati possono essere gravi, come ad esempio: perdita di udito, problemi alla vista, orticaria, eruzioni cutanee, vesciche, prurito, difficoltà a respirare o a deglutire, gonfiore del viso, della gola, della lingua, delle labbra, degli occhi, delle mani, dei piedi, delle caviglie, o degli arti inferiori, raucedine.

Si stima che dal 30 al 50 per cento degli Americani oltre i 50 anni sviluppa o svilupperà adenomi, ma solo tra l’1 ed il 10 per cento di questi polipi progredirà alla fase di cancro tra i 5 ed i 10 anni. Quindi sarebbe un sovratrattamento prescrivere chelanti orali costosi e problematici per tutti coloro che si sono visti diagnosticare polipi intestinali.

E’ stato più volte segnalato un legame tra l’eccesso di ferro e l’incidenza del cancro del colon. Tra 33 studi, il 75% di loro sostiene un’associazione tra l’eccesso di ferro ed il rischio di cancro del colon.

Il razionale per ridurre il carico di ferro è forte. I ricercatori sanno già che la deplezione di ferro accumulato attraverso la donazione di sangue o il salasso diminuisce il rischio di vari tumori tra cui il cancro del colon.

Sin dal 2003 i ricercatori hanno invocato studi sugli umani dell’IP6. Un’altra relazione sull’IP6 e sul cancro di questo autore è stata pubblicata nel 2005.

Un fatto sorprendente in questo studio è che i pazienti ad alto rischio di cancro al colon, quelli con polipi nel loro colon e nel retto o che hanno una malattia infiammatoria intestinale, sono spesso anemici a causa del legame del ferro da infiammazione cronica. La pratica corrente tra questi pazienti anemici è quella di prescrivere alte dosi orali di compresse di ferro. I ricercatori in questo studio dicono che questa pratica “rischia sia di aggravare la loro condizione sia di elevare il loro rischio di sviluppare un cancro del colon/retto.” (Quanti pazienti con anemia da malattie infiammatorie croniche dell’intestino hanno incontrato una morte precoce in questo modo? Questo autore può contarne un bel po’ nella sua esperienza.) Questi ricercatori suggeriscono che il ferro supplementare debba essere somministrato per via endovenosa e seguito da una terapia di chelazione del ferro. Quanti altri pazienti devono morire di terapia del ferro prima che si sappia questa storia?

Effect of intact or defective Apc gene and
low and high iron diets in colon cells
Apc (adenomatous polyposis coli) Gene Is The Most Commonly Mutated Gene In Colon/Rectal Cancer
Low Iron Diet
High Iron Diet
Intact (active) Apc gene
Reduces cellular iron locally in the colon/rectum; protects Apc gene
No cancer
No cancer
Defective (mutated) Apc gene
Increases cellular iron locally in colon/rectum; switches on Wnt tumor activator gene
No cancer
2-3 times increased risk
Defective Apc gene + intravenous (not local) iron chelator. Chelator must be taken orally and come in contact with cells in the colon and rectum
No effect on tumor generation
No effect on tumor generation
Source: Luminal Iron Levels Govern Intestinal Tumorigenesis after Apc Loss In Vivo,
Cell Reports, 09 August 2012

[*] traduzione di Francesco Simoncelli

Fonte:http://lewrockwell.com/sardi/sardi232.html

http://johnnycloaca.blogspot.it/2012/09/alla-ricerca-di-una-cura-conosciuta.html

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