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Acqua su Marte, un anno fa c’è chi l’aveva già notata


Di Flavio Vanetti

Acqua su Marte?  La Nasa dice sì, ma noi ci eravamo arrivati già un anno fa, il 25 settembre 2014. Una segnalazione del professor Luise aveva evidenziato una foto da Curiosity che pubblichiamo di nuovo qua sopra in apertura di post  (cfr. Sol 712 – 7 agosto 2014 – 14:38:09 UTC – Mastcam sinistra): risaltavano ben distinti due rivoli di una sostanza che dava tutta l’impressione di essere acqua. 


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Adesso finalmente giunge la conferma ufficiale: su Marte è presente acqua salata, la notizia è già apparsa in apertura sulla pagina web del Corriere in contemporanea con la conferenza stampa della Nasa. Ecco il link. Il nostro Tetricus ha però altro da aggiungere… A lui la parola.



E’ logico pensare che la parola “acqua” si collega in maniera indissolubile alla parola “vita” ed è questa la prossima rivelazione che ci aspettiamo dell’Ente spaziale americano che, come al solito, dà le notizie col contagocce. In questi giorni (precognizione?), avevo preparato un post relativo proprio all’acqua, cioè a quell’invaso gigantesco che un tempo circondava il Monte Sharp facendone un’isola e all’esistenza di segni di attività umana sulle sue sponde. Si tratta di un particolare che ho scoperto un paio d’anni fa esaminando il mosaico ad alta definizione PIA16768 del Monte Sharp, ma di cui ho ritardato la pubblicazione sperando nel frattempo di ottenere immagini più definite di quella che ho ribattezzato Sharp City, cosa che purtroppo non è avvenuta. Al contrario, la Nasa ha cercato di confondere le acque.  E rimanendo proprio sul tema… delle acque, si tratta dei resti abbastanza evidenti di un cantiere navale, che sorge proprio dove una struttura del genere dovrebbe, cioè sulla sponda di quello che un tempo era il Lago Gale, l’invaso che colmava l’attuale Gale Crater nel mezzo del quale si eleva il Monte Sharp sulla cui falda occidentale sorge la misteriosa Sharp City, che la Nasa tenta di tenerci goffamente nascosta. Sulle sabbie marziane risaltano due anomalie: la prima ha la forma ben delineata di uno scafo completo anche della plancia e la seconda, a pochi metri sulla sinistra della foto, ha le caratteristiche di uno squero, un’infrastruttura nautica (vedi foto) che permette di tirare in secca le imbarcazioni per svolgere lavori di manutenzione. Perciò si va delineando con maggior precisione anche l’attività umana intorno alla città che sorgendo vicinissima a un lago, forse collegato al mare, possedeva delle imbarcazioni ben costruite; in questo caso potrebbe trattarsi di un peschereccio. Lo scafo arenato sulle sabbie marziane dovrebbe infatti misurare alcune decine di metri. Alcune strutture nei dintorni fanno pensare alla presenza di altri scafi, ma per il momento lascio alla vostra intraprendenza il compito di individuarli. Io mi limito a questo che è il più evidente. Dall’acqua passiamo alla vita. Parlo dei resti, forse fossilizzati, ma non ci metterei la mano sul fuoco, di un rettile di piccole dimensioni, un “draghetto” ripreso sempre da Curiosity lo scorso 30 maggio. E’ ben delineata la spina dorsale, oltre al cranio con le fosse oculari. Di anomalie di questo genere ne abbiamo trovate in abbondanza: aspettiamo che la Nasa (tra un altro anno?) riveli finalmente la presenza di vita complessa su Marte, compresa quella di una civiltà di tipo umano.

FONTE:http://misterobufo.corriere.it/2015/09/29/acqua-su-marte-un-anno-fa-ce-chi-laveva-gia-notata/

Tetricus

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